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Categoria: mondo spirituale

E’ stagione…

… per i cerchi nel grano.

Al contadino piace molto il primo.

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Cerchi nel grano

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Quasi quasi il contadino se n’era scordata di dare una occhiata alle opere 2020, quello e poi questo qui sono decisamente impressionanti.

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Le farse

Sul blog di Wu-Ming c’è un articolo che parla delle emergenze che non vanno via mai, ma forse sono solo le reazioni del legislatore che rimangono, mentre le emergenze rientrano, come si dice.

Le cose peggiori vediamo quando si cerca di proteggerci sembra. Qualcuno forse si ricorda i tempi della mucca pazza, era quando la scienza diceva proteine=proteine e si cominciava di governare erbivori – le mucche, appunto – con residui di macellazione e altro. L’effetto era che adesso abbiamo un tracciamento completo dei capi di bestiami, dalla nascità alla morte, se funziona, non si vede una pecora o una mucca senza queste cose di plastica gialla alle orecchie.

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Nota: Prima le cose si sperimentano sempre sugli animali. Le idee per una futura marcatura degli umani non mancano, tipo un tatuaggio invisibile per i bambini vaccinati. Ma dovere avere un foglio che certifica la vaccinazione per accedere a [asilo|scuola|lavoro|aerei] non è poi così diverso in sostanza.

Magari il contadino si scorda di qualcosa, ma poi ci (o era prima?) fu l’undici settembre, che ci ha regalato misure di sorveglianza di massa sempre in atto. Basta ricordarsi il divieto di liquidi nei voli al di sopra di 100ml per miliardi di persone perché c’era una possibilità abbastanza remoto che qualcuno avrebbe fatto una bombetta. Poi invece questi qui hanno noleggiati camion e fatto stragi diverse, mentre i morti per i pazzi di armi e idee negli USA e altrove erano 100 volte di più.

Ma i giornali titolavano sempre “attacco terroristico, moriremo tutti”.

Adesso miliardi portano mascherine, non possono cantare a messa, non possono abbracciarsi ma qui saranno almeno “aiutati” da 60mila protettori sociali o come gli chiameranno perché pocchi potrebbero essere positivi a un virus che come minaccia è più serio di un influenza ma non di molto, forse 5 volte forse poco meno forse poco più e come l’influenza a rischio sono i già deboli. E come a rischio ci sono già da sempre i più deboli adesso i morti di fame nel mondo saranno probabilmente molto di più che quelli morti per il Coronavirus, effetto colletarale un po’ come il milione di morti civile nella guerra all’Iraq, era per il bene di tutti alla fine.

Finito lo sfogo il contadino non sa bene dove vuole arrivare, quale sarebbe la strategia giusta. Le manifestazioni, i scioperi, le proteste… magari sono riusciti a smorzare qualche legge troppo fascista (forse è la parola giusta), ma non ci hanno risparmiati di accettare le telecamere ovunque, il tracciamento geografico dei cellulari per gli ultimi mesi, la scannerizzazione completa del traffico internet, le impronte digitali a tutti a prescindere e tutto il resto. E adesso viene fatto un salto in avanti grandissimo, complice il solito mix di paura e voglia di far il bene e la solita voglia di potere com’era già successo dopo l’undici settembre e le altre “emergenze”.

Forse vuole arrivare a questo: tante delle cose che ci si ritroverà a dover farle sarano teatro, farsa. Importante è mai dimenticare cosa sono nella sostanza: farse. La sicurezza vera è un altra cosa.

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Letture (lunghe)

La falsa sineddoche

In punto di fatto, la sospensione delle attività sociali oggi imposta per arginare la trasmissione di un virus non ha precedenti in tempi di pace e forse anche di guerra, scaricandosi ora l’intero potenziale offensivo e difensivo dello Stato sulla sola popolazione civile. Il combinato delle misure in vigore ha creato le condizioni di un esperimento, inedito per radicalità e capillarità, di demolizione controllata del tessuto sociale che parte dai suoi atomi per diramarsi verso la struttura. Alla base sono colpiti gli individui: terrorizzati dall’infezione e dalle sanzioni, braccati nella quotidianità con un accanimento e un dispiegamento di mezzi che è raro riscontrare nella repressione dei crimini più efferati, segregati tra le mura domestiche, allontanati dai propri cari, isolati nella malattia e nella morte, istigati alla delazione e al terrore – quando non direttamente all’odio – del prossimo, privati dei conforti della religione, senza istruzione, costretti alla disoccupazione e a vivere dei propri risparmi nell’attesa di un’elemosina di Stato, stipati come bestie in batteria e ridotti ad abitare il mondo attraverso gli ologrammi gracchianti di un telefonino. La speranza stessa della liberazione diventa fonte di angoscia per l’incertezza delle previsioni e l’enormità dei messaggi accreditati in cui si annunciano «rimedi» fino a ieri quasi indicibili per i nostri standard giuridici e morali: dal tracciamento digitale dei cittadini e del loro stato di salute, riservato finora solo alle specie selvatiche, alla somministrazione presumibilmente coatta di farmaci che ancora non esistono (se mai esisteranno) o, in alternativa, che nulla hanno a che fare con la patologia in oggetto; dalla smaterializzazione dei rapporti umani più stretti al prelievo forzoso degli «infermi», fino ai sogni più sfrenati di tatuaggi e certificati digitali per poter condurre una vita (si fa per dire) normale.

