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Vogliaditerra Articoli

Guerro ergo sum

Lessi un articolo su questo, la prima volta che ci andai, credo sul Jerusalem Post. Era ancora l’epoca di Rabin, parlare di pace sembrava una cosa seria e mi colpì moltissimo la riflessione dell’editorialista che, in pratica, diceva che la pace avrebbe fatto sparire Israele. Che le nuove generazioni di israeliani, senza guerre, si sarebbero rammollite, e il paese si sarebbe ritrovato con ragazzi come tutti gli altri, consumisti e individualisti, e tanti saluti alla difesa del sionismo.

Con certa brutale chiarezza – molto israeliana – l’articolo teorizzava la necessità  di una guerra per ogni nuova generazione, in pratica, come training motivante per gli israeliani del futuro. Un po’ drastico, certo. Specie per chi le subisce, le guerre, e senza esercito o con eserciti più deboli, con meno strumenti di difesa e alleati molto più sgarrupati di quelli che può vantare Israele.

Quindi urge un altro metodo di trovare identità  per Israele.
Letto da Lia a Cuba

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I preventivi che non tornano mai

I costi per le grande opere tendono a raddoppiare nel corso dei lavori, è questo succede anche alla Tepco (diventata statale) che tra risarcimenti per 1,5 milioni di persone e il tentativo di mettere i sicurezza quel che resta di Fukushima sta per dover spendere 94 miliardi di euro, il doppio previsto di aprile.

Ai costi per la compensazione e la decontaminazione potrebbero aggiungersi fino a 10 trilioni di yen, o più di 120 miliardi di dollari» che non sarebbe assolutamente in grado di pagare.

A parte il fatto che non hanno i spiccioli necessari sembra che abbiano anche finito lo spazio per l’acqua altamente radioattiva, sono arrivati ad avere accumulate 200’000 tonnellate.

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Siamo fritti nel digitale

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Benvenuti nelle elezioni nelgi USA, ecco il primo video che dimostra i “problemi” delle macchine per votare.

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La lista di Kostas Vaxevanis

Pubblica la lista dei clienti famosi di una banca svizzera – lista che il governo greco non volle utilizzare per scovare evasori – e viene arrestato.

Sembra davvero difficile stanare i soldi da chi li ha. Il punto è che sono proprio quei soldi lì che tramite il private banking muovano la speculazione internazionale e hanno fatto più danni che altro – danni pagati dai meno abbienti.

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Nà© di Venere nà© di Marte…

…ma con Giove è iniziato quest’anno ufficialmente la raccolta delle olive, in poco più di tre ore già  un quintale, colto come sempre con il canto degli uccellini, il toc-toc-totoc delle olive sui pioli della scala di legno e il chiacchierio tra gli amici – senza macchine a parte il nuovo fiammante motocoltivatore 50enne restaurato. Le rese sembrano essere intorno al 11% e comunque è anche presto, visto la stagione di settembre.

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Amare il mezzo praticando agricoltura museale


Domani forse il contadino scriverà  la didascalia a queste foto che fanno da resoconto degli ultimi giorni anzi settimane compreso un viaggio di 900km senza risultati concreti e infine due soluzioni qui vicino; ha capito che deve curare il suo motocoltivatore Ferrari MC60, in quanto coetaneo, in quanto l’unico mezzo a misura per questo podere.

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