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Vogliaditerra Posts

Fine stagione…

… per i cerchi nel grano. Ci sono dei capolavori anche quest’anno, con disegni e strutture mai viste.
Una selezione del contadino:

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Buon compleanno,

Mark. E grazie per tuo modo di suonare la gitarra.
Sotto la versione migliore (secondo il modesto parere del contadino) del primo hit.

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Arriverà pure il momento…

… quando viene salvato anche tuo profilo cardiaco nella carta d’identità, accanto le impronte digitali e lo scan dell’iride.

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Dove le donne sono

Si possono avere opinioni diverse sull’icona di Greta Thunberg ma questa foto ha colpito il contadino. Lei tra gli attivisti (no, le attiviste) che vogliono salvare una delle ultime foreste antiche della Germania dall’estrazione di carbone.

Un esempio per contrasto: qui ci sono molti uomini. Forse troppi.

2 commenti

Annata agricola 2019 , qui

Un p’ che il contadino vorrebbe informare internet delle cose della natura e dell’agricoltura, poi internet bisogna riempire di cose e cosette e cosucce (almeno il contadino crede di non partecipare alla gara di bugie e insulti in atto).

Dunque dal’più importante in giù: olive pochissime, a parte le mignole, quindi (probabilmente) olio poco poco ma ottimo.
E’ un po’ così ovunque qui.

Uva tanta, ha patito il caldo ma come per miracolo è venuto l’acqua dal cielo come la manna.
Patate ottime, tante e grosse, a tutti qui. Cipolle pure. Le mele non hanno fiorito.
Il pomo (kaco) ha allegati tremila e sono cascati quasi tutti con il primo caldo di 41°C, ora cascano i cinque rimasti. Ma nespole, susine e susine lunge e pesche si sono dati la mano: due mesi che si mangia la frutta, il susino rosso avrà avuto un quintale, piccole e raggrinzite.
Il mandorlo è pieno pure ma si deve annaffiare.
Il tutto è indietro di una decina di giorni.
Con i pomodori c’era fortuna: l’ha piantati presto, dopo è venuto un po’ di grandine e il freddo (3°C) e acqua per due settimane ma hanno resistiti e sono partiti alle grande, sono alte anche 2 metri, purtroppo parecchie con le punte nere, bolla – mancanza di acqua e calcio si dice.

E da altre parti?

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Brucia l’artide

Nel mese di giugno centinai di focolai nella torba nell’artide con una estensione di più di 100mila ettari hanno liberato più C02 che tutta la Svezia in un anno.

[Il contadino non ha trovato un link in italiano]
[edit] Ecco su “Il Oost” un articolo.

1 commento

Le bugie non funzionano

Sarebbe utile che lo capissero un po’ tutti e pure viviamo nella cultura cristiana da secoli ma sembra che non abbia sortito ancora l’effetto desiderato.

Sui pacchetti di sigarette alcune delle immagini
a) sono stati usati senza autorizzazione della persona
b) e/o non sono collegati per niente a danno da fumo

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Com’era, non tanto tempo fa (quando i migranti erano italiani)

Letizia Battaglia, Il gioco del killer, vicino alla chiesa di Santa Chiara, Palermo 1982

Tano d'Amico, Rivolta a Rebibbia

Immigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli, Milano, 1968
Immigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli, Milano, 1968

Dal 13 luglio al 13 ottobre 2019 si terrà alla Torre del Castello dei Vescovi di Luni di Castelnuovo Magra, La Spezia, “La strada, la lotta e l’amore”. In esposizione, per la prima volta insieme, le foto di tre grandi maestri della fotografia italiana: Letizia Battaglia, Tano D’Amico e Uliano Lucas, a cura dell’associazione Archivi della Resistenza di Fosdinovo, Massa.

La mostra, attraverso venti immagini di ciascun fotografo, vuole raccontare una parte importante della storia italiana e non solo: dalla stagione della contestazione studentesca, fino ai nostri giorni, in una sorta di autobiografia della nazione, composta da chi sa guardare alla società italiana con occhi aperti, con curiosità antropologica, senza negare le contraddizioni ma sapendo anche cogliere l’umanità latente.

Battaglia, D’amico e Lucas si sono affermati come tre dei principali fotoreporter italiani, tre “fotografi di strada” che sanno cogliere la società in trasformazione e le infinite possibilità di relazione che la strada ti offre. La strada è luogo vituperato e insieme idolatrato, la strada è vista come opportunità e crescita,ma anche l’ultima spiaggia degli ultimi di ogni epoca e latitudine.

Questi tre fotografi hanno lavorato tenendo sempre come punto di riferimento la fiducia in nuovo umanesimo, che riportasse al centro i valori di convivenza pacifica, di un’armonia da ricercare continuamente e che non può riguardare soltanto le forme dei loro capolavori chiamati “fotografie”. Perché se c’è lotta nell’amore (le contraddizioni del reale, le fratture della storia e i continui cortocircuiti dei significati) è anche vero che l’amore è in tutte le lotte vere, quelle che valga davvero la pena affrontare.

Durante tutto il periodo della mostra si terranno varie iniziative: incontri, film, workshop, un convegno, con la presenza dei tre grandi autori e di alcuni importanti esponenti del mondo della fotografia.

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Monocultura a pesticidi patrimonio dell’UNESCO

Oggi alla radio un ascoltatore di “Prima pagina” su Rai3 ha raccontato come ha cambiato il paesaggio negli ultimi decenni, spariti i susini, le pesche i noci le siepi per far posto a una monocoltura.

La candidatura, proposta sin dal 2010 e sostenuta nel 2017 dall’allora ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, ha visto infatti sollevarsi il fronte del ‘no’ da parte di alcune associazione ambientaliste (tra cui Wwf, Legambiente, Pesticides Action Network, Marcia Stop pesticidi, Colli Puri) preoccupate degli effetti della viticoltura intensiva e dell’uso dei pesticidi che caratterizzano la produzione delle colline del Trevigiano. Alla monocultura che divora il suolo, con siepi e alberi che non ci sono più, si aggiungono i danni di fitofarmaci e altri erbicidi, secondo gli ambientalisti che da anni combattono la lotta contro le sostanze chimiche tossiche utilizzate nei campi.

Il Veneto sembra tenere un record triste:

Il Veneto, come dicevamo, è l’unico territorio che riesce a fare peggio del nostro con 11,7 kg di pesticidi per ettaro di superficie agricola utilizzata.

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Acqua che va acqua che viene

Al contadino sembra un argomento adatto alla situazione, cioè l’idea che viene. Nel Giappone adesso magari la pensano diversamente, 1000mm di pioggia e dover evacuare un milione di persone è duro.

Di solito si parla più di laghi che se vanno, come il lago di Aral, ma il Devil’s Lake in South Dakota ha fatto una mossa contraria.
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Aveva cominciato di salire le ’93 e in 20 anni ha fatto più di 10m. Altre foto.

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Mordillo se n’è andato

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Aveva 86 anni. Grazie per la gioia!

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Benvenvenuti in Barbaria

Vivere in un paese dove un politico (Giorgia Meloni) chiede di affondare una nave con una quarantina di esseri umani disperati fa un certo effetto.

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