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Categoria: natura

Vecchia tradizione ormai

In questi tempi vuoti estivi nei quali i giornali non sanno cosa scrivere e riempiono le pagine con Di Battista il contadino usava sempre segnalare i cerchi nel grano. Sembra che quest’anno la Francia sia un poì di moda. Poi non è che si possono mettere sullo stessa piano Di Battista e i cerchi.

Il suo preferito fino adesso è questo qui:
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La terra avvolta

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Questo visto nei cieli dei paesi bassi non sono gli alieni, ma un lancio contemporaneo di ben 60 satelliti del progetto Starlink di Elon Musk/SpaceX.

Quando è finito verso il 20130 saranno 12’000 satelliti, per fornire una rete globale di banda larga.

Attualmente in orbita sono circa 4987 satelliti.

Il contadino veramente non penso che questa sia una cosa che fa bene alla terra (come pianeta) e ha anche dubbi se fa bene alle persone.

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Il nido saccheggiato

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Il contadino spesso trova questi nidi fatti di radici con fondamenta in ramettini in cima all’olivo, e di solito lascia stare la potatura intorno. Qui sembra però che le uova hanno fatto una finaccia… qualcuno sa che uccello fa questi nidi?

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L’anno del papavero

I cinesi hanno l’anno del maiale o cinghiale noi qui l’anno del papavero (e tutti gli anni sono l’anno del cinghiale purtroppo).

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Per il resto il contadino sta per finire la potatura degli olivi, dovrebbe trovare un po’ di tempo per altre cose da ora in poi. Sicuramente non sarà un anno d’olio, era l’anno scorso questo ed è strano come gli stessi alberi bellissimi e morbidissimi che portavano anche più 30 kg di olive si sono trasformati adesso in una cosa spigolosa spelacchiata e non si ha tanta voglia di toccare la frasca indurita e nuda. Ma rinasceranno, ora devono rifarsi da cima al fondo.

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Vasi occupati con vasi.

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Negli altri ci sono i pomodori.
Per il resto sembra che gli ulivi fanno un anno sabatico, specialmente le grossaie (frantoio).

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La morte aspetta sul pesco

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Ripeti con me…

on and on the rain will fall…”
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“Con la tramontana allega ognicosa”

Vecchio detto del Mancini, ma si riferiva ai pomodori e ulive. Però sembra pure vero per i frutti, certi giorni le api avevano problemi grossi di mettersi su un fiore perché erano sempre in rapido movimento e pure…
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Con quel seccume qualcuno è contento che il pannello solare termica versa…
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Nel deserto…

… ci sarebbero forti escursioni termiche con le giornate caldissime e le notte fredde. Un po’ simile come in Toscana fine marzo.

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Tracce nella polvere

Ci sono due condizioni diverse per vedere bene le impronte: fango e siccità, siamo per bene nella seconda.

Da qualche settimane si possono trovare queste qui sotto, di cosa si potrebbe trattare?

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Lezioni

La scuola finisce mica dopo l’adolescenza, tutti giorni sono pieni zeppi di insegnamenti i quali spesso non gli notiamo nemmeno.

Stamattina il contadino ha appiccicato il fuoco alla massa di legno di fico e olivastri, con una nebbiolina che pioveva quasi
– sembra che ci si deve accontentare di questo, non ha voglia di piovere da mesi e nemmeno gli asparagi crescono bene. E ha dovuto pensare al Monte Serra alcuni giorni fa quando tirò quella tramontana per giorni.

A far scoppiare l’incendio è stato, per errore, un anziano che ha bruciato dei rovi. “Erano più di due anni che volevo bruciare quei rovi, maledetto me. Stamani, giuro, non c’era vento. Gli altri giorni sì, oggi no. Ho controllato alle 7 e alle 8, poi intorno alle 9,15 ho appiccato le fiamme, avevo anche circoscritto per bene l’area per non rischiare”.

La lezione qui sarebbe che bisogna saper aspettare il momento giusto. Ed è una lezione difficile.

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Giro numero 32

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Il mandorlo segna la partenza vero del giro ma in verità il giro comincia già dopo il raccolto delle olive: Tagliare la legna, pulire quel che non si è pulito d’estate, potare la vigna, fare le fascine per il forno, tagliare le canne, preparare i salci, stendere il letame e via di quel passo fino alla fine di luglio. Questo ritmo dei lavori che si ripetono ogni anno ha qualcosa di rassicurante, di familiare, solo che il fisico non è più quello di una volta, in compenso il contadino ha abbastanza messo a punto i metodi di fare meno fatica possibile.

Sarà che una volta non finirà il giro, ma adesso no, vuole finire questo qui e vedere com’è – se pioverà, se ci vengono le nespole e le pesche; un giro è sempre lo stesso ma mai uguale.

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