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Berlino invaso e libero

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Spandau, Friedrichstrasse, Wannsee, Alxanderplatz, Kreuzberg e molti altri di questi nomi erano già molto familiari per il contadino, forse leggeva troppo nella gioventù. Si sente russo inglese tedesco italiano turco arabo e molte altre lingue, la città sembra ampia abbastanza per poter contenere e integrare pure contadini svizzeri provenienti dall’Italia, niente di particolare. Lui in veste di urban explorer (eh, non siamo mica più turisti semplici oggigiorno, magari vendono da qualche parte anche l’attrezzatura adatta) era già in grado di prendere la U-Bahn e l’ S-Bahn da solo senza perdersi e ne va particolarmente fiero.

Pure è così verde e ampia che viene invaso dagli ailanti senza che nessuno se ne accorge tranne lui che ha la fissa per questi invasori. Mai visto così tanti, nascono ovunque ma ci sono anche piante vecchie in fiori adesso.

Se osservate i cartelli stradali: le case sono numerate di continuo, mica pari e dispari su lati opposti e il rischio più grande è quello di venir investito da una bici che hanno la metà dei marciapiedi per loro, con uno sfondo rosso e il contadino ancora non ha imparato di non metterci piede. Ma ormai non importa più, che tra poco prenderà il treno per l’isola famosa grande e la sua figlia sarà contenta che non deve più salvarlo ogni tre minuti dalle bici.

E tre giorni di capitale sono bastate, è decisamente in overdose di impressioni da smaltire, ha visto molto compreso vita notturna a bere birra (sono tutti drogati di birra qui davvero) con i giovani comprese due ragazze persiane bellissime in transito, il muro e la lavatrice degli elefanti (sede della Merkel) durante una gita sul fiume Spree.

2 commenti

  1. Laura 21 luglio 2014

    Buon rientro. Te ne ritorni in bici? 😀

  2. meeme 22 luglio 2014

    Adesso che sei lontano dalla vista continua delle cose da fare respiri meglio?

Commenti chiusi.

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