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In memoria di Fukushima

Sono già due anni, il tempo vola, la radioattività rimane. Ogni giorno si aggiungono 400 m³ di acqua radioattiva, perché per raffreddare i reattori fusi versano semplicemente acqua sopra, senza sapere neanche dove si trova esattamente il corium, le 2-300 tonnellate di massa altamente radioattiva di combustibile fuso, così almeno sta sotto i 50°C. Devono continuare per anni con questo metodo, ma dove si mette quest’acqua? Per ora hanno accumulato qualcosa come 320mila tonnellate in vari contenitori. Di entrare non se ne parla per i prossimi anni, stanno facendo calcoli su calcoli e costruendo altri robot.

Delle 50 centrali nucleare giapponesi sono adesso 2 in funzione, alcuni non riattiveranno mai più, essendo in zone di alto rischio sismico, ma altri ritorneranno in funzione, ma non ancora quest’anno sembra. La decontaminazione delle zone evacuate non ha neanche cominciato, sempre per i problemi di trovare un luogo per lo stoccaggio temporaneo – la gente ha paura che questi siti poi diventeranno fissi.

Ma quanto è difficile di smettere.

PS: non scordarsi dalla prima tragedia:

Il Giappone ha commemorato con un minuto di silenzio il secondo anniversario del sisma e tsunami dell’11 marzo 2011, causa della crisi nucleare di Fukushima. L’intero Paese, con le bandiere a lutto, si e’ fermato alle 14:46 (le 6:46 in Italia), orario della scossa di magnitudo 9 verificatasi al largo della costa orientale del nordest del Paese, il Tohoku, che ha generato un maremoto con onde alte fino a superare i 40 metri, e che provoco anche la dispersioe di amteriale radioattivo dalla centrale nucleare sulla costa. Ammontano a quasi 19.000 le vittime e i dispersi di una delle peggiori tragedie del Sol Levante

7 commenti

  1. barbara 11 marzo 2013

    e i giornali parlano in prima pagina dell’uveite del nano… e degli scemi che vanno a dimostrare per salvarlo.
    La cosa più triste è che non saprei mica dove emigrare…Nei dieci anni passati lontana dall’Italia mi sembrava meno peggio confrontandola con il Paese ospite.

  2. Pierluigi Vernetto 12 marzo 2013

    @barbara
    america latina… brasile, peru, venezuela, ecuador….i latinoamericani sono molto piu politicizzati e coscienti degli europei

  3. Barbara 13 marzo 2013

    ho passato quasi sei anni in Argentina e quasi quattro in Nicaragua….Forse ora le cose possono essere cambiate(non e’ cio’ che mi riferiscono i miei amici locali con i quali sono ancora in contatto), ma non mi sembrava che si stesse meglio che in Italia. Ho un’amica peruviana che ha portato qui tutta la sua enorme famiglia e nessuno di loro tornerebbe indietro. Ho parenti emigrati in Brasile trenta anni fa che ci chiedono ancora aiuto economico e non fanno altro che lamentarsi… Non conosco la reale situazione attuale del Venezuela ed Ecuador …. sinceramente non mi fido piu’ delle tanto lodate situazioni latinoamericane. L’unico posto al mondo di cui sento parlare benissimo da molta gente e’ Berlino… non la Germania…. Berlino…. Ecco perche’ non saprei proprio dove andarmene…alla fine, almeno qui so quali sono i mostri che mi devo aspettare.

  4. Pierluigi Vernetto 13 marzo 2013

    @barbara 4 anni in Nicaragua??? ma dai! ho frequentato parecchio quei posti, poi mi sono preso delle tali fregature con gente sedicente sandinista che non ne voglio neanche piu sentir parlare… ma il Nicaragua e’ una realta’ drammatica, violenta e ipermaschilista.
    La Germania non dispiace neanche a me, la gente non e’ cosi’ male, sto studiando accanitamente il tedesco, ma a Berlino mi mancherebbe il sole e il sorriso negli occhi della gente.
    Comunque se vuoi morire di noia puoi sempre venire in Svizzera…il paese piu noioso al mondo…

  5. ste 13 marzo 2013

    Ecco perché sono emigrato 🙂
    E la fama di Berlino ucciderà presto Berlino… ci vanno in troppi.

  6. Pierluigi Vernetto 13 marzo 2013

    ma tu ste vivi in Sfizzera? Non e’ un brutto paese ma la gente e’ cosi’ inespressiva… uno dovrebbe scappare a Napoli una volta al mese per rifare il pieno di teatralita’…

  7. ste 13 marzo 2013

    Sono nato e cresciuto a Zurigo, e sì, al nord la gente deve bere per diventare espressivo 🙂

Commenti chiusi.

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