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Categoria: scienza e non

Quel vaccino di Oxford, qualche appunto

Una breve rassegna stampa come antipasto.
[Chi non ha voglia di leggere tutto può saltare in fondo al riassunto]

“Come ha detto il presidente di AstraZeneca e come ha detto il ministro Speranza è ancora ragionevolmente credibile, se non ci saranno elementi avversi, altri alt per verificare criticità, che le prime dosi arrivino nel mese di novembre”, così Piero di Lorenzo, presidente della Irbm spa di Pomezia. Specificando che “entro la fine di novembre è possibile – perché la produzione è già stata avviata – che in Italia possano arrivare 2-3 milioni di dosi”, conclude.

Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti

Italia, Francia, Germania e Olanda a metà giugno hanno già firmato un accordo per ottenere 400 milioni di dosi con la casa produttrice, l’inglese AstraZeneca. “Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti.

Il vaccino è uno dei tre in fase 3, ma come sappiamo hanno deciso di comprimere le fasi di sperimentazione, si parte con la prossima senza aspettare e analizzare bene i risultati dalla prima. Il testo su nove scimmie, 6 vaccinati (con meta dose attualmente usate sugli umani) e 3 di controllo, esposto al Covid dopo 28 gg e “euthanasizzati” e analizzati dopo 7gg (altro che il macaco “>sta benissimo” …)

A parte che 9 è numero bassissimo per trarre delle conclusione ma si può dire come l’hanno fatto in molti che protegge forse da un percorso più grave ma non dal prendere (e diffondere) il virus, ed è questo che si vorrebbe da un vaccino.

“Se si ottenessero risultati simili nell’uomo, il vaccino fornirebbe probabilmente una protezione parziale contro le malattie nel ricevente, ma sarebbe improbabile che riduca la trasmissione nella comunità in senso ampio”,

Gli scienziati puntualizzano che, secondo quanto emerge dai dati sui primati, il candidato vaccino potrebbe non prevenire l’infezione o la trasmissione, ma ridurre la malattia.

In tempi normali magari si avrebbe buttato quel vaccino con questi risultati già a quel punto lì, ma tempi normali non si sono più visti dopo le torre gemelli – siamo sotto attacco perenne o almeno così ci sembra ed è anche voluto da alcuni.

Allora subito avanti con la fase 3, con 1077 volontari, la meta riceveva un vaccino con parecchi effetti collaterali l’altra meta quel ChAdOx1. Devono aver avuto dei sospetti, perché non c’erano 2 gruppi ma 4, il vaccino Covid e uno contro meningococco, e con e senza paracetamol.

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Lo studio è pubblicato su Lancet e la grande maggioranza degli autori sono gli stessi che l’hanno sviluppato e/o detengono dei brevetto.

Basta dare una occhiata agli effetti collaterali durante i primi 7gg, dalla febbre al mal di testa alla spossatezza anche in 60% dei casi.

Eppure sarebbero dati incoraggianti, dicono. Ma solo per i produttori di paracetamol.

In conclusione, ChAdOx1 nCoV-19 è sicuro, tollerato e immunogenico, mentre la reattogenicità era ridotta con il paracetamolo. Una singola dose ha suscitato risposte sia umorali che cellulari contro SARS-CoV-2, con un’immunizzazione di richiamo che aumenta i anticorpi neutralizzanti.

L’oste che lode il suo vino, si chiama.

Ma è mica finita qui. Come sappiamo hanno dovuto sospendere i test perché uno dei 530 partecipanti ha sviluppato una malattia autoimmune rara, la mielite trasversa, la spina dorsale infiammata con possibili danni permanenti.

Ma c’è anche un altra cosa che risulta dallo studio citato sopra:

Transient haematological changes from baseline (neutropenia) were observed in 25 (46%) of 54 participants in the ChAdOx1 nCoV-19 group compared with three (7%) of 44 participants in the MenACWY group.

Cambiamenti ematologici transitori rispetto al basale (neutropenia) sono stati osservati in 25 (46%) dei 54 partecipanti al gruppo ChAdOx1 nCoV-19 rispetto a tre (7%) dei 44 partecipanti nel gruppo MenACWY.

La neutropenia (un effetto collaterale possibile dei vaccini) in parole semplice è un abbassamento delle difese immunitarie generali, e ormai si sa che questa prima barriera ha già impedito molte infezioni di Covid, senza che uno deve arrivare a produrre anticorpi specifici.

