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Vogliaditerra Articoli

Troppo tardi per tutto

Finalmente qualche timida pioggia è caduto e ha innaffiato il letame steso dappertutto sotto gli ulivi. Il contadino ha paura che non piova per bene quest’inverno e sembra che neanche un freddo sano e normale vuole arrivare. Il reno era così in secca che sono riaffiorati delle bombe da disinnescare (evacuate 45mila persone a Koblenz) mentre a Durban si svolge una inutile ennesima conferenza sul clima e Merkozy ha un piano per salvare l’euro: entrambe le cose hanno in comune che è troppo tardi da un bel po’.

Per fermare o rallentare il cambiamento climatico era già  impossibile meta anni novanta, il contadino si ricorda bene di un seminario dove in pratica si diceva “anche se si smettesse subito di bruciare petrolio è troppo tardi perchà© il processo è avviato e irreversibili”.

Per la crisi dei debiti mondiali (non solo l’Euro, in America la pvertà  è già  a livelli che uno su sei persone ottiene Food Stamps) l’ultima occasione di fare davvero qualcosa era stata persa tre anni fa, quando gli stati salvarono il sistema ma senza porre rimedi alle cause del disastro. Bastavano leggi più duri per le banche, una tassa sulle transizioni, un aumento forte dei capitali di essi. Adesso gli stati sono molto più deboli, fatto s’è fatto niente e viviamo in un mondo dove le banche non possono assolutamente fallire ma gli stati sì, se proprio necessario e i governi conducono una mezza guerra contro la loro popolazione.

Quindi tempi duri, niente paura e navigare a vista. Almeno è sparito il pagliaccio e la sua compagnia dal governo, non tutto il male vien per nuocere.

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Canne legali

“People who use marijuana are paying money to criminals, mostly to gang members, and it’s a market that every year, is worth up to two billion Danish kroner ($350 million). That’s enough to fight for, which is why we’ve had a war between the gangs in Copenhagen,” he said.

“We don’t want an Amsterdam model,” Warming said. “We want a way to make it legal to import or grow marijuana.”
The details still must be ironed out. But Warming imagines a system similar to the state-owned alcohol monopoly that operates in neighboring Sweden.
The government would either grow marijuana itself or license growers, as already happens in countries that allow the drug to be used for medical purposes.

E così pensano seriamente di creare punti di vendita legali controllati o in possesso dallo stato. Danese.

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Brucia il vaccino…

In Germania nel termo-valorizzatore (un impianto completamente normale al nord delle alpi) vicino Magdeburg bruciano già  16 milioni di dosi di vaccino scaduto contra la suina. Ordinati: 34 milioni, usati il 15%, 239 milioni di euro passano per la canna fumaria (altri 14mila euri).

Che affare per le case farmzceutica che era… e qualche spicciolo dei debiti colossali è dovuto a questa isteria.

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Lem

www.google.com/logos/lem/ il doodle di google oggi è era un gioco interattivo in onore di Stanislaw Lem e una bella passeggiata con i due costruttori. Da Lem si leggeva 40 anni fa quel che oggi e domani succede tra uomo, fantasia e tecnica.

EDIT: inserito il link stabile al doodle

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Effetto Fukushima sulla Polizia


I 20mila poliziotti che devono accompagnare il treno CASTOR attuale temono che la radiazione non sia così bassa come pretendono e il sindacato chiede una sospensione o un altra tratta più breve del trasporto.

I trasporti castor contengono scorie tedesche rielaborati in Francia e stoccati di seguito a Gorleben; secondo Greenpaece questo deposito supererà  i limiti di radiazione con l’arrivo dei nuovo 11 contenitori caldissimi e viene sempre accompagnato da forti proteste.

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Genuino clandestino a Firenze

Mercato contadino (dalla mattina, tutto il giorno)

h. 17.30 – Proiezione del documentario di InsuTv “Genuino Clandestino”
h. 21.00 – Assemblea pubblica sull’accesso alla terra

In un’epoca in cui viviamo in modo tangibile il dramma di un territorio agricolo sempre più abbandonato e assediato dal cemento, con le conseguenze evidenti sugli equilibri idrogeologici del territorio italiano, ma anche per quelli sociali ed economici, l’accesso alla terra risulta di fatto negato a coloro che vorrebbero lavorarla, magari per tentare di costruirsi onestamente un reddito, oppure soltanto come gesto forte di autodeterminazione alimentare.
E lo si nega attraverso i costi troppo alti di case e terreni, generati da logiche speculative che hanno monetizzato proprio quel paesaggio rurale la cui bellezza è frutto del lavoro di generazioni e generazioni di contadini.
Si parla fin troppo di filiera corta e di Km 0 quando nulla di concreto è stato fatto per “riseminare” sul territorio la piccola agricoltura contadina.

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