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Categoria: pianeti e astri

Ora sono tre

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Dalle cinque e mezzo in poi, domani. Venere e Saturno si lasciano subito (colpa di Venere), Saturno diventa invisibile (colpa del sole che si alza sempre più presto) ma su Giove si può contare un altro po’, lui cambia segno una volta l’anno circa.

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Di mattina, di questi giorni

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Ma nulla rimane com’è e tutto si trasforma, il 31 di gennaio:

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Son’ passati due anni e qualcosa

Quando rivedi Marte vuol dire questo, lui per il suo percorso può essere molto vicino ma anche molto lontano, nel ritmo di due anni due mesi se il contadino si ricorda bene. Ergo cambia anche la sua luminosità per il fattore cinque. Se si aspetta la sera un paio di ore ecco che quando Venere va a dormire arriva lui.

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Incontro ravvicinato

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C’è vita nello Scorpione

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Il primo tra una settimana, il secondo l’undici agosto.

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Oggi e domani nello Scorpione

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La stella principale dello scorpione si chiama Antares perché rosso come ares.

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Eclissi in diretta

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Indonesia, stanotte, grazie a Russia Today (in spagnolo), dopo 48 minuti circa.

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Non male come inizio

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Ieri più o meno a mezzanotte.

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Tempo di incontri

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Stamattina un quarto alle sette, il 25 di ottobre e 2 novembre.

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Spettacolo lento

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Da oggi a una settimana, ad ovest.

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Verso la congiunzione

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Tempo un mese e si incontrano per benino i due pianeti più luminosi:

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Le energia solare e l’eclissi

Per dopo domani si stanno preparando i gestori di reti in tutto Europa. Nel caso di beltempo calerà la produzione di 12mila MW solo in Germania (con metà della potenza fotovoltaico installato in Europa) mentre al ritorno del sole salirà di 19mila MW, circa la produzione di 15 centrali.

Il punto è il tempo: più che sarà nuvolo meno saranno i problemi di gestione. In Italia sembra che la strategia sia quella di staccare la spina agli impianti:

In particolare, con una potenza fotovoltaica installata pari a 19.691 MW (dato ENTSOE) al culmine dell’eclissi, la potenza elettrica prodotta potrebbe ridursi di circa 7.000 MW, pari agli impianti FV allacciati in media tensione. Ma il problema più grave, spiegano i tecnici di Terna, sarebbe la velocità con cui la potenza prodotta da fotovoltaico calerà e poi crescerà.

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