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Categoria: natura

Meno due …

… l’8 aprile è una temperatura decisamente troppo basso per pere, patate, canne, susine e fichi.

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Nella vigna le cose non sono andate tanto male, qualche gemma cotta ma poteva essere peggio. Pesche, nespole e mandorle sono salve. Al contadino sembra che le gelate tardive sono in aumento ultimamente, anche l’anno scorso ha cotto i fichi fine marzo ma solo quelli più in basso.

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Cronologia delle paure

Per sua volontà si parte nel dopoguerra. La guerra era finita, si sperava (crede) in tempi futuri radiosi e felici: Scusate, niente, eccovi una guerra fredda, con arsenali nucleari capace di polverizzare una dozzine di pianeti. E vivere con la paura che per sbaglio o intenzione qualcuno preme il pulsante.

Ma come fanno le guerre: ci si stanca e alla fine finiscono, così finì anche la guerra fredda. Per mantenere la paura furono trovati presti alcuni sostituti, tra questi la mucca pazza, conseguenza della gloriosa idea di dare da mangiare carne di mucche alle mucche. La paura di finire con un cervello come un formaggio svizzero, il crollo del consumo di carne.

Purtroppo le risposte spesso non vanno alla radice del problema e così fu anche lì. S’ammazzarano milioni di mucche, si vietò il mangime con proteine di provenienza animale per gli erbivori ma il resto del sistema tra Amazzonia, sola, fabbriche di carne e gas serra non si toccava (prossima puntata: antibiotici diventati inefficaci). Però: ottima occasione per introdurre e testare un bel sistema di tracciamento, registri di trattamenti sanitari, banche dati e tutto il resto. Per gli animali da macello, cani gatti e cavalli, ma non si sa mai, potrebbe tornare utile anche per altro…

Prossima puntata: 11 settembre. La risposta anche lì era sbagliata, non sì è provato a sanare la ferita nel medio oriente e non fu di tipo polizia, indagine, tribunale ma militare e non ha cessato neanche adesso, aggiungendo altre ferite nel medio oriente e altrove e centinaia di migliaia di morti. Però: ottima occasione per fare passare molte misure altrimenti inaccettabili, spicca la sorveglianza di massa ma c’è ne per tutti i gusti.

Tutte questi leggi sono ancora lì, ci siamo abituati e non si mai, i terroristi potrebbero generare delle varianti e non vuoi mica fare il gioco loro no?

Però vent’anni di guerra al terrorismo stanca anche questo – ci voleva qualcosa di nuovo ed eccoci un virus che per un anziano su tre o quattro è letale e ci riempie troppo gli ospedali. La risposta è come al solito “guerra”, con danni collaterali immensi che ancora dobbiamo censire tutti per bene una volta cessato il fuoco e la nebbia degli spari sciolta (il sospetto fondato è che questo non arriva presto e si rimane annebbiato per un bel po’).

La prima battaglia era il famoso “flatten the curve”: tutti chiusi a casa, l’onda si allunga ma sarà bassa e tutto andrà bene. Il risultato era che sì, l’onda era bassa, ma non s’è sfogata ed è ritornata a palla, e tre. Ma saremo salvi tutti, perché la parola d’ordine è stata presto “Ne usciremo solo con il vaccino” quando di vaccini non c’era traccia.

Invece si sono buttati soldi e scienziati e hanno modificato le leggi che ostacolavano la ricerca sugli OGM l’estate scorso.

…alcuni vaccini e trattamenti anti COVID-19 già in fase di sviluppo possono essere definiti organismi geneticamente modificati (OGM) e sono quindi coperti dalle direttive UE sugli OGM. Poiché i requisiti nazionali per valutare i rischi ambientali delle sperimentazioni cliniche sui medicinali che contengono o sono costituiti da OGM variano considerevolmente da uno Stato membro all’altro, è necessaria una deroga a queste regole per evitare ritardi significativi nello sviluppo di vaccini e trattamenti salvavita.

Insomma, andato a finire che arrivano presto vaccini e tutti (escluso uno di quelli cinesi) sono da definire OGM – e chi due anni fa aveva paura del granturco OGM adesso ha paura di Covid ed è pronto di farsi iniettare un vaccino OGM (e abbiamo chi ha paura del Covid e chi ha paura del vaccino e questa paura è forse più ragionevole visto che un vaccino definito “sicuro” ha almeno 5 anni di test sulle spalle).

Ma al contadino poteva anche andare anche bene: si vaccina chi si sente più a rischio di morire di Covid e una volta vaccinati i fragili e chi lo vuole eccoci usciti: i vaccini impediscono che si riempono le terapie intensive e sembra un dato consolidato questo.

Sì eh pensavi tu caro, no invece, questo è una guerra non può finire mica così. In qualche modo qualcosa s’è spostato, fino a che le sperimentazioni dei vaccini su bambini sono già in atto. Mai abbiamo vaccinati bambini per proteggere altri.

