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Categoria: natura

Burrasca davvero

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Senza grandine, ma acqua tanta (30mm in un oretta) quanto basta e avanza per le more, per l’uva e per le olive, per l’orto in generale, per i pascoli e il terzo taglio del fieno. Il contadino aveva appena messo sotto il nylon due bei viaggi di paglia di miglio.

Perfetto, grazie davvero, ora può pure arrivare la calura, ammazzerà  qualche uova della mosca del olivo che comincia a gironzolare, il contadino ne ha già  chiappati due con la carta gialla.

PS: il sito per i fulmini in tempo reale è questo, seconda scheda.

PS: Stamattina il contadino sente le notizie di Firenze, secondo radio3 l’acqua era 35mm in un oretta, cioè poco più che qui in campagna. I soliti tombini e troppe superficie asfaltate.

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Ma gli ulivi hanno allegato?

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Dal 28 di maggio a adesso, solo che le crepe nell’ultima foto sono state chiuse un ora fa da un bel temporale con pioggia calma di seguito, 35mm in tutto, la quale ha anche lavato i residui dei fiori dalle piante – tutto sembra andare veramente per il meglio quest’anno fino adesso. C’era il timore (fondato) che il gran caldo dei giorni scorsi avrebbe fatto abortire i fiori, da quel che il contadino ha visto qui non è successo, anzi, ci saranno a grappoli, ma in altre zone sembra che sia andato peggio. Fioritura c’è stato, allegagione c’è stato, adesso tocca alla stagione, niente grandine e niente fresco fine luglio e d’agosto se è possibile.

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Saluti dalla Cina

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La vita della figlia del contadino nel momento è un filino più interessante che quello di lui con ulivi, fieno e vigna: ha intrepreso un viaggio in Cina con suo compagno, lavorando con work-away tra altro. I pesci al muro sono per i gatti (freschi sarebbero dannosi) e il cancello dell’orto fatto con la frasca di bambù (come molte cose cibo incluso).

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Oggi giornata di volo…

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… per i termiti, che abitano sottoterra dietro casa. Passano dal muro del camino, si dirigano verso la luca – la porta o la finestra- e muoiono lì, un comportamento assai strano. Ormai a casa del contadino tutti gli conoscono, sono anni che va avanti questa convivenza involontaria.
Ma visto il fatto che attaccano solo la legna marcia il pericolo non sembra più così elevato e si sta più tranquillo. Hanno mangiato la trave usato che lui per risparmiare ha messo, le lettere nel comodino come dessert e anche il noce marcio dietro casa. Una armata invisibile che ci libera della legna andata.

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Agricolturare nello zoo

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Ormai tra cinghiali, daini, caprioli e lupi (i quali invece di controllare daini e cinghiali controllano pecore) tocca proteggere ogni piantina di frutta messo a dimora – altrimenti fa la stessa fine di quel innesto dell’olivo, completamente sbucciato dai daini.

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Alla frutta!

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susine Le speranze per mangiare la frutta qui sono intatte e la ghiandaia sarà  contenta anche lei: c’è tanto di tutto, dalle mandorle alle susine, e anche gli ulivi promettono molto bene – la prima soglia è presa, mignolano bene, speriamo che quest’anno la stagione ci assiste un po’ meglio dopo il disastro dell’anno scorso.

Ora sembra che anche le piogge stanno per arrivare, finora era una primavera arida e tardiva, con il vantaggio che il contadino poteva lavorare dritto senza sosta. Si gode molto la salute e le forze riacquistate e cerca di non farsi più stressare dai lavori, con discreto successo finora, poi ha pure una giovane wwoofer che assomiglia moltissimo alla sua figlia, anzi non si vedono alcune differenze.

E in due i lavori pesano meno della metà , questo è la matematica della vita.

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Indietro siamo

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Il mandorlo l’anno scorso il 14 febbraio e quest’anno il 27 febbraio.
Il susino sotto era così il 24 febbraio l’anno scorso e quest’anno il 18 marzo.
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Meglio tardi con forza.

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Lo stato, la scienza e la salute (degli ulivi e non)

Per gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:

Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosa”. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.

Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:

Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previste”, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonchà© anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perchà© ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.

Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.

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