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Categoria: natura

Frutti di bosco

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Non se ne parla molto, ma era un annata eccezionale per le ghiande qui, le pecore si sono abbuffate di continuo (risparmiando molto fieno) insieme agli istrici e cinghiali.

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Sete a Las Vegas

Il fiume Colorado è in crisi perenne da 14 anni, e con lui il Lago Mead che fornisce l’acqua a Las Vegas tra altro.

Secondo un report del 2008 dello “Scripps Institution of Oceanography”, il lago potrebbe essere del tutto prosciugato entro il 2021. In effetti il livello dell’acqua è in costante diminuzione e desta preoccupazioni per la desertificazione dell’area circostante. Un calo di livello così repentino può avere ricadute notevole sullo sviluppo della vicina Las Vegas.

Le probabilità  per questo evento sono 50:50 secondo lo studio. Las Vegas come Detroit?

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Non solo tignole e ruggine

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Il contadino se ne deve fare una ragione. La sera di natale ha scoperto che uno dei suoi tesori in terra (che sarebbero le lettere ricevute) è stato fortemente ridotto sempre dai termiti, nel comodino accanto il letto, nà© venne fuori un bel falò prima di accendere le candele sull’albero.

Cristo diceva:

Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, ove nà© tignola nà© ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano nà© rubano. Perchà© dov’è il tuo tesoro, quivi sarà  anche il tuo cuore.

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Il pensiero umano a volte…

Campagna… non produce un granchà©, anzi.

Nel film (da vedere) “More than Honey” c’è una parte che mostra come nel sudo della Cina impollinano le mele a mano. Nessun ape in giro. Come causa viene dato il programma “Quattro flagelli” del ’58 (vedi manifesto accanto) – sterminando milioni di passeri (accusati di mangiare i raccolti) si sarebbero propagati locuste e altri insetti, che a loro volto vennero combattuti con insetticidi tosti. Fatto certo è che nel ’60 Mao se ne accorto del danno e i passeri furono sostituiti con le cimici.

Ma qualcosa non quadra nella storia, in primis che i passeri non sono insettivori. Ricercando in rete il contadino ha imparato che per ammazzarli tutta la popolazione fu mobilitata, ragazzi delle scuole, tutti quanti a sventolare e far chiasso con gong e pentole finchà© gli uccelli cascavano esausti dal cielo (un video qui).
Quindi lo sterminio non fu selettivo per nulla. Ma le api vengono dati per quasi estinti solo verso la fine degli anni ’80, sempre per un mix di varie ingredienti dell’agricoltura “moderna”.


Photo: Li junsheng /Imaginechina

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La “vespa killer che minaccia l’Italia” e altre storie orror

calabrone da vicino

Parlando dei calabroni (questo qui sopra è lo stesso del pomo nel post precedente, era cascato per terra dopo una notte di pioggia e il freddo di ieri ma era vivo ancora) veniva segnalato questo articolo urlato e il contadino s’è preso del tempo per informarsi meglio.

Danni non solo all’apicoltura, ma a tutto l’ecosistema, perchà© l’84 per cento delle specie di piante e il 76 per cento della produzione alimentare in Europa dipende dall’impollinazione delle api.

Questi percentuali sono molto dubbiosi: tutti i cereali, le patate, i pomodori, le noci e nocciole, le castagne, le olive e l’uva e altro ancora vengono impollinati dal vento. Non per togliere l’importanza immensa che hanno le api nel ecosistema ma non diffondiamo cifre da panico.

Attaccano a volo radente, come gli elicotteri in “Apocalipse Now”. Colpiscono le api sentinella di vedetta all’ingresso degli alveari.

Ah sì? Strano però. Infatti è vero niente: attaccano le api bottinatrici sul ritorno, cariche di nettare e lenti. La vespa velutina caccia non solo le api ma anche altro come i calabroni e può volare pure all’indietro; se caccia davanti un alveare non permette la presenza di un’altra in un area di 1m² circa, quindi non caccia in gruppo. In media su 21 visite/ora porterebbe via 6 api, circa 75 al giorno. Le api orientali si difendono tre volte meglio: vengono visitati meno e di conseguenza perderebbero con 7 visite/ora solo una decina al giorno. Volano al ritorno più in picchiata e le sentinelle riescono a irritare le vespe velutine con riflessi delle loro ali. Un arnia di api mellifere contiene nel periodo di raccolto anche 50mila api.

Il favo lo costruiscono preferibilmente in cima negli alberi, lungo 60cm e si dice che può contenere anche alcune migliaie mentre il calabrone nostrale arriva solo a pochi centinai di esemplari.

