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Categoria: natura

Footprint ecologico

Storia vecchio ma o il calcolo non torna o non c’è nulla da fare per il pianeta: al contadino non basta che usa quasi mai la macchina, vola mai, il riscaldamento a legno, che mangia pocchissima carne, recicla tutto e usa corrente fotovoltaico: ci vogliono 1,4 pianeti tipo terra se tutti vivessero come lui.

Ecco il link al giochino

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Cambiare il futuro

obama-climate-change

Con una idea brillante Greenpeace accoglie i cosidetti “leader mondiali” a Copenhagen.

Purtroppo il contadino non riesce di credere veramente che i politici possono risolvere il cambiamento climatico. Questo dipende da noi, e non solo questo. I tempi dove la politica lavorava per noi sono terminati da un po’.

PS: Bello l’installazione della tonnellate di CO2. RIcordiamoci che non è un nemico ma aria per le piante…

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Tra le cose…

….che il contadino ignorava c’era l’esistenza di cammelli in Australia.cammelli australia

I problemi causati dai dromedari , che non sono originari dell’Australia ma che vi sono stati importati a metà  del 1.800, sono parecchi. In cerca di acqua, gli animali sventrano cisterne e cercano perfino di scardinare le condotte di raccolta della condensa degli impianti di climatizzazione delle case. Gli animali che muoiono restano spesso a decomporsi all’aria aperta e in alcuni casi questo ha comportato l’inquinaento di pozze e falde acquifere. Gli animali a volte si spingono anche oltre, cercando di aprire anche le porte delle abitazioni. La gente ha paura e tende a non uscire.

Sono più di un milione, e servivano ai coloni per attraversare l’outback. Molto sono le colpe dell’uomo.

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Amare gli animali

mamma calabrone

L’evento di oggi è che a un certo punto spuntava il sole e gli superstiti calabroni (quelli che non erano ancora affogati nella bottiglie appese) che vivono in quell’ulivi si sono subito messi a portare fuori delle larve. Prima il contadino pensavano che forse fanno un trasloco ma dopo sì è convinto che non ce l’hanno fatto a nutrirli a dovere, pochi che sono ormai.

Si è sentito in molto in colpa. L’unica cosa che lo consola è da anni non ha mai toccato il favo di calabroni nella acacia grossa accanto la cisterna.

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Com’è bravo la Gucci

Contribuiscono a salvare le foreste pluviali in cambio di un immagine più verde. Sarebbe da vedere la provenienza della pelle, coccodrilli e serpe inclusi, ma è un passo nella direzione giusta.

Ma restano gli altri:

“La scelta del Gruppo Gucci dimostra che fermare la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico è possibile, con passi immediati e concreti” ha commentato Sergio Baffoni, di Terra!.

Numerosi altri brand hanno intrapreso la via del cambiamento. Da Tiffany & Co., al Gruppo H&M, Office Max a Unisource, molti marchi della moda si sono oprmai attivati per eliminare dalla propria filiera carta originaria dalle foreste pluviali, e a recidere le relazioni con i gruppi che continuano a distruggere le foreste pluviali in Indonesia o altrove.

Sparita dalle griffe, la carta incriminata continua a essere consumata in Italia, primo importatore europeo di carta e cellulosa indonesiana.

L’Italia importa dall’Indonesia carta e pasta di cellulosa per quasi 50 milioni di Euro annui. Anche dalla APP.
La principale causa di distruzione di delle foreste indonesiane è la conversione in piantagioni di acacia per rifornire l’industria della carta. La Asia Pulp and Paper (APP), il principale gruppo cartario indonesiano, è divenuto il principale attore di questa distruzione, abbattendo vaste aree di foreste in Sumatra e Borneo e convertendole in piantagioni finalizzate alla produzione di cellulosa. In questo modo minaccia la sopravvivenza di intere specie animali, di comunità  indigene e provoca un impatto diretto sul clima globale. Queste foreste infatti immagazzinano una immensa quantità  di carbonio nella torba. Il carbonio rilasciato in atmosfera dalla deforestazione della sola Indonesia, rappresenta l’8 per cento delle emissioni globali, tanto che questo paese è oramai il terzo nella classifica delle emissioni di gas serra, dopo gli Stati Uniti e la Cina.

