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Vivere nello zoo

Il contadino aveva in mente una poesia del tipo

Sono finite le ghiande
grande mio dolore è adesso

O pascolo rufolato, dov’è il rimasto tuo verde
o recinzione strappata, dove sono le mie pecore?

Uliveti tutti poggia e buca
chi rispiana mai questa terra?

Prato rovinato, dove nascerà il fieno?
Letamaia disfatta il concio si perde

Ospiti notturni sono padroni ormai del podere
minacciano la figlia al ritorno in casa

Poi oggi ha pure letto che c’erano dei cittadini (cittadini nel senso che hanno un rapporto emotivo, romantico e irreale con la natura) a protestare contro il piano di tentare di rimettere le cose in equilibrio. La natura va gestita e non sono sempre fiori, quel numero spaventoso di cinghiali, daini caprioli è anche frutto dell’abbandono della terra da parte dell’uomo negli ultimi 50 anni.

http://www.restiamoanimali.it/blog/2015/il-prof-lombardi-vallauri-a-enrico-rossi-fermi-linutile-carneficina-di-cinghiali/

Dalla lettera del Prof. Vallauri:

Ma ancor di più del diritto contano per me, devo dirlo, l’empatia per gli animali e l’immagine della Toscana.

L’empatia con le zanzare invece? E quella con chi lavora la terra di questa Toscana?

12 commenti

  1. Stefania 20 gennaio 2016

    E’ lo stesso con gli orsi e i lupi nelle montagne venete… Gli allevatori la scorsa estate erano disperati: agnelli e vacche morte, le sopravvissute terrorizzate dopo aver visto l’orrore.

  2. fabio 21 gennaio 2016

    Non sempre la doppietta risolve i problemi…anzi…E’scientifiacamente dimostrato che gli interventi previsti da tale legge toscana non risolveranno il problema degli ungulati…Poi affidarne la risoluzione a chi l’ha creato non ti sembra irrazionale? Certo a volte si esagera anche con il romanticismo…Ciao

  3. ste 22 gennaio 2016

    Un link a queste prove “scientifiche”? E sarebbero i cacciatori ad avere creato l’invasione? Semmai perché hanno cacciato male e poco gli ungulati. Ma sono tutt’orecchio a sapere di altre soluzioni praticabili.

  4. marco 23 gennaio 2016

    ciao contadino,

    credevo che per eliminare cornacchie e cinghiali dovessero limitare monocolture di mais e cose simili, insomma ridurre l’habitat degli animali da controllare piuttosto che sparare a 10 mila o 100mila animali.

    Così facendo tra pochi anni ci sarà lo stesso problema.

  5. ste 23 gennaio 2016

    Veramente qui per trovare un campo di mais devi cercare ben bene, lo fa più nessuno perché dovresti annaffiarlo e i conti non tornano. In cambio è pieno di querce e lecci… giusto smettere con le monocolture, ma è più facile pure trovare campi incolti qui intorno, secondo me è l’abbandono anche mentale della campagna la causa principale.

    CIA:

    La densità dei cinghiali è ormai a livelli spaventosi: per ogni 100 ettari di territorio ci sono in Toscana almeno 20 cinghiali, mentre il Piano Faunistico Regionale prevede 0,5-5 capi ogni 100 ettari. All’enorme numero di cinghiali si aggiunge un numero quasi uguale di caprioli, in costante aumento. Per ogni agricoltore ci sono ormai 5 capi ungulati, un carico quasi raddoppiato in cinque anni.

    Io mi ricordo i tempi senza daini e caprioli. Ci vuole un equilibrio, e proporre cose concreti e fattibili.

  6. fabio 24 gennaio 2016

    Ste non sai che i cinghiali dell’est sono stati introdotti per scopi venatori negli anni sessanta settanta e poi e poi? Ti recupero il link di un recente convegno a Bologna sull’argomento…

  7. ste 24 gennaio 2016

    Sì questo l’ho sentito, vero è anche che i daini che c’erano qui 25anni fa erano in una azienda venatoria di 500ha, qualche frana che buttava giù il recinto ed eccoli ovunque. Per non parlare delle nutrie…

    Certamente siamo sempre stati spesso noi a creare lo squilibrio e adesso ci tocca rimediare, ma penso qualcosa si impara, pian piano.

    Trovato un link.

  8. fabio 24 gennaio 2016

    Ecco Ste il link del recente convegno “uno sguardo oltre l’emergenza cinghiale” tenutosi a Bologna. i video sono suddivisi in due parti mattina e pomeriggio ..utile per saperne di piu’…buona visione.Ciao

    http://agricoltura.regione.emi.....c/convegni

  9. ste 24 gennaio 2016

    Grazie, vedo che solo quello della mattinata è quasi quattro ore, mi sa che devo guardargli un po’ “di traverso”, o hai magari da segnalare un intervento specifico?

  10. fabio 25 gennaio 2016

    Sono tutti interessanti comunque quello della Franzetti dell’Ispra sulla biologia riproduttiva penso che valga la pena…dopo 1 ora circa

  11. fabio 25 gennaio 2016

    nel video del pomeriggio Andrea Marsan dopo 1 ora e 5 circa

  12. ste 4 febbraio 2016

    Mi sono visto i due interventi, interessanti entrambi, grazie. La recinzione mi sono comprato pure prima della vendemmia, ma il punto è che un lavoro in piu’ e non posso recintare tutti 11 ha e controllare sempre pure il recinto e liberarlo dalle frasche e erbe, cmq è una delle misure da fare. E penso che il lupo alla fine ci vuole pure lui.

Commenti chiusi.

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