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Categoria: agricoltura

In regola per poter muoversi

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Piante, animali, uomini – senza passaporto sanitario non vai da nessuna parte.

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Meno due …

… l’8 aprile è una temperatura decisamente troppo basso per pere, patate, canne, susine e fichi.

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Nella vigna le cose non sono andate tanto male, qualche gemma cotta ma poteva essere peggio. Pesche, nespole e mandorle sono salve. Al contadino sembra che le gelate tardive sono in aumento ultimamente, anche l’anno scorso ha cotto i fichi fine marzo ma solo quelli più in basso.

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Domande essenziali

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Si finisce con le fascine nella vigna in tempo? Basterà la legna? Ma quando comincia a tagliare il bosco? E? tardi. E’ il fieno? Sembra poca. Smetterà mai con quel umido? Non se ne può più. C’è la farà a potare tutti ‘sti ulivi prima del fieno? (No, mai successo.). Verrà una gelata fine marzo come anno? Perché si ripete tutto anno per anno? E poi ce la farà mai a fare un cesto perfetto? Per non parlare del mondo poi, lì uno si domanda davvero.

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Tutto cambia (e sparisce)

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In questo specie di villaggio il contadino ha fatto il contadino la prima volta, da Novembre fino fine Gennaio. Aveva 15 giovane mucche da governare per tre mesi, per un franco a testa al giorno. Mangiavano il fieno cresciuto li accanto, il contadino ricavava la stalla due volte al giorno, c’erano delle belle letamaie davanti alle stalle. Uscivano due volte al giorno per andare a bere e quando erano in calore non tornavano ma giravano intorno le altre stalle chiamando ad alta voce le altre. E il contadino dietro.

Pioveva mai, fondamentalmente c’erano due tipi di tempo: nevicava (a tempesta spesso) o sole con cielo blu.
C’erano una decina di giovani dalle città a fare quel lavoro, chi aveva 6 chi 9 chi stava un mese,chi due e chi tre. Massimo il 20 gennaio bisognava essere andato via (in paese) con le bestie in quanto arrivava la neve davvero e non si usciva più con loro.

Era una quarantina di anni fa. Nessuna bestia, niente fieno e niente letamaie adesso, solo case vacanze. La foto è di un amico che passava da lì.

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Contadini in rivolta

Martedì in India è stato organizzato un nuovo sciopero generale (“bharat bandh”) dei contadini contro le recenti leggi sulla liberalizzazione del commercio agricolo, approvate a fine settembre dal governo guidato dal primo ministro Narendra Modi. Le proteste erano iniziate circa tre mesi fa, ed erano culminate con l’enorme marcia su Delhi dello scorso 26 novembre. Una marcia lunga chilometri di persone a piedi, sulle moto o sui trattori, con rimorchi pieni di pentole e padelle, riso, cipolle, lenticchie, farina e paglia su cui dormire. Alcuni giornali hanno definito la protesta come la più grande crisi che Modi si è trovato finora ad affrontare. Gli agricoltori costituiscono quasi la metà dell’intera popolazione indiana: sono 650 milioni.

Se non si cambia anche in Italia qualcosa finiremo male tutti.
E’ evidente da un po’ come il pensiero mero economico fallisce in tutti sistemi che hanno da fare con la vita. Medicina, scuola, agricoltura e cultura.

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Fine raccolto

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Ora che le olive sono belle, unn po’ avvizzite e rendono benino la gran parte è stata colta già settimane fa.
Il contadino vorrebbe fare un conto di quanto olio è stato buttato cogliendo dal 10 ottobre in poi, con queste rese del 8% o del 10%. Un quinto della produzione? Bisogna imparare di aspettare, sembra, tutti ormai usano anche gli abbacchiatori quindi si fa sempre presto. Ma no.

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Le ultime erano come sempre le mignole, che hanno reso pure meglio delle altre (leccine e grossaie), 14,9%.
Queste qui sotto sono di un albero trovato nato su un ciglio, le più belle in assoluto, sono più lunghe e leggermente piegate delle mignole communi e il colore poi…

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Fake news o no?

“La sola paura per il Covid ha fatto milioni di vittime.”

Vero, purtroppo.
La vera malattia siamo noi, con nostro approccio alla natura fatto di inquinamenti, veleni e allevamenti.

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Fatto la catasta si può cogliere

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Nella vita a volte bisogna verificare se si riesce ancora fare certe cose.

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Luoghi comuni sbugiardati

“I contadini non possono mai andare in smart working!

Invece sì, dal PC con Telegram il contadino ormai gestisce il podere, visto che di salute sta così-così.

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Aspettando le olive…

… con goia. Sono sane, tante, piovuto ha piovuto. Si comincia intorno al 19 ottobre, sperando nel bel tempo.

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Tramontana forte vino fortissimo (ma poco)

Aspettando la vendemmia la stagione non aiuta anzi: se ne vanno decine di litri di liquido con 35° e tramontana a diritto. E’ il terzo anno con l’uva passa in quel modo, nel 2017 il vino arrivava a 15,01 gradi precisi, denso come miele.

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Ma basta girare il grappolo, dietro qualche chicco gonfio c’è ancora, poi mica tutti sono così.

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La mosca che fa?

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Dopo quel attacco forte di luglio il contadino s’aspettava una lotta dura, invece sembra che il caldo l’ha bastonata per bene questa volta. A spollonarli con tanta fatica ha trovato un solo baco vivo, gli altri o sono stati beccati dagli uccellini (a destra) o seccati dal caldo. Anche i dati sul sito dell’Arsia sono confortanti per ora.
Ora ha anche piovuto per bene e rinfrescato tutto ma non si trova nulla sulle trappole per ora, ma non si fida di questa quiete lui.

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