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La raccolta…

pendolino

… delle olive ha avuto inizio ieri, la media è di 5-6kg/pianta questo vuol dire che ci sono piante con 20 kg e altre con 1kg e il contadino è contento che credeva che fossero meno e ha già  colte 40 piante, rigorosamente a mano al ritmo di un quintale al giorno. Le olive sono grosse e sanissime.

Le voci delle rese: c’è chi avrebbe fatto il 14%, chi il 16% e uno addirittura il 19%: sembrano rese molto buone per fine ottobre.

Ecco poi il filmino fatto tempo fa:

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Sailing stones

sailing stone

Questo articolo con molto foto ha fatto venir in mente al contadino la spiegazione data tempo fa al mistero.

(questo post potrebbe essere anche l’inizio di una risposta ancora dovuto alla domanda “antroposofia, che cosa significa essere antroposofista (si dice così?)“:

E’ l’alfa e l’omega, è la chiave per tutto (e tutto è molto complicato).

Potrebbe sembrare strano il pensiero che angeli di una certa gerarchia sono dietro la tettonica delle placche, ma è così)

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Gli effetti del lupo

…o forse meglio gli effetti della presenza saltuaria del lupo qui nei dintorni sono quattro:

– ci vuole più paglia

– c’è qualche quintale di letame in più a disposizione

– la casa è piena di mosche

– ogni mattina si risparmia 10-15 minuti di tempo

Se vi chiedete perchà©: Le pecore non possono più stare fuori nei recinti di notte d’estate, come hanno sempre fatto e si trovano serrati nella stalla ogni notte.

Giusto per avere una idea delle sua capacità : il veterinario racconta che al Università  di Firenze avrebbero curato un lupo ferito sull’autostrada, messo un emittente e l’avrebbero monitorato con il GPS. In dieci giorni era nel sud della Spagna, senza mai sbagliare percorso, tutto sugli crinali.

Qui una bella foto.

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Autunno

Fa dei tentativi di piovere ma non ci riesce (11mm) e la terra sotto è sempre arida come d’estate. Le olive dal colore sembrano mature (ma probabilmente non lo sono – il frantoio apre già  il 20, e vedrai che i primi cominciano a cogliere tra poco e si lamenteranno di rese basse). E viene un ottima annata di ghiande dopo la loro assenza completa l’anno scorso, le pecore ringraziano.

E il Boston Globe raccoglie come sempre delle ottime foto.

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Vita nuova

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A volte il mondo funziona come un orologio: Con le piogge che finalmente erano arrivate è nato l’erba nuova dappertutto, la campagna ritorna verde e poi sono anche nati i primi sette agnellini, da tre mamme, fai te il conto.

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Grazie mille come sempre

cielo nero

Ieri mattina pioveva a destra, poi a sinistra e alla fine anche qui 5mm, con aggiunta di altre 4mm di sera. Visto che era solo l’aperitivo il contadino è contento: una volta in più l’acqua è arrivato in ultimis, questo è il tipo di cose che inspira fiducia nel andamento del mondo.

Sparito la polvere, tornerà  verde la campagna, e le pecore finalmente possono mangiare qualcos’altro di erba medica e foglie del bosco.

PS: Questo cielo nero corrisponde a 120mm di acqua caduta su Pisa e Livorno con 16’000 fulmini…

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Zaia ritorna al suo mestiere

Nel suo fervore di difesa delle lingue, del veneto e anche un po’ dell’Italia in toto il nostro ministro ogni tanto azzecca anche una misura giusta e prolunga il divieto dei neonicotinoidi:

I numeri parlano chiaro: quest’anno, dopo la sospensione, ci sono stati solo due casi di moria di api, contro i 185 dello scorso anno. Non possiamo ignorare questo dato nà© possiamo abbandonare i nostri 75 mila apicoltori e il milione e più di alveari che abbiamo in Italia”.

Si ricorda alla popolazione carnivoro che il granturco trattato con Gaucho & Co serve (esattamente come gli OGM nel post precedente) esclusivamente per nutrire polli, maiali, vitelli e altri.

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