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Categoria: web

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Accidenti ai cracker.

Aggiornata WordPress, sudato molto e perso mezza mattinata. Speriamo bene.

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Drogati

Ha sollevato un po’ di polvere tra i dipendenti l’intervista a Battista Cassano, direttore del dipartimento di psichiatria del Santa Chiara di Pisa, giustamente, ma bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno: La nostra dose di rete quotidiana ci preserva dall’alcoolismo e di peggio ancora:

Un ragazzo poco tempo fa ha detto che nonostante la cura non si sentiva pronto a tornare alla sua vita normale. Un altro ha confessato che guarire dalla dipendenza da internet lo può gettare in una patologia più grave come la dipendenza da droghe ed alcol.

La colpa non è di internet come non è del alcool, ovviamente. Ma forse da un po’ siamo più soggetto a drogarci: con gli acquisti, con gadgets, con gli sms (da non-possedente di un cellulare il contadino pensa che questa dipendenza è molto maggiore e brutta di quella di internet), con il lavoro, con potere o con la tivu non importa, e si possono anche combinare, queste droghe.

Il problema è la debolezza dell’Io.

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Multe in vista

Vita dura per i monopolisti. Se poi all’antritrust un giorno viene in mente che vendere i PC con un sistemo operativi solo preinstallato non va bene pure…

L’Antitrust Ue ha avvertito la Microsoft che potrebbe imporre nuove multe (che potrebbero toccare i 3 milioni di euro al giorno) al gigante americano del software per il mancato rispetto di alcuni obblighi previsti dalla decisione della Commissione europea del marzo 2004, che accusava il gruppo di abuso di posizione dominante;

[ www.quaderniradicali.it/]

Microsoft era d’accordo sul fatto che la base principale per stabilire i prezzi fosse il livello innovativo dei protocolli”, commenta Kroes nella nota. Ma, ”non ci sono innovazioni significative in questi protocolli”, osserva, dicendosi dunque ”obbligata ad avviare azioni formali per assicurare che il gruppo adempia ai suoi obblighi”.

[Notizie.interfree.it – Le news tecnologiche]

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Ridere fa bene

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Non voleva più parlare del portale vergognoso, solo che è troppo forte. Una fonte di allegria per i tedeschi nelle vacanze nel bel paese sono spessi i menu dei ristoranti, tradotti come sono tradotti. Viene il sospetto forte che c’è anche questa strategia dietro la sezione tedesco di italia.it, che tutto questo è voluto. Il link in blu “continua” sotto il testo ammassato dice all’incirca “andate voi”, ma il più bello succede quando si clicca un link esterno, ti danno pure subito del “tu”, o almeno provano, ma hanno sbagliato anche quello.

“Nel momento vieni reindirizzato su un altra pagina web.Italia.it prende una responsabilità per il contenuto del sito esterno.”

PS: Imperdibile le bella fimmina italiana (she is…) nella pagine Interview with Rutelli… [via Ubik]

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ti.ailati.www

italia.it

Tramite Neminis.org si scopre che è nato un blog che si occupa della storia di Italia.it.

In due parole, Sviluppo Italia è una “agenzia” che, dietro una patina modernista e manageriale da agency di tipo anglosassone, nasconde in realtà il cuore di un carrozzone delirante foraggiato dai soldi pubblici: un caotico mastodonte burocratico dove piccoli feudatari del potere s’installano come piselli nel baccello, intercettano finanziamenti pubblici, e li fanno decantare in progetti senza costrutto, dall’iter infinito, e defluire in mille rivoli di cui si sa ben poco e di cui non si vedono risultati.

(Aggiungo, come ci ricorda il mio amico Detro, che dietro Sviluppo Italia/Innovazione Italia c’è Lucio Stanca, ex Ministro Innovazione e Tecnologie dello scorso governo Berlusconi. neminis.org, ndr)

[….]stiamo parlando di milioni di euro di soldi nostri, che ci sudiamo sbattendoci per due lire tutti i santi giorni, e che una classe dirigente incompetente e impunita sperpera allegramente per stipendiarsi, per stipendiare supermanager puntualmente incapaci di gestire con profitto (al di là di quello personale, s’intende) alcunché e usciti da chissà quale ghenga o nipotanza, e per foraggiare i “progetti” degli amici.
Bene, questo blog è solo un piccolo primo passo per cominciare a dire basta, per far capire alla classe politica e dirigente di questo paese che noi ci dissociamo da loro, e che noi siamo diversi, perché siamo professionali e competenti e questo paese lo mandiamo avanti giorno per giorno, ora per ora. E loro sono, ormai e soltanto, la nostra pesante, parassitaria, palla al piede.

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