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Categoria: natura

Fine raccolto

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Ora che le olive sono belle, unn po’ avvizzite e rendono benino la gran parte è stata colta già settimane fa.
Il contadino vorrebbe fare un conto di quanto olio è stato buttato cogliendo dal 10 ottobre in poi, con queste rese del 8% o del 10%. Un quinto della produzione? Bisogna imparare di aspettare, sembra, tutti ormai usano anche gli abbacchiatori quindi si fa sempre presto. Ma no.

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Le ultime erano come sempre le mignole, che hanno reso pure meglio delle altre (leccine e grossaie), 14,9%.
Queste qui sotto sono di un albero trovato nato su un ciglio, le più belle in assoluto, sono più lunghe e leggermente piegate delle mignole communi e il colore poi…

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Aspettando le olive…

… con goia. Sono sane, tante, piovuto ha piovuto. Si comincia intorno al 19 ottobre, sperando nel bel tempo.

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Tramontana forte vino fortissimo (ma poco)

Aspettando la vendemmia la stagione non aiuta anzi: se ne vanno decine di litri di liquido con 35° e tramontana a diritto. E’ il terzo anno con l’uva passa in quel modo, nel 2017 il vino arrivava a 15,01 gradi precisi, denso come miele.

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Ma basta girare il grappolo, dietro qualche chicco gonfio c’è ancora, poi mica tutti sono così.

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Parte la prima generazione della mosca d’olivo

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L’ha sentito da San Gimignano, l’ha letto sul sito dell’Arsia e qualche giorno fa ha messo le prime 4 trappole cromotropiche. Dopo due giorni già 9 catture, e via al primo giro con lo Spintor Fly, forse era già tardi. In ogni modo la generazione da fermare per bene è la seconda, la prima dovrebbe essere contenuto anche dal caldo (con qualche dubbio legittimo quest’anno), da aspettare verso il 20 d’agosto, in anticipo secondo il contadino.

Come sempre la sua ricetta è la solita e ha dato sempre ottimi risultati.

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Mentre altrove…

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Anche Wuhan è stato colpito, e la diga delle tre gole secondo alcuni preoccupa.

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La ‘bondanza

Ha piovuto d’inverno e anche di primavera, pure il sambuco è venuto che di solito è mezzo secco.

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Gli alberi sono diventati salici piangenti dal peso dei frutti, fino a un metro e quaranta ci pensano i caprioli e daini.
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Per non parlare dei fagiolini, sono qualche anno che non venivano invece anche loro. I pomodori invece si sono ammalati un po’.

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Cerchi nel grano

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Quasi quasi il contadino se n’era scordata di dare una occhiata alle opere 2020, quello e poi questo qui sono decisamente impressionanti.

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Già, i virus sono importanti

Curtis Suttle della University of British Columbia (Canada) ha spiegato a BBC Future che: “Quando una popolazione [di una specie] diventa molto abbondante, i virus tendono a replicarsi molto velocemente e a ridurla, creando lo spazio per altri esseri viventi”.

Ovviamente senza riferimenti alla spezie homo sapiens sapiens (il contadino qualche dubbio sul doppio sapiens l’avrebbe, visto che richiude i suoi vecchi in pollai).

www.ilpost.it/2020/06/19/virus-evoluzione-terra/

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Frattali

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Il castello delle osmie

Ieri il contadino dopo aver munte le poche pecore rimaste ha visto che davanti la stalla c’è molta attività, centinai di buchi e un viavai di osmie.

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C’è sempre tanto vento ultimamente

Infatti, è qualcosa significa.

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Con la gente in casa gli animali …

… si riprendono il mondo.
Abbiamo visto i delfini nei porti, le volpi in città.

Circa dieci anni fa qui le pecore nella stagione calda dormivano fuori e la mattina presto il contadino li mandava nella stalla per mungere. Arrivò il lupo, e fuori non si dorme più, se sei pecora o capra.

Adesso non ci possono nemmeno stare più in recinto di pomeriggio, a quanto pare.

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