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Categoria: natura

Fuori dal nido

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Tre giorni fa il contadino puliva un ciglione con il frullino (a lama), ha visto giusto in tempo il nido pensando che era vecchio invece no, era abitato. Quindi come tutti gli anni si ferma a pulire cespugli e macchia per non distruggere i nidi nuovi – è brutto trovarli troppo tardi. Con questi aveva paura che magari la mamma non tornasse più, invece è tornata, oggi ha messo la fototrappola e ha visto che in tre giorni hanno fatto uno sviluppo enorme. Alla sera c’era solo uno solo che non sapeva ancora volare.
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Sembra una specie di tordo, qualcuno gli riconosce?

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Lotta

Il contadino usa lo spinosad contro la mosca degli ulivi. Sembra diventare di moda.

Il Ministero della Salute, con decreto del 25 marzo 2014 e il parere positivo della Commissione consultiva sui prodotti fitosanitari, ha accolto le richieste di Coldiretti per l’uso d’emergenza dello spinetoram, la sostanza attiva prodotta dalla Dow AgroSciences che potrà  essere utilizzata per 120 giorni sul ciliegio a partire dal 1° maggio 2014 e sulla fragola dal 15 luglio 2014.

Si attendono ora le estensioni d’impiego di due sostanza attive, il fosmet e la deltametrina, per combattere la presenza della Drosophila suzukii sui piccoli frutti quali mirtilli, lampone, ribes, uva spina, fragole di bosco. Il decreto dovrebbe essere adottato nei prossimi giorni. Non è ancora chiaro se adeguati mezzi di difesa saranno previsti anche per la vite e il pesco, colture anch’esse ad altissimo rischio per quanto riguarda la diffusione dell’insetto. La Drosophila Suzukii è molto polifaga ed è stata riscontrata su tutti i fruttiferi.

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Due mucchi di fieno

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Qualcuno magari conosce la storiella dell’asino che crepava di fame perchà© si trovò nel esatto mezzo tra due mucchi di fieno e non si poteva decidere (veramente nessun asino è così scemo ma rende il concetto bene) Il contadino dio primavera si trova sempre in una situazione analoga, solo che i mucchi non sono di fieno ma di lavori da finire o da cominciare e non sono due ma un numero infinito. L’effetto è che crepa non crepa ma a volte rimane paralizzato finchà© non si indirizza a caso verso uno dei mucchi e lo finisce (se va bene). Così l’orto grande è coltrato e le patate seminate, il coltro è rotto, gli innesti delle viti e dei peschi son fatti, mancano due file di trebbiano da legare e qualche palo da mettere nella vigna; i rovi nei pascoli sono tagliati in gran parte, il panello solare che era schiantato con il gelo è finalmente saldato (visto che da ora in poi all’acqua calda ci pensa il sole) solo di ulivi sono potati poche ma adesso ci si dedicherà  davvero; la legna del bosco è in gran parte su catasta (ormai sono anni che il contadino non riesce più fare una catasta di legna normale) e manca solo da spaccare quello grosso. Già , c’è anche da ricavare la stalla.

E quasi tutta la terra è lavorato in profondità , l’anno scorso pioveva fino aprile e non si poteva fare.

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Verso l’autarchia

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Le solite scene nell’agricoltura museale del contadino: le fascine dei salci, per legare la vigna e le fascine per il forno del pane. Finalmente i suoi alberi sono grandicelli e producono in abbondanza, quindi il passo naturale è quello verso l’indipendenza dei cesti cinesi (in attesa della misura 11.3 dello Sviluppo Rurale 2014-2020 che finanzia la tutela e rivalutazione del salice rosso toscano DOP.

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Alta tensione

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…come viene visto da molti animali. Scariche elettriche visibile nel ultravioletto di continuo.

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Usciamo

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Sarebbe da parlare dei lavori, del sentirsi irrimediabilmente indietro con tutte cose da fare di un mese come tutti gli anni, degli olivi mica tanto in forma (non sono piante acquatiche), delle due frane da sistemare, della tramontana che ha seguito i due mesi di pioggia portando una specie di primavera-inverno con brinate nella Valluccia e colpi di sole dopo pranzo, della goduria di poter lavorare la terra tra gli ulivi e nella vigna finalmente un po’ a fondo dopo due anni (l’anno scorso si entrò solo d’aprile con l’erba già  alta), della wwoofer bravissima che ha legata meta vigna e di mille altre cose. Ma meglio lavorare.

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Le tre stagioni

Il contadino distingue tre stagioni: quella con un calzino per piede, quella con i calzini doppi cui uno di lana e quella senza calzini. La prima esiste però due volte in mezzo agli altri due e infatti oggi ci è entrato.

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C’è vita ovunque

Prima il contadino cercava di togliere subito gli alberi secchi, da quando si è appassionato agli uccellini e – diciamolo – è meno lavoro aspettare che caschino da sè li lascia stare. Dietro casa c’era da sempre un noce semisecco, all’inizio cercava di recuperarlo ma noci ha fatto forse solo un anno, e poi erano di quelli che non si divide il guscio dal cibo. Qualche anno fa è seccato completamente e adesso con tutto ‘sto acqua è venuto giù da sà©.

E incredibile quanti specie di animali si proteggevano per passare l’inverno e ci mangia(va)no. C’è di tutto, vespe, api legnaioli, coccinelle arlechine e non potevano mancare i termiti, con ninfe soldati e reali. Le loro antenne fatte di perle sono spettacolari. Il contadino si sta convincendo che mangiano solo legno degna di sparire in quanto sfatto.soldato-termiti

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E per finire stamattina nell’erba quasi brinata sul viottolo c’era questo geco congelato, il contadino ha fatto un cambio “foto contro posto al sole sul davanzale della finestra”, lui dopo un oretta era in grado di muoversi ed è sparito.

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