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Contadini in rivolta

Martedì in India è stato organizzato un nuovo sciopero generale (“bharat bandh”) dei contadini contro le recenti leggi sulla liberalizzazione del commercio agricolo, approvate a fine settembre dal governo guidato dal primo ministro Narendra Modi. Le proteste erano iniziate circa tre mesi fa, ed erano culminate con l’enorme marcia su Delhi dello scorso 26 novembre. Una marcia lunga chilometri di persone a piedi, sulle moto o sui trattori, con rimorchi pieni di pentole e padelle, riso, cipolle, lenticchie, farina e paglia su cui dormire. Alcuni giornali hanno definito la protesta come la più grande crisi che Modi si è trovato finora ad affrontare. Gli agricoltori costituiscono quasi la metà dell’intera popolazione indiana: sono 650 milioni.

Se non si cambia anche in Italia qualcosa finiremo male tutti.
E’ evidente da un po’ come il pensiero mero economico fallisce in tutti sistemi che hanno da fare con la vita. Medicina, scuola, agricoltura e cultura.

5 commenti

  1. mrm 10 dicembre 2020

    non so se si cambierà, purtroppo, che i poteri sono forti e strani.
    certo c’è da augurarsi di imparare qualcosa da questa gente, come minimo l’educazione di lasciare le scarpe fuori di casa 😉

    ricordo che ai tempi dell’invasione dell’iraq c’erano state manifestazioni IN TUTTO IL MONDO, ho pensato: sarà una cosa da scrivere sui libri di storia, TUTTO IL MONDO CHE DICE UNA COSA!

    ahahah

    baci

  2. ijk_ijk 11 dicembre 2020

    “E’ evidente da un po’ come il pensiero mero economico fallisce in tutti sistemi che hanno da fare con la vita. Medicina, scuola, agricoltura e cultura.”

    Mi chiedo allora in quali sistemi il sistema economico funziona. Forse solo nella produzione di beni e servizi superflui?

  3. ste 12 dicembre 2020

    E’ forse già discutibile di associare una cifra di denaro a un ora di lavoro, ci siamo solo abituati che l’ora ha un prezzo (diverso per un avvocato però…).

    Cmq ci sono anche servizi non superflui, e l’economia è un aspetto di tutte le attività ma non deve essere solo quello. Smettere di vendere armi a tutti è un danno economico, ma potrebbe essere anche una decisione giusta.

  4. mrm 13 dicembre 2020

    ‘E’ forse già discutibile di associare una cifra di denaro a un ora di lavoro, ci siamo solo abituati che l’ora ha un prezzo (diverso per un avvocato però…).’

    appunto, proprio ieri la figlia di un mio quasi vicino mi voleva ‘pagare’ il tempo che avevo speso (?) per prepararle la lisciva di cenere.
    ma perchè non dovrei regalargliela da qui all’eternità, se ho tanta cenere?
    appunto, non sono un avvocato, è solo cenere e mezz’ora della mia vita.
    perchè dobbiamo farci tutti pagare?

  5. ste 13 dicembre 2020

    A parte la sensazione che così com’è è colpevole di tantissime sofferenze per la natura e persone non ho le ricette. Se faccio un tavolo lo posso vendere, questo è facile, anche se faccio crescere una pianta, un frutto, un animale uguale. Ma il tempo che ho impegnato dipende. Ovviamente se sono bravo faccio due tavoli nello stesso tempo. Ma non solo i bravi devono vivere.

Commenti chiusi.

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