Ma non dobbiamo preoccuparci per tutto questo. Bill Gates proponeva fine aprile questa compressione delle fasi che vediamo.

Mentre la IAP, una associazione di 140 accademie ci mette in guardia di non bruciare le tappe anche per non dare ulteriori argomenti in mano ai no-vax se dovrebbero succedere altri pasticci.

Despite the requirement for accelerated progress – no corners should be cut in assessing the safety and efficacy of any candidate vaccine.

Riassunto: la EU ha prenotato 400 milioni di dosi di un vaccino che probabilmente non impedirà al virus di propagarsi, crea forti effetti collaterali dopo la vaccinazione, abbassa le difese immunitarie generali e eventualmente causa delle malattie autoimmuni.

Per questo la Europe Vaccines, la lobby delle case farmaceutiche propone che gli stati ovvero i contribuenti pagheranno gli eventuali danni.

L’UE vuole liberare i produttori dal rischio di danni qualora i pazienti facciano causa alle società farmaceutiche a causa del breve tempo di sviluppo. “Al fine di compensare rischi così elevati assunti dai produttori, gli accordi preliminari prevedono che gli Stati membri compensino il produttore per eventuali responsabilità a determinate condizioni”, ha affermato il portavoce.

L’industria farmaceutica ha fatto forti pressioni nei mesi scorsi per un’esenzione generale dalla responsabilità per eventuali danni causati dal nuovo vaccino corona, ha riferito il Financial Times in una nota di “Vaccines Europe”, una divisione della Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA).

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I negazionisti e altre eticchette

Ieri c’era questa manifestazione a Berlino e altri a Londra, Parigi, Zurigo e altrove forse.
Il contadino deve constatare che i media cosidetti “mainstream”, da Radio3 ai giornali principali e pure fino il Fatto quotidiano raccontano una verità parziale (corteo primo vietato, divieto non conforme e abolito dal tribunale, corteo poi sciolto e tafferugli) e soggettiva e per avere un quadro più completo bisogna già seguire altri canali, per esempio Telegram o vari canali youtube, e questo è un fatto grave perché ci mette insieme a dei paesi come l’Iran o la Bielorussia.

[“noi umani insieme, non abbiamo più bisogno di leader, il cambiamento è qui, il cambiamento siamo noi”]

Il corteo non avevo l’obbligo delle mascherine, per esempio, e se la polizia lo blocca alla partenza è ovvio che la gente si ammassa nel punto di partenza. Uno. Due: c’era una altra manifestazione indetta alla “Siegessäule” e la gente dal corteo bloccata camminava poi tranquillamente in questa direzione.

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Ma il punto è che non si discute più. Da una parte i “negazionisti” dall’altra i “possessori della verità”, o viceversa. Eppure molte persone si pongono delle domande, per esempio quella se le misure in atto non fanno più danno del Covid-19 stesso, e questa è una domanda davvero lecito. TVogliamo tirare su una generazione di bambini traumatizzati e digitalizzati, aumentare i disoccupati e colpire i già più deboli e precari – quelli che non possono andare in cool smart working – per salvare due anni di vita ai nostri anziani e malati (detto crudamente)?

E se facciamo di tutto e l’impossibile per rallentare il coronavirus perché non facciamo altrettanto per esempio per proteggerci dal diabete, che causa 73 morti al giorno in Italia e quasi 750 in Europa? Basterebbe andare giù pesante contro le bibite e le merendine e la scusa del danno all’economia non dovrebbe valere come non vale per le misure anti-covid.

Porre delle domande di questo tipo non vuol dire negare l’esistenza del Covid-19, ci saranno anche quelli che lo negano come quelli di estrema destra che saltano su ogni treno che passa.

Poi anche la scienza fa sua parte. Sul British Medical Journal, un peso grande, è stato pubblicato uno studio che analizzava migliaia dei modelli di andamento della pandemia. E non soprende il risultato.

Studi precedenti hanno dimostrato che i modelli erano di uso limitato nel contesto di una pandemia e potevano persino causare più danni che benefici. Pertanto, a questo punto, non possiamo raccomandare alcun modello per l’uso pratico.

….

