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Testare l’omosessualità?

Piano piano si ritorna al medioevo, e non solo nel l’Iran:

Pegah Emambakhsh (40) è una donna lesbica iraniana. A causa della sua omosessualità rischia di essere condannata a morte dal giudici della Repubblica islamica dell’Iran.
Si è rifugiata in Gran Bretagna, a Sheffield, dove ha chiesto asilo politico. Questo diritto le è stato negato con motivazioni pretestuose, fra le quali il fatto che non sussistono prove certe della sua omosessualità, e dunque di un vero rischio di persecuzione in Patria.
Anche in Germania una giovane donna lesbica di nome Jasmine K. ha chiesto asilo ma le è stato rifiutato dalle autorità con la stessa inconsistente motivazione: non può provare di essere lesbica [….]

La “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” protegge coloro che sono perseguitati a causa della loro diversità senza che questa debba essere provata. L’omosessualità è uno stato che esiste nel momento in cui viene percepito o anche solo dichiarato da un essere umano. Pretendere una prova di tale inclinazione è una violazione dei diritti umani. Persino lo Stato di Israele accolse gli Ebrei profughi dell’Olocausto solo in base alla fiducia nelle loro dichiarazioni. Molti erano senza documenti.

[fonte]

Siamo in Europa, anche gli inglesi. Meno male che c’è chi si fa avanti in Italia:

Gordon Brown sostiene che la Gran Bretagna non rimpatrierebbe la donna se temesse che la vita di lei fosse in pericolo, eppure che gli omosessuali siano perseguitati dalla teocrazia iraniana non è certo un mistero: la stessa compagna di Pegah è stata imprigionata ed è scomparsa nel nulla, mentre due anni fa due giovani omosessuali sono stati impiccati pubblicamente. Per Pegah tornare in Iran significa andare incontro, nel migliore dei casi, alla tortura, se non a una condanna a morte.

Lunedì sera ci sarà una manifestazione davanti all’ambasciata britannica (via XX settembre 80, a partire dalle 18,30), organizzata da Arcigay, Arcilesbica, e il gruppo EveryOne, l’ong che sta seguendo il caso Emambakhsh in Italia.

PS: Un articolo lungo si trova pure su reppublica.it

2 commenti

  1. anjin 26 agosto 2007

    NESSUN COMMENTO??? donne: siete tutte fuori o siete tutte fuori di testa? ho appena rimesso piede in casa e questo è quello che trovo? oltre allo scaldabagno schiattato che ha allagato tutto, una comunità di femmine silenti… altra cosa bizzarra è che andando alla [fonte] arrivo a server donne dove gli inviti a sottoscrivere l’appello in favore di Pegah sono tutti a firma maschile… mi inquieta, mi fa pensare che una lesbica è percepita come una persona di serie b… ricordo bene la mobilitazione per l’adultera condannata alla lapidazione… sorelle: allora non siamo tutte uguali?

Commenti chiusi.

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