Effetto nocebo

Nel 1983 Robert Hahn e Arthur Kleinman pubblicano sul prestigioso Medical Anthropology Quarterly un breve articolo sugli effetti della credenza. Nel richiamare fenomeni “etnologici” che cominciavano a essere riconosciuti anche dentro i nostri confini (le guarigioni per fede, l’effetto placebo/nocebo, l’efficacia simbolica ecc.), gli autori aprono senza mezzi termini:

«Le credenze uccidono; le credenze guariscono. Ciò che una persona crede all’interno di una società gioca un ruolo significativo tanto nel produrre malattia quanto come rimedio» (p. 3).

Il contadino personalmente vorrebbe adattare un po’ questa profezia ai tempi odierni>:

Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato,
solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato.
Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.

Finirebbe con



Soltanto allora scoprirai che non si può vivere digitalmente,
Soltanto allora scoprirai che non si può vivere senza contatto.

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La guerra ridicola

Il contadino sa poco forse, ma alcune cose sembrano ridicole e basta. La fu guerra al terrorismo – non si poteva portare più di 100ml di liquidi senno moriamo tutti, videocamere ovunque, ora ‘sta guerra al virus, con mascherine, tute di plastica e guanti e si aspetta il vaccino che ci libera.

Diceva uno che nel medioevo la gente aveva paura degli spiriti, delle streghe, spiriti e altro ancora. Erano credenti tutti, ora siamo diventati materialisti quindi adesso abbiamo paura dei bacilli batteri virus e altre cose invisibili ma 100% materiali, rilevabile al tampone santo e benedetto.

Ha cambiato nulla, paurosi siamo.

O no.

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C’è sempre tanto vento ultimamente

Infatti, è qualcosa significa.

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Buona resurrezione!

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Mai come ora tutto il mondo ne ha bisogno.

(Il contadino si sogna che cogliamo questa unica occasione per ripartire davvero solo con le cose essenziali, tralasciano le attività che fanno danni sociali e ambientali e avrebbe anche una lista con le cose da fare e con quelle da lasciare stare proprio in futuro)

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Un cesto per natale

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Il contadino ha sentito che in Italia usa di regalare dei cesti per le feste, ma ci sta bene che qualcosa non ha mica capito bene, comunque ha potato il salce tra gli ulivi che ha il colore più acceso e si è dato da fare.

Buone feste a chi passa di qui.

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Fine stagione…

… per i cerchi nel grano. Ci sono dei capolavori anche quest’anno, con disegni e strutture mai viste.
Una selezione del contadino:

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Le bugie non funzionano

Sarebbe utile che lo capissero un po’ tutti e pure viviamo nella cultura cristiana da secoli ma sembra che non abbia sortito ancora l’effetto desiderato.

Sui pacchetti di sigarette alcune delle immagini
a) sono stati usati senza autorizzazione della persona
b) e/o non sono collegati per niente a danno da fumo

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Vecchia tradizione ormai

In questi tempi vuoti estivi nei quali i giornali non sanno cosa scrivere e riempiono le pagine con Di Battista il contadino usava sempre segnalare i cerchi nel grano. Sembra che quest’anno la Francia sia un poì di moda. Poi non è che si possono mettere sullo stessa piano Di Battista e i cerchi.

Il suo preferito fino adesso è questo qui:
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E si scopre che la bandiera europea è …

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… un chiaro riferimento a Maria.

Molti poi si sono offesi per il riferimento di Salvini alla Madonna, alla quale il leader dei sovranisti ha affidato il destino proprio e, non si sa bene a che titolo, quello dei presenti e quello dell’Europa. Per farlo però, avrebbe potuto benissimo indirizzarsi, e nessuno si offenda se rilevo il particolare curioso, proprio a una bandiera dell’Unione Europea: il colore della bandiera e la disposizione delle stelle sono un richiamo diretto all’iconografia mariana (tanto che il populista di sinistra francese Mélenchon, che non brilla per europeismo, chiese ufficialmente, nel 2017, che fosse tolta la bandiera europea dal parlamento francese, in quanto riferimento confessionale).

Basterebbe tornare davvero ai valori cristiani “sbandierati” e alcuni partiti politici sparirebbero immediatamente dalla scena.

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