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Cartolina

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Il contadino è ancora in vacanza – in una città nella Germania-ex-est presso il fiume Saale e trova tutto molto molto impressionante.

Sembra che sia entrato nella terza fase della sua vita la quale è stata iniziata di primavera da un asma che l’ha costretto a muoversi. Ma come si sa non tutto il male viene per nuocere e se ha raggiunto il suo scopo può anche ritirarsi da dov’è venuto – come ha fatto il suo asma da qualche settimana ormai.

Settimana prossima rientrerà per occuparsi del podere e anche qui ci sono non pochi cambiamenti in vista. La pastora dopo le ultime aggressioni del montone ha deciso che fosse il momento di disfarsene. Senza montone un gregge diventa zitella e invecchia, e senza animali un podere non è un podere e i prati diventeranno macchia e finalmente bosco e con cosa si concima tutto poi?

Vuol dire che si deve inventare qualcosa o forse meglio dare spazio a quel che vuole manifestarsi; meno male che il contadino è ottimista nato.

Salutoni e a presto.

12 commenti

  1. marco 9 gennaio 2015

    Oh contadino anche tu ti ritiri a vita urbana in germania?
    e il tuo podere chi lo curerà?
    veramente diventerà bosco tra qualche anno ci sarà l’aquila.

  2. meeme 10 gennaio 2015

    Per me è un brutto colpo, una grossa perdita,
    non si vorrebbe ma anche le cose belle (e BUONE) hanno una fine.

    Per il resto, la prima buona notizia dell’anno 🙂

  3. ste 10 gennaio 2015

    Nella natura nulla si crea nulla si perde, sono solo transizioni. E il contadino si ritira mica in vita privata cittadina: per questo è troppo radicato alla sua terra.

    Deve però trovare un modo diverso di gestire il tutto, visto che si era ammalato per bene.

  4. Barbara M. 10 gennaio 2015

    forse per ora basterebbe un montoncino giovane.. anch’io avevo un gallo che mi aggrediva, un incubo. la mattina che me lo sono trovato sul collo mentre aprivo il recinto è finito in una bella casserola insieme a tutti gli odori, squisito 🙂 ora ho suo figlio che è molto più ragionevole.

    mi pare di capire che l’asma sia passata, questa intanto è un’ottima notizia, forza e coraggio!

  5. Joe 11 gennaio 2015

    Caro Ste, che dire? In bocca al lupo, come sempre. E’ che leggere queste righe, per quanto sia d’accordo che siamo solo di passaggio, mi riempie di tristezza… Ci sono cose che magari non ce ne rendiamo conto che sembrano durare per sempre, ma che invece un bel giorno, nel bene o nel male, devono terminare… Da parte mia ci sono quasi, finalmente forse quest’anno comprerò il trattore per sistemare la mia terra (che pian pianino sta diventando boschetto)… e che sto invecchiando, non viene più nessuno ad aiutarmi, e chissà per quanto ancora potrò potare le mie piante.
    Mal comune, mezzo gaudio! Stammi bene, Ste. E fai quel che ritieni giusto!

    Joe

  6. uguccione 12 gennaio 2015

    Occhio a non farti troppo continentale che gli asma han bisogno di un pò d’aria salata e poco umido. Per il resto ti auguro il meglio.

  7. ste 12 gennaio 2015

    @marco: Ho idee opposte riguardo la non lavorazione del terreno, basta vedere gli uliveti incolti, non hanno nessun vigore se non si lavora la terra. Il punto sono i pascoli, prati e il letame: non conosco per ora un metodo senza animali e dubito se esiste, ma sono pronto a ascoltare e provare.

    Gli animali sono anche quelli che ti tengono legati: mangiano e vogliono essere munti anche di domenica e in vacanza, ci vuole sempre qualcuno mattina e sera almeno, tutti giorni.

    Sono tornato ora, con una voglia di lavorare speriamo che dura 🙂

  8. Marco 12 gennaio 2015

    Premesso che mi inchino alla tua maggior esperienza, sono contadino da poco (molto grazie all’ispirazione che ricevuta negli anni attraverso il tuo blog, sono uno di quelli che scrive poco e legge molto), ma sugli ulivi poco vigorosi se la terra sottostante non è lavorata sento di doverti smentire: ho iniziato lo scorso anno la mia avventura agreste e a novembre ho raccolto le olive di piante abbandonate a loro stesse da almeno 30 anni, come il terreno che le circondava. Il risultato, considerato anche l’annata che conosci, è stato mica male (come metro di paragone posso esibire in curriculum solo qualche altra raccolta olive fatta in passato in uliveti regolarmente potati, arati, concimati, a volte ahimè trattati), questa la mia prima esperienza: http://www.forumdiagraria.org/.....ml#p796162

    Di certo non mi fermerò a questa prima impressione, ho appena una quindicina di piante e conto di piantarne altrettante per arrivare all’autosufficienza in tema di olio, in programma esperimenti di potatura più o meno radicali, ma a giudicare dalla prima raccolta la strada fukuokiana sembrerebbe promettente anche nell’uliveto (su orto e frutteto risultati garantiti, ho visitato personalmente il giardino armonico di Pallinof…)

  9. meeme 12 gennaio 2015

    Il mio era un discorso soprattutto materialista, mi riferivo precisamente al pecorino

    più buono che abbia mai mangiato e si mangiava solo da te.

    Diventerà un bel ricordo dei tempi andati e l’ho perso, non mi infinocchi con la storia

    che in natura niente si crea e niente si distrugge 😉

    Pianterai soia e si trasformerà in ottimo e saporito tofu, ma io ho diritto al rimpianto.

  10. ste 14 gennaio 2015

    Morirò prima di produrre surrogati 😉
    Per ora il formaggio ci sarà, le pecore sono pregne, di solito fine aprile si riapriva il montone.

  11. meeme 15 gennaio 2015

    Io invece mi ci sto divertendo parecchio a produrre surrogati,

    anche se il gioco durerà poco 🙂

    Prima di cominciare la pensavo come te, ma per me ora non sono cose che fanno finta di essere qualcos’altro, sono solo un’altra cosa che per caso ha la forma di quell’altra cosa.

    Per esempio, le “svizzerine” di miglio e barbabietola potrei farle anche a piramide o tronco di cono, per fare quella che non fa finta di…..
    però vengono naturali fatte a svizzerine…

    Puoi dire: “leva la barbabietola…perchè le vuoi rosse? vedi che vuoi surrogare?”

    eh no…. è un fatto cromatico, purè e frittella beige non fa appetito.
    e poi serve il dolce della barbabietola per fare la crosticina marrone croccante.

    Mi mancano i tegamini e le bambole da imboccare, lo spirito è lo stesso.

    E GRAZIE PER AVERMI RICORDATO CHE LE PECORE SONO PREGNE. SOTTOTITOLO:

    NON PUOI AVERE Il FORMAGGIO SE QUALCUNO NON MANGIA L’AGNELLO.

    Ma il montone è sempre lui? Obama…come si chiamava??!

Commenti chiusi.

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