Premi "Invio" per passare al contenuto

Bressanini colpisce ancora

Dopo l’affondo contro Steiner ha tirato le somme: “Ma il vino biodinamico è buono?”

Sembra che gli da parecchio fastidio l’agricoltura biodinamica (che NON è semplicemente agricoltura bio + preparati ma un insieme di cose che vanno al di là di un semplice metodo agro-economico: la realtà agricola come organismo agricolo sano e sociale, non è una semplice fabbrica di prodotti con una certificazione). Il problema è che il metodo scientifico è un mezzo molto potente e valido ma che ha i suoi limiti che non sempre sono ben definiti ma si trovano sopratutto nel campo del vitale: medicina, nutrizione, agricoltura, insegnamento e altro. In inglese c’è il detto “ A un uomo col martello tutto sembra un chiodo” ed ecco dove sbaglia l’approccio Bressanini. Se un “vino e buono” o “se il metodo biodinamico è funziona” sono questioni che non possono essere esclusivamente validati usando il metodo scientifico, perché questo lavora con fattori misurabili mentre nella vita solo una minoranza dei fenomeni sono misurabili e misurando si misura sempre una quantità e mai la qualità (ovviamente a volte una certa quantità indica anche una certa qualità).

Brevemente nel articolo accenna anche alla cristallizzazione sensibile, un metodo di laboratorio che crea un immagine partendo da un liquido vegetale o animale e la paragona al fondo del caffè. Altri studiano il fenomeno più a fondo e sviluppano metodi computerizzati che con questo metodo riescono distinguere grano convenzionale da grano biologico o che il latte delle mucche con corna risulta diversa (più tollerabile).

Il suo fazit è che l’uomo odierno cerca qualcosa di spirituale e che questo tira anche economicamente. Giustissimo, ma non è tutto, come la materia e le sue leggi non sono tutto.

5 commenti

  1. Angelo 1 Marzo 2014

    Mi piace il tuo modo di esprimere il tuo pensiero in poche righe, cosa che altri non riescono a fare neanche con un libro intero. La semplicità è la tua arma.

  2. Federico 1 Marzo 2014

    Un bel articolo come tono. Pacato e chiaro. Però all’analisi dei fatti, se non posso fare nessuna misura come faccio a capire se è meglio?
    In altre parole, ignorando parametri “tecnologici”, se prendo 100 persone e do loro 2 bicchieri di vino riescono a cogliere differenze se uno è biodinamico?
    Perchè altrimenti non capisco il senso pratico della cosa. Resta solo un senso spirituale, che però si basa solo sui gusti.
    Per fare un parallelo, il cioccolato equo e solidale, non è “meglio” di un ottimo cioccolato, ma lo posso preferire per motivi ideologici. Nella fattispecie aiuto dei lavoratori. Ma in questo caso? Cosa cambia?

  3. Rauco 2 Marzo 2014

    Un gin tonic è buono grazie al barman che me lo fa. Non so come sia stato trattato il grano che lo ha prodotto. E sinceramente non me frega un … Cavolo

  4. Carla 2 Marzo 2014

    Dal grappolo al vino ci sono mille procedimenti. Sapete di cosa parlate?

  5. ste 2 Marzo 2014

    @Federico: il punto che che l’agricoltura biod. ha guadagnato molta visibilità tramite il vino ultimamente, il clienti “normali” erano raramente appassionati del vino, anzi lo stesso Steiner non si stancava mai di sottolineare come la missione dell’alcool (separare l’uomo completamente dal mondo spirituale) sia stata compiuta e oggi impedirebbe ogni sviluppo spirituale (e qui è in bnuona compagnia di tutti maestri spirituali).

    Per te fai come ti pare, poi il gusto o l’ingredienti non sono tutto, un cibo – come dice già il nome “alimento” – nutre (o non nutre) anche spirito e anima, non solo il corpo.

    @Rauco: perfetto, come per il contadino e i suoi prodotti.

    @Carla: ho una vigna, (biologica da trent’anni). Il vino si fa nella vigna, dicono qui.

Commenti chiusi.

Pure qui si usano dei cookie... Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi