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Categoria: cultura e arte

Buona Pasqua!

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Colorate le uova come al solito, oggi si cercano tra l’erba intorno casa, e come zuccherino si è fatto sentire pure un cuculo, evento ormai rarissimo. Gli anni passano e si cerca di rimanere a galla. Auguri!

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Contrasti

L’Europa e America, circondato ormai dai muri visibili e invisibile (le compagnie aerei sono stati da tempo trasformati in ufficiali di immigrazione, visto che devono pagare delle multe salate per passeggeri senza visto), e il mondo la fuori, messi a confronto dal fotografo turco Uğur Gallenkuş.

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“Sono già bagnato”

Il contadino recentemente è finito un po’ su Cohen. Ha letto un suo libro parecchio estremo (“Beatiful losers”) e ora sfoglia “Il modo di dire addio“, un raccolto di interviste ed altro.

Sul suo stato mentale

«Un pessimista è qualcuno che aspetta che piova. Io, invece, sono già bagnato. Non sto ad attendere la pioggia. Siamo già nel pieno della catastrofe, è inutile aspettarla. Lo sanno tutti. Si sa che è un’inondazione. Non è un “non mi interessa cosa succederà quando non ci sarò più”, ma è “il diluvio è qui e mi preoccupo di cosa accadrà”.»

dall’intervista con Michel Field,
Le Cercle de Minuit, France 2 tv, dicembre 1992

Sulla sopravvivenza nella desolazione

«Le mie canzoni sembrano trattare molti argomenti diversi, ma di fatto si riducono a brani in cui mi chiedo come sopravvivere in mezzo alla desolazione. È un mio problema. Come posso fare a superarla? Come posso rendere più forte chi è vicino a me? Insomma, c’è questa inondazione di cui parlo da ormai vent’anni e che ha spazzato via tutto: morale, spiritualità, politica, ogni singola cosa. Tutto ciò che vorrei sapere è: “Come ci si deve comportare in queste circostanze?”. Quando ci si ritrova aggrappati a una cassetta di arance e tutto intorno a noi la gente va alla deriva e finisce sotto, ce ne frega qualcosa di distinguere tra conservatori e liberali? No! Si finisce davvero a parlare di comunisti contro capitalisti? No! Si perde davvero tempo a discutere di sciiti contro sunniti? Bisogna essere stupidi! E per quanto riguarda la foresta pluviale: è davvero su quello che dobbiamo concentrarci? Io non credo. Stiamo perdendo di vista le cose importanti.»

da «Heavy Cohen» di Cliff Jones,
Rock CD, dicembre 1992

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Tomi Ungerer, ciao

unexpextedcrictorwarwick

Il contadino è cresciuto con i suoi libri in casa, quello con i coccodrilli era il suo incubo, non potevo più riaprirlo per anni per via delle pagine dove uno stava per soffocare per una gomma da masticare: era tutto blu e gli altri l’hanno tirato fuori la gomma con una canna da pesca.

E’ morto nel suo letto tre giorni fa, accanto un libro (le lettere di Nabokov) nell’eta di 88 anni.

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La chiesa di alberi

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Tree church è un progetto iniziato nel 2007 da Barry Cox, neozelandese ( e abbastanza adagiato vedendo il giardino) . Dal 2015 è aperta di domenica e si può sposarci.

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Arvo Pärt- Spiegel im Spiegel

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Circo

Il circo con il direttore, i clown tristi, i cavalli e leoni è morto, ma il NoFit State Circus è più che vivo.

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Rumba De Mumbai

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Altro dal violino di Rusanda Panfili qui.

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A parte il primo…

… i campi di grano sono in gran forma di luglio.

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“La fantasia è un posto dove ci piove dentro.”

Italo Calvino

[più posti dove ci piove dentro per tutti!]

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Ragazzi irragiungibili

“Il vostro bambino è al momento irraggiungibile, potrebbe aver spento il cellulare o si trova scuola”, magari sentiranno questo nell’anno prossimo i genitori in Francia.

Ma il contadino non ha trovato l’altro elemento nelle notizie italiane: il ministro Blanquer vuole anche istituire i cori in tutte le scuole.

Mosse controcorrenti che hanno effetti molti salutari nel futuro.

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Democrazia diretta, stupidità collettiva e la perdita del significato delle parole

Volendo ci si potrebbe arrabbiare su molte cose. A chi vede nella democrazia diretta e nelle decisioni prese dalla base il bene per definizione il contadino consiglia una lettura di questa storia qui. Qualcuno ha pure detto che adesso viviamo in vetocrazie, cioè nelle democrazie occidentali molti piccolo gruppo possono impedire ogni progetto, ma nessuno sarebbe più in grado di creare qualcosa.

Poi non ne può più della storia delle fake news: non serve nessun filtro gestito da aziende private, serve (o serviva…) l’educazione, investimenti in cultura e scuola, l’uso del cervello, la conoscenza dei concetti e delle parole e la differenza tra questi due. E la discussione con chi lo pensa diversamente, argomentare le proprie idee (o quelle acquistate).

Invece bisogna leggere che un candidato premier accusa un altro candidato premier di fare “fake news” quando dice una cosa inesatta o falsa. Un politico non emette “news” dalla sua bocca, le notizie – false o semivere o vere in proporzioni variabili – le creano la radio, la tivu, i giornali e siti di informazione varia.

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