Conclusione

Sono attualmente disponibili diversi modelli diagnostici e prognostici per covid-19 e tutti riportano una discriminazione da moderata a eccellente. Tuttavia, questi modelli sono tutti ad alto rischio di bias, principalmente a causa della selezione non rappresentativa dei pazienti di controllo, dell’esclusione dei pazienti che non avevano sperimentato l’evento di interesse entro la fine dello studio e dell’overfitting del modello. Pertanto, le loro stime sul rendimento sono probabilmente ottimistiche e fuorvianti. Il gruppo COVID-PRECISE non consiglia di utilizzare nella pratica nessuno degli attuali modelli di previsione.

Eppure sono stati prese delle decisioni pesanti (e vengano ancora prese) proprio su questi modelli.

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Già, i virus sono importanti

Curtis Suttle della University of British Columbia (Canada) ha spiegato a BBC Future che: “Quando una popolazione [di una specie] diventa molto abbondante, i virus tendono a replicarsi molto velocemente e a ridurla, creando lo spazio per altri esseri viventi”.

Ovviamente senza riferimenti alla spezie homo sapiens sapiens (il contadino qualche dubbio sul doppio sapiens l’avrebbe, visto che richiude i suoi vecchi in pollai).

www.ilpost.it/2020/06/19/virus-evoluzione-terra/

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Non lo so, ma è così

Un intervista ragionata:

«A un certo punto le epidemie si esauriscono. Come è avvenuto con la Sars».

Per quale ragione?

«Non lo so. Ed è una risposta sincera. Non lo sa nessuno. Sulla fine dei virus, vaccini a parte, esistono soltanto teorie, e nessuna spiegazione davvero provata a livello scientifico».

Il contadino si augura che molti di quei progetti bellissimi di distanziamento per le scuole sopratutto ma anche per tutti gli altri luoghi dove ci s’incontra, dalle chiese ai uffici alle fabbriche ai ristoranti vengono un po’ rivisti realisticamente. In Svizzera ha letto che alcuni classi escono dalla finestra per non incontrare le altre classi, per esempio.

EDIT: sistemato link

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Appunti sul mondo malato

[24.3 – aggiunto altro appunto]

Il contadino vive questa crisi per certi versi simili a tutti, però ha la fortuna di stare in campagna, cosa che adesso non ha prezzo (nel senso letterario: nessuno può andare una settimana in agriturismo). Ma si azzuffa di informazioni di ogni tipo che trova (simile a come ha vissuto Fukushima) e l’unica cosa che sa è che non molte certezze e quando vede un video di un “esperto” sia medico “materialistico” sia omeopata o naturalista nel quale la persona è molto sicura di quel che dice e ha magari pure delle ricette diventa già scettico.

La cosa che è sotto gli occhi di tutti è che adesso che il sistema sanitario è vicino al collasso in molte regioni del pianeta è che facciamo delle azioni fortissime che non abbiamo mai fatti né per il cambiamento climatico, né per la crisi dei profughi – eppure i morti e le sofferenze per queste due crisi sono molti di più. Un altra dimostrazione che non siamo così razionali e scientifici come vogliamo sembrare.

Gli appunti (magari da integrare):

  • La cosa più importante l’ha detto il Papa, come spesso avviene.

    Non abbiate paura.

    Non così facile da attuare, visto che la paura è molto più contagiosa di ogni virus e siamo reduci di una lunga ondata di spauracchi ben nutriti, dal 11 settembre fino al invasione dell’Islam o degli Africani, paure usate spesso per motivi politici.
    Il vaccino consiste in una forte dosi di spiritualità, l’egoismo peggiora come sempre. La paura ci rende vulnerabili se dura troppo – in un video uno pretendeva che la gente in ospedale peggiora di brutto e muore appena sa che è positivo. Può essere, ma molti muoiono anche a casa senza diagnosi certa ugualmente.

  • La salute è una. Vedendo questo video di Ilaria Capua e informandosi su questa donna e le sue idee ha trovato questo concetto:

    Negli anni, si è impegnata per superare le barriere tra medicina umana e veterinaria, secondo una concezione in cui non può esistere una salute umana distinta da una salute animale e da quella dell’ambiente, portando avanti la visione “One Health”

    Ovviamente lei è una virologa quindi si occupa dei RNA e DNS, ma il concetto è validissimo. Se vogliamo avere problemi di salute basta continuare ammassare gli animali in allevamenti intensivi, riempirli con antibiotici, distruggere l’habitat naturale di quei altri, cacciano e vendendo pipistrelli cinesi insieme a pangolini africani sullo stesso mercato, circondare il pianeta terra stessa con una rete di decine di migliaia di satelliti e praticare una agricoltura basata su veleni e consumo massiccio di energia alternativa.

