Premi "Invio" per passare al contenuto

Categoria: natura

La stagione e le olive

Sono tempi strani, nel senso di “che tempo fa? e “temporale””… la lingua italiana è strana sodo a volte, usando la parola “tempo” per due concetti abbastanza distinti ma forse lo sono solo a prima vista.

La sciroccata qui è passate senza fare danni, nemmeno tante olive per terra, vuol dire che non sono maturatissime e infatti il primo olio qui e quello dei vicini non è un granchà© di sapore: dolcino, verde e un po’ di pizzico e basta. E invece tanti hanno già  finito completamente la raccolta, ora che la pioggia ha invigorita gli alberi in stress idrico fortissimo – secondo lui le olive hanno patite troppo nelle ultime settimane per fare un buon olio e spera che adesso la situazione sia cambiata. Ha da cogliere ancora la maggior parte ma le pioggerelle lo condannano a stare in casa a innervosirsi… pazienza dove sei?

Già , quasi il contadino se ne dimenticava: rese alte, altissime, anche quasi il venti. Fuori del normale.

4 commenti

Le olive ci sono

Qui almeno ci sono e anche tante e anche avanti, l’intenzione è di cominciare verso il 22.
E’ tanto che il contadino voleva scrivere qualcosina sulla sua (per)occupazione primaria, gli ulivi. Allora:

Bene l’acqua d’inverno, dopo la siccità  nel 2017 ha praticamente pioviscolato a diritto – con l’effetto che lui non poteva nemmeno spargere tutto il letame. Male quella notta con meno nove gradi, lì per lì non si vedeva nulla, ma quando lepiante di aprile si sono mosse ecco, bruciati i rami bassi delle grossaie nei soliti luoghi, ultima volta era nel 2007. Non li ha nemmenopotati, forse ha fatto bene così non hanno messo niente di vigore che si poteva riempire di rogna. In tutto una trentina di piante dannegiate, alcune da tagliare alla base (e innestarle poi con leccino o simile)

PTX_6250danni da freddo

Grande assente fino dieci giorni fa la mosca mentre c’era quel moscerino suggiscorza che crea queste porzione di rametti disseccati sparse sulla pianta e la margaronia che ha pure eroso qualche oliva. La mosca alla fine c’è l’ha fatto ugualmente, anche se ancora limitato l’attacco, sulla trappole la trova al confine dei suoi oliveti,lo Spintor Fly sembra che abbia fatto bene il suo lavoro. Sulle trappole si trovava una marea di altri insetti quest’anno – e i termiti puliscono la legna marcia nelle ceppe, ormai sono onnipresenti qui.

PTX_6229PTX_6248termiti olivo

Se ha piovuto bene fino agosto dopo l’acqua mancava, così che in tanti posti le olive erano avvizzite, poi ha piovuto il minimo necessario ma non di più e adesso regna la tramontana di nuovo. L’impressione è che si fanno le raccolte sempre per quasi un miracolo gli ultimi anni.
PTX_6219

1 commento

Vendemmia 2018

Forse il contadino potrebbe anche prendersi il tempo di scrivere due parole sull’uva, è solo che gli sembra pieno zeppo ‘sto internet e non vorrebbe aggiungerci altro peso forse inutile. Comunque era un ottima uva, ma molti avevano problemi di peronospera pure in collina e quindi molti chicchi/grappoli seccati, ma sembra che lui sia stato bravo a ramare invece, anche se andava al limite del rame/ettaro consentito nel biologico. Un quintale di uva di tavola sta appesa in capanna, il vino rosso suo è già  nella botte di legno e secondo il suo mostimetro dovrebbe avere 15,5%… aveva 24 gradi di zucchero e bolliva giù in 10 giorni in vasca aperta. Il bianco grada meno, solo 22, quindi verrebbe un vinello di 14%. La vinaccia sta ancora a bollire con acqua e una mezza bigoncia di uva canaiola e dovrebbe diventare acquetta.

L’uva nera di pomeriggio a coglierla non si toccava quasi così scottava e la sera la diraspatrice sembrava un braciere che emanavo un calore da scaldarsi le mani.

Quest’estate sembra non finire poi.

4 commenti

Le frane altrove

Il Giappone è un paese molto particolare, penso il contadino spesso quando legge i libri di autori giapponesi o di altri che hanno vissuti in questa isola – ma anche quando appare nelle cronache, come adesso per il terremoto recente che ha causato anche queste frane.

4398

Questo ed altre immagini qui.

Ormai nei giorni d’oggi la comunicazione passa per le immagini e non per le parole; in alcuni casi va bene.

Commenti chiusi

“Che abbandano di agricoltura è questo…”

19542013

Alcuni frasi rimangono impresse nella memoria, questa è una in quel del contadino. A pronunciarlo era Nello dei Bianchi, quello che girava d’estate non col capello ma con un fazzoletto in testa, ed era quando era già  molto vecchio a la moglie non voleva che prendesse l’apino ma è venuto su questa collina, si è guardato intorno è disse: “Ma quant’ho lavorato qui… ma quant’era sciucco…” e scosse il capo, poi guardando la colline di fronte da Collegalli a Balconevisi pronunciava la frase del titolo.

Ora da qualche giorno il contadino è venuto a conoscenza di questo servizio della regione Toscana, richiede un po’ di apprendimento ma è fenomenale. Gli edifici sono quelli attuali nelle foto e nella slide.

[slideshow_deploy id=’8451′]

8 commenti

Pure qui si usano dei cookie... Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi