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Reddito d’infanzia

Che il contadino è per un reddito di cittadinanza è noto a chi segue la sua vita di opinionista online. Ed ecco che nasce una idea valida di partenza che potrebbe anche essere realizzabile perché trova un ampio consenso politico. Il professore inglese Anthony Atkinson ha ricevuto il Social Science Award dotato con 100’000 € del Social Science Research Center Berlin (WZB).

Il professore che insegna a Oxford e studia la distribuzione della ricchezza e l’uguaglianza sociale in occasione della premiazione chiede un reddito di cittadinanza per i piccoli su scala europea come unica misura effettiva per combattere la povertà:

“Le possibilità future dei bambini dipendono in maniera decisiva da come crescono oggi.”

Dettaglio al margine: Il premio viene pagato da una fondazione di due imprenditori cinesi, Shu Kai e Angela Chan, questo è la globalizzazione sana. L’unico articolo in italiano del Professore è un po’ datato: L’Europa e la disuguaglianza.

Un reddito d’infanzia potrebbe trasformarsi bene in un reddito di cittadinanza. Si risolverebbero parecchi problemi: I agricoltori non devono più sfruttare al massimo la terra, i piccoli artigiani possono continuare ad esserlo e sopratutto caderebbe la distinzione tra chi è disoccupato (pigro, colpa sua) e che il lavoro c’è l’ha (ricattabile come non mai oggi).

12 commenti

  1. Aldo 19 dicembre 2007

    C’è una bella differenza tra il “reddito di cittadinanza” e il “reddito d’infanzia” così come li descrivi. Se potrei essere d’accordo sul primo (a patto che la cittadinanza non venga concessa a chicchessia, a cominciare da una revisione in senso restrittivo del concetto di “ius soli”) sono del tutto contrario al secondo, poiché di molto abbiamo bisogno, ma sicuramente non di una incentivazione alla natalità.

    E’ noto che ritengo altresì che i flussi migratori in ingresso dovrebbero essere frenati quanto basta per permettere alla popolazione locale di ridursi numericamente, allo scopo di recuperare l’equilibrio perduto da tempo col proprio territorio.

    Invece, a partire dal 2001 e dopo una breve pausa dal baby-boom degli anni 650/60/70, ogni anno in Italia si ritrovano a vivere da 250.000 a 500.000 persone in più. Una follia alla quale sarà sempre più difficile porre rimedio in modo incruento.

  2. ste 19 dicembre 2007

    E’ vero, ma si dice anche che la natalità diminuisce con il benessere generale. Tra altro penso che la gente morirà molto prima nei anni da venire.

    Non lo vedo come incentivazione a fare bambini, ma potrebbe essere un effetto. Ma il fatto è che le famiglie sono i poveri d’ oggi, e i governi straparlano di aiutarle, senza grandi risultati.

    I modelli di redditò di cittadinanza tedeschi prevedono proprio di partire dai figli, 100 €/mese il primo anni, 150€ il secondo ecc fino ad arrivare ad una cifra intorno 800 €/mese quando sono maggiorenni.

    E a *tutti* bambini, genitori sposati o meno non c’entra.

  3. Aldo 19 dicembre 2007

    E’ l’ennesima propaganda natalista indiretta, Ste. Come la miriade di servizi gratuiti offerti “all’infanzia”. In effetti si tratta di pressioni indirette ed occulte su chi non ha figli (che finisce per pagare di più) affinché provveda. Per quanto riguarda le famiglie povere, direi che può essere povera anche una famiglia senza figli, così come può essere povero un single. Dunque discriminare in base alla prolificità non mi sembra molto equo neppure dal punto di vista della pura solidarietà. Da quel che dici pare che, in questo senso, anche i governi tedeschi stiano giocando sporco.

