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Homo sapiens stranum

Ogniuno ha i suoi limiti, quello del contadino è che non riesce di capire come funzionano quelli che vanno a pescare in quei laghi artificiali. E pure riesce a capire i politici, i CEO economici, quelli che sono per il nucleare, i paracadusti e quelli che amano il motocross.

(Oggi era invitato a una prima comunione e ci sarebbe da scrivere molto dal punto di visto spirituale: la chiesa, la società e quelle emozioni e esperienze che vivano i giovani grazie al clero e che senza il clero mancherebbero di brutto. Ma primo deve digerire e diventare sobrio.)

5 commenti

  1. Harlock 6 Maggio 2007

    Anche io non li capisco, ma è meglio lì che a far danni altrove. 🙂
    Spero che tu abbia almeno gradito il cibo.

  2. Laura 6 Maggio 2007

    Sarò antipopolare, ma trovo che la Chiesa stia andando quasi allo sfacelo, così come il simbolo di molte delle “esperienze” che si vivono “grazie” al clero.
    Meglio la pesca nei laghetti artificiali…

  3. Vittorio B. 7 Maggio 2007

    Invece, al cittadino, quella del pescatore di laghetto artificiale sembra un’allegoria perfetta.

    L’apostolo Simone detto Pietro, fondatore della Chiesa, fu un pescatore di pesci convertito alla pesca d’uomini e questi ultimi, oggigiorno, non praticano certo larghi specchi d’acqua sana e naturale. Chi più, chi meno, tutti guazziamo in un nostro laghetto artificiale…

  4. Francesco Orsenigo 7 Maggio 2007

    Mah, i politici e i CEO fanno una montagna vergognosa di soldi lavorando molto poco e se sbagliano non ci rimettono del loro, quindi non hanno nessuno incentivo a far le cose bene.
    Non c’é molto da capire.

    Quelli del nucleare sono generalmente spaventati dal cambiamento climatico (condivisibile o meno) e pensano che l’unica soluzione sia, appunto, il nucleare.
    Da questo punto di vista tutto l’allarme per il riscaldamento globale é effettivamente sospetto (ma sono lobby del petrolio contro lobby del nucleare? Se si, chi é piú potente?)
    Il tutto alla fine si riduce alla questione se il nucleare sia economicamente valido o meno, e quando si parla di numeri c’é poco da mettersi d’accordo (per la cronaca, io penso che non lo sia).

    Quelli di paracadutismo e motocross cercano adrenalina e abbandono: sono attivitá estremamente intense e quindi abbastanza liberatorie: non é difficile da credere che una persona che vive tutta la sua vita in cittá abbia bisogno di cose simili.
    Se il motocross non viene fatto continuamente nella stessa area non dovrebbe (immagino) essere piú dannoso di un temporale.

    Quelli che pescano nei laghi artificiali… molti non hanno visto molti laghi, quindi la differenza di uno naturale con uno artificiale non la si nota piú di tanto.
    Qua a Milano c’é gente che pesca nei Navigli (eeek! O_O)
    Immagino che non tutte le persone siano cosí preoccupate per l’inquinamento.

    Faccio molta piú fatica a capire quelli che girano col SUV.

  5. anjin 12 Maggio 2007

    con le loro utilitarie pulitine, al lago artificiale a pescare, mi fanno tenerezza; mi fanno venire in mente quando da bambina in montagna giocavo agli esploratori sulle rive dei torrenti. nella mia fantasia era un fiume impetuoso, e noi si viveva avventure epiche… chissà che fantasie si fanno loro, in riva al lago artificiale a pescare

Commenti chiusi.

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