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Acqua, umidità e nient’altro

Piccolo resoconto del dopo-ritorno del contadino dal suo viaggio-cura (Feldenkrais è un ottimo metodo! Ha un torace che sembra Tarzan adesso).
L’orto era diventato qualcosa tipo foresta pluviale, erbacce alte due metri con le angurie che hanno invaso tutto il resto che già moriva del suo di tutte le malattie fungine possibile: pomodori secchi, meloni e cipolle spariti quasi. Pure la vigna ha presa la malattie sulle cime nuove, l’aspetto non ha certo migliorata visto che era già grandinata. L’uva sembra indietro, tra fresco che era e foglie tritolate non matura come potrebbe. Pure le olive sembrano sempre meno e la mosca si da da fare già ora. Le strade sembravano letti di fiumi in secca. In compenso si affoga nei fagiolini e anche il terzo taglio del fieno (oggi sotto il tetto ed ecco che ripiove) era abbondante come mai e nessun problema di trovare l’erba per le pecore. Le scarpe di cuoio erano verdi di muffa e il sale in cucina è tutto una massa umidiccia. Per non parlare di zanzare e tafani.

In un certo senso quest’annata fa bene a sparire dentro l’inverno che ci metterà un velo pietoso sopra.

2 commenti

  1. Sandro kensan 17 agosto 2014

    Tanti fagiolini pure qua e anche molto buoni.

  2. Barbara M. 19 agosto 2014

    qui le zucche siciliane sono diventate infestanti creando una meravigliosa siepe intorno all’orto, non ti dico quante ne sto raccogliendo :-O
    pomodori giganti, ma basilico moribondo e cipolle orrende.

Commenti chiusi.

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