  4. Geppetto 19 dicembre 2007

    Il governo crucco purtroppo e’ ladrone come quello italiano. Il modello citato da Stefano e’ pura fantasia. Anche qui in Germania lo Stato i miei soldi li spende per gli stipendi dei policiti di m..da e per mantenere uno stuolo di milioni di dipendenti pubblici del c..zo. E milioni di miei concittadini e contribuenti crucchi si bevono le min…te del politico di turno come succede in Italia.
    Saluti al Piemonte.

  5. ste 19 dicembre 2007

    Beh, sono i figli (e gli immmigrati) che pagheranno la pensione a tutti! Poi non è che il governo tedesco fa qualcosa, anzi. Pure i verdi tedeschi si sono decisi poco tempo (solo per un pelo) contro il reddito di cittadinanza e per l’attuale sistema burocratico.

    Per evitare che qualcuno si sente discriminato ci vorrebbe proprio il reddito di c., sono d’accordo. Ma la strada è lunga ancora.

    PS: si scrive contemporaneamente qui: Per Geppetto:
    http://www.initiative-grundein.....tent/blog/
    e no, non fantasia ma utopia. L’unico modello che regge e verrà per forza dopo il crollo di quel sistema rattoppato in uso ora…

  6. Aldo 20 dicembre 2007

    Ste: “Beh, sono i figli (e gli immmigrati) che pagheranno la pensione a tutti!”

    Questo accadeva col sistema retributivo. Col nuovo, deprecabile metodo (quello contributivo, per intendersi) non è più così: la pensione te la paghi da solo. Ovviamente dopo aver provveduto a pagare quella di chi è andato in pensione prima di te, col vecchio sistema.

    Ci tengo comunque a precisare che nel frattempo pare che i surplus di contribuzione degli anni correnti vengano spesi in capitoli che con la previdenza sociale non hanno nulla a che fare. Dunque, chi sta sotto viene “fregato” non due, ma tre volte. In altre parole, il sistema pensionistico (per come è organizzato in realtà, non come principio) rimane potenzialmente una truffa, figli o non figli.

    Tra l’altro, gli immigrati non andranno mai in pensione? Perché se ci andranno qualcuno dovrà ben pagare anche le loro, no? Indovina un po’ chi lo farà? 🙂

    Ciao

    P.S. Morale della favola: meno figli si fanno e meno immigrati si accettano, meglio è, giacché meno siamo, meglio stiamo.

  7. ste 20 dicembre 2007

    Però siamo in tanti, per ora…
    L’utopia del reddito di c. prevede anche l’abolizione completa dei contributi (sul lavoro) e UNA sola tassa: l’Iva, cioè chiappiando gli soldi nel momento quando vengono spesi. Il modello contributivo non sopravvive la crisi che abbiamo davanti, credo.

  8. Geppetto 21 dicembre 2007

    Quand’e’ che ci incontriamo per farci una bella bevuta di vino, “discutendo” su come risovere i piu’ intricati problemi esistenziali dell’umanita’?

  9. Aldo 21 dicembre 2007

    Temo che noi si viva ai quattro angoli d’Italia, Geppetto. E viaggiare non è in testa alla classifica dei miei desideri! Grazie comunque per il pensiero: se era indirizzato anche a me, l’ho gradito davvero. 🙂

  10. ste 21 dicembre 2007

    Io sarei a casa, ma il vino non è pronto ancora 🙂

  11. Geppetto 22 dicembre 2007

    Piemonte e Toscana, mi pare.
    Io sto’ vicino a Francoforte sul Meno e ogni tanto sono a Como.
    Magari un giorno passo a prendere Aldo e insieme andiamo a trovare Ste, se vi garba: la prossima primavera arriva di sicuro e una vacanzina bisognera’ pure farla una volta ogni tanto, o no?

  12. ste 22 dicembre 2007

    Toscana vicina San Miniato, ma portate un po’ di pioggia mi raccomando, sono vent’anni che si spera che piova (ora però una pioggarella leggerina c’è già).

Commenti chiusi.

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