    La speranza è che qualcosa si impara adesso. Fukushima ha dato una svolta in molti paesi, ma sembra che non abbia bastato ancora purtroppo.

  • Il ridimensionamento delle catene della produzione globale a favore di quella locale. Una azienda agricola che ha un circuito chiuso con animali, campi e boschi come è l’ideale della biodinamica è molto meno vulnerabile adesso, che la catena di rifornimenti ha parecchi anelli mancanti. Il ridimensionamento un po’ di tutto, il contadino si immagina che adesso per esempio a Barcelona gli studenti facilmente troveranno una stanza, visto che AirBnb non lavora più. Non è più pensabile che si può volare per un fine settima a Parigi o Amsterdam. Magari anche per i virus, ma per il pianeta.
  • Gli ospedali, un luogo pericoloso da sempre per la presenza di ceppi resistenti e anche nuovi.

    Anche qui c’era la moda ovunque di chiudere i piccoli in favore ai grandi centri per motivi economici. Il contadino e non solo ha il sospetto che moltissime infezioni sono partite e partono ancora (vedi la Merkel che vaccinandosi contro pneumococco è venuto in contatto con un medico positivo). Molti ospedali piccoli si difendono meglio, i famigliari non devono fare due ore in macchina.

  • E infine ma non ultimo le cifre.

    Come ci fa notare la Capua in quel video, il test/tampone non ha gli standard, non c’era tempo per svilupparlo in modo corretto, quindi tutte queste cifre che sembrano così esatte sono solo tendenze. Idem il conteggio dei guariti, dei morti. Morti esclusivamente per il virus sono poche decine in Italia. E normalmente muoiono circa 1600 persone al giorno, una buona parte di queste adesso finiscono sul conto del Covid-19. E tutti paesi contano un po’ a modo loro.

    Una cifra importante però sembra verosimile: Su un infetto con sintomi vengono da uno a tre (e forse ancora di più) che non danno alcun segno.

  • La sorveglianza.

    Prima con il terrorismo, adesso ancora di più e tutti d’accordo. Buttate lo smartphone e prendete un telefono normale. Difficilmente lo stato e i servizi segreti tornano indietro quando una volta hanno avuto accessi a dati.

  • La legalità, il diritto, punto fondamentale per la democrazia.
    Per esempio nel Ticino la chiusura generale è illegale, questo significa tra altro che le aziende che la rispettano perdono diritti di cassa integrazione.

    E a casa nostra sembra che molte delle sanzioni fatte sono impugnabile. Solo che i tribunali sono fermi, ecco.

    Per non parlare degli Orban e parenti di spirito che cercano di cogliere l’occasione per avere i famosi pieni poteri.

Una cosa il contadino ha dimenticato di menzionare – magari è giunta anche l’ora di pensare
alla qualità della (eventuale) propria morte e metterlo per iscritto.
In ospedale, senza parenti e amici o in casa?
Farsi mettere in coma e intubare o no?

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Parla il virologo di campagna

[articolo corretto]

Visto che parlano tutti.

Mortalità: durante la 6a settimana del 2020 la mortalità (totale) è stata lievemente inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 217 decessi rispetto ai 238 attesi.

Ma qui si parla della influenza normale stagionale, non di coronavirus. Sembra che 1,87% degli “assistiti” la prendono.

Ma forse il coronavirus è più contagioso, ci sta.
Al contadino però sembra una cosa chiara: se si deve morire si muore, se no no.

edit: il contadino si ha sbagliato e ha confuso mortalità totale e mortalità per influenza, sul sito hanno anche specificatomeglio:

Mortalità: durante la 11a settimana del 2020 la mortalità (totale, non solo influenza*) la mortalità è stata superiore al dato atteso, con una media giornaliera di 261 decessi rispetto ai 215 attesi.

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La terra avvolta

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Questo visto nei cieli dei paesi bassi non sono gli alieni, ma un lancio contemporaneo di ben 60 satelliti del progetto Starlink di Elon Musk/SpaceX.