Del resto, quando attaccano a stormi radenti, c’è poco da fare: le api si trasformano in facili vittime. Tanto più che gli attacchi continuano per giorni e che questa specie di vespa è aggressiva, subdola e astuta. Così alle nostre api da miele non resta che un’arma: il veleno. Può accadere che qualche arnia sacrifichi le sentinelle, per permettere a un’ape assaltatrice di colpire il killer con il pungiglione e ucciderlo.

Secondo gli scienziati, però, l’unica difesa efficace è la stessa usata contro i calabroni europei: formare un palla di api che inglobi le velutine, per poterle uccidere una alla volta.

Lasciamo stare la bella invenzione delle “api assaltatrici” (le api sanno che inutile cercare di pungere i calabroni) e come abbiamo visto già  la vespa vellutina non attacca in gruppi. Questo invece è il comportamento tipico del calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia)
: una avanguardia di loro cerca un arnia, la marca con un feromone che attira le altre e in gruppo sterminano o indeboliscono un alveare intero, per poter impadronirsi della covata. Sembra che certi giornalisti confondono le due specie. Sempre le ape asiatiche (apis cerana) hanno un metodo molto interessante per proteggersi: quando notano la presenza di un avanguardia cercano di inglobarla in una “palla di calore” creata da una cinquantina di api che vibrando portano la temperatura interna a 45°C, mortale per il calabrone gigante, mentre loro reggono fino 50°C per un breve periodo.

Heat ball di api orientali per cuocere il calabrone gigante
Heat ball di api orientali per cuocere il calabrone gigante

Su youtube un filmato di National Geographic che mostra la stessa cosa:

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Nel corso delle sue ricerche il contadino ha trovato pure una cosa interessante: viene riportato che a Cipro le api mellifere (le nostrale) si difendono dagli attacchi della vespa orientalis (vivendo in zone calde supporta bene il calore e non potrebbe funzionare la “palla di calore”) soffocandola (“palla di asfissia“), tenendo fermo l’abdome che loro devono muovere per respirare.

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L’intelligenza della natura non finisce mai a stupirci davvero.

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Lo stato in degrado

calabrone-pomocalabrone

Assistiamo alla fine, davvero: massacri e abbuffate con l’ultimo dolce rimasto in campagna per le operaie prima di morire mentre le regine magari stanno già  al sicuro rintanate da qualche parte, con loro uovine tutte fecondate.

I calabroni avevano davvero una annata straordinaria ma adesso si stanno scannando sui ultimi pomi (a proposito: come mai nessuno gli mangia? Vanno a male oveunque sembra, eppure i dottori raccomandano sempre frutta e verdura…). Mentre il contadino faceva le foto qui sopra a quello quasi paralizzato arrivò un’altro più in forza e cercava di spezzarlo in due e anche adesso che è notte e pure freddo stanno lì, magari sono quelli con il favo nella acacia zuppo della pioggia. E quelli che non mangiano sul pomo stanno dietro e dentro all’uva appesa nella capanna.

favo-olivo
Uno dei benefici dei calabroni è che fanno un bel lavoro di slupatura sotto terra dentro gli ulivi, usando tutta la legna marcia e spugnosa per il favo. E quest’anno il contadino ha imparato che il tasso non fa fuori solo le vespe terraiole ma si occupa con successo anche dei calabroni (e delle loro larve): ha sbudellato completamente un favo in vari nottate. L’ulivo è rimasto da cogliere insieme alle mignole e un altra decina di piante ( oggi era giorno di frantoio: sempre ancora il 12%).

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Scoiattolo grigio o scoiattolo rosso?

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(Scoiattolo nelle alpi svizzere)

Ieri il contadino si è imbattuto nella storia del progetto LIFE+ -un nome da newspeek proprio in quanto si tratta di provare lo sterminio dello scoiattolo grigio prima che invade il resto dell’Europa e succede questo qui ovunque:
scoiattolo-grigio-rosso

Deliberazione della Giunta Regionale 24 settembre 2012, n. 51-4630
L. 157/92 art. 19 comma 2. Attivita’ di controllo delle popolazioni di scoiattoli grigi (Sciurus
carolinensis) presenti sul territorio regionale nell’ambito del progetto LIFE+ “Eradications
and control of grey squirrel: actions for preservation of biodiversity in forest ecosystems –
EC-SQUARE”.

Il contadino in questi casi è per intervenire, cercando almeno di circoscrivere l’habitat attuale di quelli grigi: gli esseri viventi del continente America sono troppo forti.
Voi cosa ne pensate?

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Mosche mosche mosche

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Questo sono quelli che si generano in quantità  industriali in casa dal nulla per verificare se si tratta davvero della “cluster fly“, sembra di no però qualche comportamento simile c’è infatti.

Poi veniamo ai fiori: fiorisce l’aster davanti casa e questa pianta è un pascolo per le mosche di tutti tipi, qualcuno ancora manca hella rassegna.

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