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I salci trovano destinazione

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Il contadino ha preso adesso una fissa per i cestini (visto che anche prima i nonni contadini facevano i cesti); sono anni che qualcuno lo faceva a mo’ di autodidatta con risultati scarsi, adesso osserva dei maestri su youtube e qualcosa in più capisce del manico e della chiusura ma è ancora lontano dalla perfezione possibile. Ma ormai ha troppi salci e ha problemi a buttare le cose che che sono usabili.

Gli alberi di salici qui trent’anni fa erano molti, ma con ogni vigna estirpata e con queste pinze sono stati abbandonato molti e se non si potano ogni anno non producono più niente di usabile, e anche quel colore intenso nel paesaggio sparisce.

8 commenti

  1. fabio 2 marzo 2017

    Vederli fare mi ha sempre affascinato e pur non sapendo da dove incominciare mi piacerebbe provare…seguiro’ i filmati che consigli.Vero Ste stiamo perdendo i “salci” come si dice i toscana ma non solo… e’ una stillicidio inarrestabile di specie da orto di frutti di grani… e di sapere…Forse non accadra’ mai ma a volte penso ad una crisi energetica mondiale e a cosa saremo in grado di fare senza la tecnologia….intanto leghiamo con i salci e facciamo bellissimi cesti.. continuando a diffondere cio’ che sappiamo e che abbiamo imparato.ciao

  2. Aspirante Biodinamico 4 marzo 2017

    Scusa Ste per l’Ot, ma neanche tanto se la vediamo pure questa come conseguenza di una certa civilizzazione:
    http://www.lanuovabq.it/mobile.....-19139.htm
    Ne parlarti un po’ di tempo fa anche tu mi pare.
    Grazie e saluti

  3. ste 4 marzo 2017

    Questione spinosa, ma di fatto questo romanticismo ecologico verso natura di chi la natura conosce dalla tivu e vive in città e vuole imporre regole per chi vive in campagna e montagna esiste.
    Secondo me però è successo all’incontrario: siamo noi che abbiamo lasciate le campagne e montagne andare in malora, ci siamo ritirati sempre di più da decenni in cerca di benessere, lavori meno duri ecc ecc; il lupo ora arriva solo per rimettere ordine e struttura nel caos lasciato da noi.

  4. fabio 4 marzo 2017

    Concordo su quanto dici Ste .Il Lupo si e’ espanso a seguito dell’abbandono di certi territori non redditizi secondo le logiche di un’agricoltura industrializzata…poi i ripopolamenti di ungulati effettuati senza criterio in decenni per scopi venatori hanno causato l’attuale situazione.Anche le pastorizia ha subito modifiche sostanziali dopo che i lupi si erano estinti da alcune zone…i greggi vengono lasciati soli privi di controllo di cani addestrati e dei pastori.Occorre rivedere certe abitudini, a conferma esistono realta’ dove il Lupo non e’ mai scomparso e la convivenza e’ possibile

  5. Aspirante Biodinamico 5 marzo 2017

    @ Ste e Fabio
    Quanto dite mi fa venire in mente alcuni pensieri che espongo (un po’ a caso):
    1 penso che l’abbandono della montagna sia stato, in buona parte, imposto dalle politche economiche e di mercato che adottate su larga scala (globalizzazione? Grande distribuzione? Nuovi bisogni indotti?) hanno reso non più sostenibile la vita dei montanari.

    2 I lupi in certe zone sono stati reintrodotti perché altrimenti difficilmente sarebbero arrivati da soli.

    3Si dia la possibilità ai pastori e contadini che vogliono rimanere in campagna e in montagna, di “convivere” con i predatori. Che significa anche in alcuni casi abbattere i lupi (o altri) che aggediscono i greggi.

  6. fabio 5 marzo 2017

    Credo che la convivenza con il Lupo sia possibile senza uccidere…Tempo fa vidi un documentario sulla transumanza nei Carpazi..Centinaia di capi, una decina di cani e altrettanti pastori sempre allerta anche di notte perfettamente organizzati e preparati ad affrontare eventuali predatori…messo in fuga con bastoni e cani anche un orso…Scene d’altri tempi? forse ma non lo e’ anche legare le viti con i salci? 🙂

    PS chi conosce e studia il Lupo sa benissimo che non e’ mai stato reintrodotto…e’ un animale meraviglioso capace di fare centinaia di KM per trovare nuovi territori dove creare un nuovo branco

  7. Aspirante Biodinamico 6 marzo 2017

    @Fabio
    Io non conosco e studio il Lupo per cui vado per sentito dire (non me ne vergogno, naturalmente do credito alle persone che ritengo degne) e per buon senso.

    Sono d’accordo con quello che dici sulla protezione delle greggi, però… i costi di produzione aumentano a causa di più cani e soprattutto di più pastori.
    Conseguentemente diventa più difficile ricavare un reddito decente per tutte le persone impegnate (vedi punto 1 del mio precedente intervento).

    Naturalmente anche io ritengo preferisco le soluzioni incruente.

    A presto

  8. ste 6 marzo 2017

    Si torna spesso a questo punto: i costi, il tempo…
    Non manca mica il lavoro, anzi, – mancano i soldi per pagarlo perché sono a spasso in cerca di rendimenti per il globo e/o impegnati nel casino della speculazione.

Commenti chiusi.

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