Quando è finito verso il 20130 saranno 12’000 satelliti, per fornire una rete globale di banda larga.

Attualmente in orbita sono circa 4987 satelliti.

Il contadino veramente non penso che questa sia una cosa che fa bene alla terra (come pianeta) e ha anche dubbi se fa bene alle persone.

schermata-26-21-26-14 [fonte]

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Un altra categoria di lavoratori minacciata

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Xinhua AI si scusa e dice che deve ancora imparare di più per mimetizzarci meglio.

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L’eclissi come spettacolo

In un certo senso forse, per il contadino prevale la sensazione cupa ed è sempre contento quando le valvole si richiudono.

Tutto ciò, secondo Steiner, ha una sua ragione di essere, una necessità. Occorrono valvole di sicurezza per tutto il negativo che ribolle nei pensieri e nella volontà dell’uomo; queste valvole sono rappresentate dalle eclissi, dall’assenza, più o meno momentanea, della luce solare o lunare. Poiché il Male è stato permesso nel mondo dagli intenti divini, anche le eclissi sono state necessariamente comprese in questo disegno.

I pensieri cattivi e la volontà cattiva degli uomini possono arrivare nel cosmo durante l’eclissi di sole; durante l’eclissi di luna le anime predisposte possono essere posseduti da questi.

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Questionario

Ci scrivono al contadino e lui quando gli chiede una cosa spesso non riesce dire di no:

….sarebbe possibile postare un questionario sull’innovazione nell’agricoltura sul tuo blog? Siamo un gruppo di ragazzi che stanno lavorando ad un progetto per quanto riguarda l’innovazione agricola.
Il questionario è questo:
https://goo.gl/forms/y8g7vMxPHDHu5mYI3

Il pensiero del contadino al riguardo è che oggigiorno sono pochi gli appassionati che si legano alla terra, perché è questo: sei legato alla terra per la quale ti prendi la responsabilità e adesso tutti vogliono essere nomadi. E la terra la vuole nessuno – anche per il fatto che vi vuole un reddito extra per dedicarsi alla terra.

Il secondo pensiero gli viene quando legge cosa Alphabet (google) ti dice quando clicchi il link:

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e fanno ridere i polli: questi algoritmi sanno molto su di te, conoscono i siti che visiti e leggono pure le tue mail se usi gmail altro che “identità anonima”. Manca anche un po’ la cultura digitale, tipo pagarsi un servizio email, usare telegram al posto di whatsapp, wire al posto di skype e così via.

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Il ritorno dei mammut

Un bellissimo film che racconta l’esperimento del Parco del pleistocene, un area di 16km² in Siberia nella quale cercano di trasformare la tundra attuale in prateria con l’aiuto di grandi erbivori. Se funziona potrebbe rallentare lo scioglimento del permofrost e di conseguenza il rilascio di CO² nell’atmosfera.

Il sito del parco-esperimento con molte foto. Certo che è un impresa, solo mettere pali nel suolo congelato…

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Paura e realtà

Ormai la frittata è fatta, ma forse qualcuna ha voglia di leggersi con calma alcuni dati.

I 31 casi di meningite da meningococco C su 3.750.511 abitanti indicano che l’incidenza è di 0,83 casi su 100.000 toscani, il che colloca la regione nel range più basso tra i paesi, dopo Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Turchia, ma anche Austria Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Lettonia, Serbia, Slovacchia e Slovenia.

Non sono in atto in questi paesi fenomeni di panico da meningite.

In Italia, sempre nel 2015, i casi totali di meningite da meningococco sono stati 174, in Lombardia sono stati 46. I casi totali da pneumococco sono stati 647, di cui 181 in Piemonte e 113 in Emilia-Romagna, senza per questo suscitare particolare allarmismo. Su scala nazionale, i casi di meningite da Listeria nel triennio 2011-2014 sono stati sempre abbondantemente superiori a quelli da meningococco C (Fig. 1), eppure tutti siamo spaventati solo da quest’ultimo.

Purtroppo questo non succede solo con la meningite, ma un po’ con tutto, dai veleni nel cibo al terrorismo. Quando leggiamo “Allarme XYZ” nelle prime pagine o sparato urlando nei telegiornali si farebbe molto bene non eccitarsi troppo e più che altro di non cadere in un azionismo cieco e spesso pure dannoso.

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