Ma ci sono alcuni barlumi di speranza. Anche della stessa scienza che ci da i vaccini. Qui per esempio si ipotizza che – come succede con gli altri coronavirus (che causano 15% dei raffreddori) – i bambini se lo prendono molto presto, ogni reinfezione sarà leggera.

Ma come si sa, la politica non segue sempre la scienza, la politica sembra seguire i media, e non seguiamo loro ma anche loro noi. E come vediamo il mondo così sarà.

[Ma se per caso o per culo usciamo davvero eccoci pronto il cambiamento climatico.]

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Domande essenziali

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Si finisce con le fascine nella vigna in tempo? Basterà la legna? Ma quando comincia a tagliare il bosco? E? tardi. E’ il fieno? Sembra poca. Smetterà mai con quel umido? Non se ne può più. C’è la farà a potare tutti ‘sti ulivi prima del fieno? (No, mai successo.). Verrà una gelata fine marzo come anno? Perché si ripete tutto anno per anno? E poi ce la farà mai a fare un cesto perfetto? Per non parlare del mondo poi, lì uno si domanda davvero.

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L’epidemia normale

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Tutto cambia (e sparisce)

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In questo specie di villaggio il contadino ha fatto il contadino la prima volta, da Novembre fino fine Gennaio. Aveva 15 giovane mucche da governare per tre mesi, per un franco a testa al giorno. Mangiavano il fieno cresciuto li accanto, il contadino ricavava la stalla due volte al giorno, c’erano delle belle letamaie davanti alle stalle. Uscivano due volte al giorno per andare a bere e quando erano in calore non tornavano ma giravano intorno le altre stalle chiamando ad alta voce le altre. E il contadino dietro.

Pioveva mai, fondamentalmente c’erano due tipi di tempo: nevicava (a tempesta spesso) o sole con cielo blu.
C’erano una decina di giovani dalle città a fare quel lavoro, chi aveva 6 chi 9 chi stava un mese,chi due e chi tre. Massimo il 20 gennaio bisognava essere andato via (in paese) con le bestie in quanto arrivava la neve davvero e non si usciva più con loro.

Era una quarantina di anni fa. Nessuna bestia, niente fieno e niente letamaie adesso, solo case vacanze. La foto è di un amico che passava da lì.

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Fine raccolto

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Ora che le olive sono belle, unn po’ avvizzite e rendono benino la gran parte è stata colta già settimane fa.
Il contadino vorrebbe fare un conto di quanto olio è stato buttato cogliendo dal 10 ottobre in poi, con queste rese del 8% o del 10%. Un quinto della produzione? Bisogna imparare di aspettare, sembra, tutti ormai usano anche gli abbacchiatori quindi si fa sempre presto. Ma no.

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Le ultime erano come sempre le mignole, che hanno reso pure meglio delle altre (leccine e grossaie), 14,9%.
Queste qui sotto sono di un albero trovato nato su un ciglio, le più belle in assoluto, sono più lunghe e leggermente piegate delle mignole communi e il colore poi…

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Aspettando le olive…

… con goia. Sono sane, tante, piovuto ha piovuto. Si comincia intorno al 19 ottobre, sperando nel bel tempo.

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Tramontana forte vino fortissimo (ma poco)

Aspettando la vendemmia la stagione non aiuta anzi: se ne vanno decine di litri di liquido con 35° e tramontana a diritto. E’ il terzo anno con l’uva passa in quel modo, nel 2017 il vino arrivava a 15,01 gradi precisi, denso come miele.

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Ma basta girare il grappolo, dietro qualche chicco gonfio c’è ancora, poi mica tutti sono così.

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Parte la prima generazione della mosca d’olivo

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L’ha sentito da San Gimignano, l’ha letto sul sito dell’Arsia e qualche giorno fa ha messo le prime 4 trappole cromotropiche. Dopo due giorni già 9 catture, e via al primo giro con lo Spintor Fly, forse era già tardi. In ogni modo la generazione da fermare per bene è la seconda, la prima dovrebbe essere contenuto anche dal caldo (con qualche dubbio legittimo quest’anno), da aspettare verso il 20 d’agosto, in anticipo secondo il contadino.

Come sempre la sua ricetta è la solita e ha dato sempre ottimi risultati.

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Mentre altrove…

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Anche Wuhan è stato colpito, e la diga delle tre gole secondo alcuni preoccupa.

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La ‘bondanza

Ha piovuto d’inverno e anche di primavera, pure il sambuco è venuto che di solito è mezzo secco.

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Gli alberi sono diventati salici piangenti dal peso dei frutti, fino a un metro e quaranta ci pensano i caprioli e daini.
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Per non parlare dei fagiolini, sono qualche anno che non venivano invece anche loro. I pomodori invece si sono ammalati un po’.

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Cerchi nel grano

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Quasi quasi il contadino se n’era scordata di dare una occhiata alle opere 2020, quello e poi questo qui sono decisamente impressionanti.

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