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Non ci sono più le burrasche di una volta

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Almeno sembra, dopo quasi tre mesi senza piogge ieri e adesso ha piovuto, molto delicatamente ma solo sei millimetri; basterà per rigonfiare quest’uva vizze? Poi basteranno tutti questi tipi di recinzioni a tener fuori chi vuole mangiare l’uva?
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La siccità e la tramontana hanno frenato un po’ la mosca dell’olivo, ma ce ne girano parecchi in questi giorni. Domani rame, Spintor Fly e carta gialla con la colla ancora, sperando di frenare al massimo questa generazione, non sarà facile. L’agricoltura sembra sempre di più una lotta disperata.

9 commenti

  1. joe 1 settembre 2016

    Ciao Ste,

    in bocca al lupo per l’ultima maturazione e la raccolta!

    Ciao
    Joe

  2. ste 2 settembre 2016

    Grazie, serve davvero…

  3. Barbara 3 settembre 2016

    con quell’uva ci viene un vino dolce dolce… l’unico che piace a me

  4. marco 12 settembre 2016

    ciao contadino,

    chi è che ti viene a mangiare l’uva?
    per caso l’impronta nella foto è sua?
    non saprei cosa possa essere

  5. ste 12 settembre 2016

    Impronta è probabilmente da un cinghiale, stiamo vendemmiando con tafani nella polvere a 33° e domani non avranno più nulla da mangiare. Anche ieri notte un cinghialotto ce l’ha fatto entrare. Poi ci sono anche i caprioli e i daini che via via trovano il verso, cmq va bene hanno mangiato poco in fondo, è un contributo alla natura che va pagato 🙂

  6. Joe 14 settembre 2016

    Ciao Ste,
    andata bene la vendemmia?

    Ciao
    Joe

  7. ste 14 settembre 2016

    Anche troppo bene, c’era una marea di uva, la bianca e il cannaiolo erano perfette, la sangiovese poteva essere meglio, ci mancaca una piovuta seria due settimane fa. Adesso una liberazione, non dovendo più controllare la recinzione, e domani dovrebbe venire finalmente la prima piogga seria , che mette fine a quel estate anomalo, ai tafani e che fa nascere l’erba nova.
    Grazie dell’interessamento 🙂

  8. marco 16 settembre 2016

    adesso che ci fai con l’uva: la vendi oppure la metti nei tini a ribollir?

    e ti fai il tuo vinello

  9. ste 17 settembre 2016

    La prende da 33 anni (!) uno nel paese, viene vino a km 0, ma qui bollano tre damigiane di mosto bianco e un mastello con tre quintali d’uva nera, poi come quando si ragiona durante la vendemmia venne fuori il ricordo del famoso acquetta: si strizza solo poca la vinaccia, si buttano due secchi d’acqua e un po’ d’uva buona e si fa ribollire. Poi ti saprò dire 😉

Commenti chiusi.

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