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Categoria: natura

Ora è ufficiale

Siccità – si ripropone la foto di qualche post fa. Tra i vizi nuovi del contadino c’è quello di portarsi dietro il lettore mp3 con la radiolina, e così passa le giornate con Radiotre sopra gli ulivi. Oggi hanno detto che c’è emergenza siccità e domani Pecoraro Scanio chiederà lo stato di emergenza, che tapperanno i buchi della reta idrica e che vogliono prendere della corrente all’estero (pare che almeno in Svizzera lo stile della stagione è identico – fa paura. E se agli francesi basterà l’acqua quest’estate per raffreddare le centrali nucleari è da vedere). Poi c’era un professore di economia che spiegava che questo non è grave per il PIL perché l’agricoltura ne contribuisce solo pochino.

Deve essere buono, il PIL, da mangiare, con olio e sale magari.

Mentre in Australia hanno deciso di pregare.

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Terra secca e miele

Non è che il contadino abbia da dire qualcosa di importante, solo che dovrebbe piovere un po’ e che da due giorni ha cambiato l’odore da propoli a miele nuovo, quando si passa vicino alla postazione delle api. A proposito di api: se alla fine venisse fuori che davverò i telefonini, navigatori satellitari e altre cosette diventate indispensabili sono la (con)causa della moria delle api: si tornerebbe indietro per salvare le api e noi, e se sì, faremo in tempo?

E qui come fa la notte in campagna.

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Biip biip

E’ nata la seconda mandata di pulcini e il contadino naturalmente doveva farci pure un mp3 per il webduepuntozero.

PS: Giusto in tempo: Lo studio sui versi degli animali, percepito secondo la lingua. E http://www.eleceng.adelaide.edu.au/Personal/dabbott/animal.html la tabella. Il cane fa vuff ouah ouah wau wau gav gav woof-woof vau vau bau bau wan wan).

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Indovinello VIII

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Stasera il contadino è tornato dalla potatura nel’uliveto (fanno schifo gli ulivi senza fiori) passando per il recinto delle pecore e ha visto un albero secco da un anno tutto privo dalla corteccia. Perché?

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Venerdì santo

Oggi è il giorno che l’urtica non brucia.

PS: Buona pasqua!

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Un anno tranquillo

Questo è sempre stato un blog di servizio che pensa giorno e notte a te e come migliorare la tua vita. Il contadino ti aiuterà a passare un intero anno senza problemi economici, basta seguire quel che segue:

1) Se non hai spiccioli in tasca alzati e prendi qualche monetina e te la metti in tasca.

2) Clicca qui.

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Erba gialla

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Le foglie esterne più vecchie delle cipolle sono gialle, l’erba sotto gli ulivi ha la foglie gialle, il finocchio questo inverno aveva le foglie gialle e oggi ha visto che anche il grano duro del vicino è malato.

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Il contadino ha l’anima un po’ fragile, vedere delle piante malate sta già male e vedere piante avvelenate sta peggio.

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Domanda

Qualcuno sa dare un nome e una storia a questo qui, che vive sotto terra nell’orto e può muovere anche la coda?

[risolto il mistero: si tratta della pupa della sfinge testa di morto]

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Mai dire merda

… ma materia prima. Pare che da un mucchietto lasciato da un elefante si ricavano circa 25 foglie di carta del nome Poo Poo Paper. Il letame bovino invece pare buono per farci un pavimento. Questo ricorda la vecchia usanza di cementare l’aia di terra con piscia di mucca.

Ma per tornare serio che sono due giorni che si lavora intorno al letame: Senza letame niente verdure, olio, vino bio – gli animali sono il cuore o il motore di una azienda agricola biologica, dal loro sterco parte tutta la fertilità del terreno. E purtroppo la prima cosa che viene eliminato quando si deve ridurre l’attività sono proprio loro. Il degrado delle colline toscane ha avuto inizio quando il trattore ha sostituito le vacche. Da una parte ci sono aziend(in)e che hanno solo terra e dall’altra parte quelle zootecniche. Che lo dice il nome come sono.

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Mignola di primavera

Oggi pare che è equinozio, l’inizio della primavera, anche se le temperature sono decisamente invernali. Ma in tutti modi: la prima condizione per il calcolo della festa di pasqua c’è. Ora basta che questa luna (in congiunzione con Venere) diventerà piena (2°) e la domenica dopo (3°) è Pasqua.

Il proverbio dice qualcosa come mignola d’aprile, vacci col barile (un barile sono 30 litri, dice il contadino); mignola di maggio, l’olio appena di assaggio, mignola di giungno rimani a digiuno. Urge aggiungere una riga con mignola di marzo.

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Italia nella morsa

Breaking news: Continua l’emergenza stagione, neve a Montaione, agricoltura in ginocchia, no, a terra, no peggio. Fiocchi grandi come passerotti davanti casa un’ora fa. Colpevole la razza umana, arrestato ideatore del motore a scoppio. Riunito consiglio di sicurezza per affrontare il problema.

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Le api e noi (colony collapse disorder)

Una foto migliore di questa non si poteva trovare per questo post: Una bella domenica mattina in campagna…

La moria delle api in America s’ha già rammentato. L’apicoltore che qui sotto casa sta travasando gli sciami (per venderli a chi mancano delle arnie) dice che la causa sarebbero i veleni agricoli, secondo un commentatore americano il colpevole sarebbe GWEN, la rete delle antenne di comunicazione militare resistente al pulso elettromagnetico delle bombe nucleari che ora verrebbe usato per inondare gli americani con una specie di elettrosmog per manipolarli. Teoria un po’ troppo complottistico per i gusti del contadino, ma effettivamente si può chiedersi su come l’elettrosmog influenza le api. Uno studio tedesco (pdf) del 2005 dimostra che il campo elettromagnetico DECT (tipo cordless, buttalo fuori di casa subito) influenza molto negativamente il ritorno alle arnie delle ape e che cala il peso dei telai di 21% ma altri studi scientifici sull’influenza dei ripetitori non si possono mica più fare perché non esistono più aree di controllo senza campi.

Il peso dei telai a confronto, a destra quelli irradiati:
api1.png

Se te sposti una cassetta di un metro le api non la ritrovano più, e non è che sappiamo bene come fanno ad orientarsi. Sicuramente i campi elettromagnetici artificiali un’influenza avranno, ma finchè abbiamo delle prove scientifiche sarà tardi, ma molto. L’unica cosa è di cercare di rafforzare al massimo loro.

Navigando si scopre altre cose sull’apicoltura americana, a parte la dimensione (c’è chi ha più 10’000 arnie ed è rimasta con qualche decina): Guadagnano di più con l’impollinazione che con il miele, per esempio, e spostano le api con il truck per impollinare i campi di colza, le mandorle californiane ed altre colture estese in stile americano. Ed ecco perché sanno anche subito calcolare il danno economico.

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