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Trattato sull’importanza del profumo del fieno

fieno
E’ facile: il fieno buono profuma ma profuma, te stai a mungere e dal fienile viene quest’odore del fieno in fermentazione che sembra marmellata, fiori, miele. Il problema è che per essere buono non deve vedere la pioggia e se deve vederla meglio se non l’hai rigirato prima.
Quest’anno sembrava proprio impossibile di farlo, che i cinque sei giorni senz’acqua non c’erano e non ci saranno e c’è pure il prato nuovo da falciare. Ma oggi era la giornata da rigirare quello falciato e pressare, alle tre di pomeriggio è partito e l’ha rigirato e pressato (con vari problemi delle macchine anziane come lui), grazie a quel vento di libeccio che sembra tramontana, asciutto e freddo, meno male che alla fine c’era la luna perché s’era rotto pure l’ultimo faro funzionante del cingolo. Ma sei ore sopra il trattore sono tante.

[è una specie di tradizione, il post sul fieno fatto]

15 commenti

  1. Vittorio B. 24 maggio 2013

    Caro Ste, quello di città è stupefatto. Chissà perché ti pensava in èstasi contemplativa, con una paglia in bocca a goderti le bellezze naturali del poderino e invece eri a combattere col fieno, le bizze della pressa e il freddo e il buio…

    Quello di città aderisce alla campagna – e qui potrebbe fermarsi 😉 – “la rete ai contadini più contadini in rete”.

  2. Joe 24 maggio 2013

    Ciao,

    qui in veneto non si riesce a trovare il tempo per tagliare il prato. Non ci sono mai quei 3/4 giorni di cui parli tu, piove sempre ed ormai il campo è pieno di erba talmente alta che cade su sè stessa…
    Visto il mio piede ancora malandato (potare gli alberi è pericoloso, anche con le protezioni!) da oltre 3 mesi, spero che fra una 15ina di giorni riuscirò a procedere… e se l’anno scorso lo tagliavo e lo lasciavo lì a concimare la terra, dato che non ho strumenti per raccoglierlo, pare quest’anno che ci sia un contadino interessato…

    Ciao!
    Joe

  3. ste 24 maggio 2013

    Giusto per sfatare un mito: la primavera è una stagione terribile per noi, una lotta allo stremo.

  4. Vittorio B. 24 maggio 2013

    Quello di città lo sa… è il cittadino (quello grillitizzato) che non lo sa… 😉

  5. ste 25 maggio 2013

    Stamattin mentre mungevo il primo rovescio, poi sotto l’acqua ad ammonticarlo e caricare un primo viaggio di motoagricola che adesso è fermo sotto il bosco in quanto non si sale con la strada fangosa. Zuppo di acqua ero.

    @Joe: buona guarigione e bello che qualcuno ti prende l’erba. Ma a tagliarlo con una BCS quando è andato a terra è un bel casino…

  6. Sphera 25 maggio 2013

    Bravo. Per il fieno ma non solo.

  7. Barbara M. 25 maggio 2013

    cavolo! almeno è coperto, il fieno? perchè oggi ne è venuta di acqua 🙁
    oh, l’avevi detto che veniva il freddo ed è venuto davvero! va a finire che questa storia dei pianeti funziona meglio del meteo..

  8. Laura 25 maggio 2013

    Mi piace questa “specie di tradizione del post sul fieno fatto”! L’odore del fieno qui da me ancora stenta a sentirsi in aria… un giorno o l’altro ce la faremo.
    Oggi temporale e grandine, domani ancora pioggia, lunedì si rimette, ma da martedì in poi maltempo di nuovo. Ma come si fa a falciare? 🙁

  9. ste 26 maggio 2013

    @Barbara: coperto sono le 28 presse sopra il motocoltivatore che sta fermo all’inizio della salita, va a finire che non posso portarlo a casa se la strada non asciuga domani e devo fare una massa sul campo. Gli altri 140 sono sul campo accumulati per 9 o 7 o 6. Il meteo mi dice che ho tempo fino martedì mezzogiorno, ma le presse dovrebbero anche asciugare (se ce la fanno, sono venuti 21mm)

    @Laura: grandine non ci vuole proprio, ha fatto danni? Falciare devi adesso il primo momento quando è asciutto, poi anche se piove non fa niente, dopo si stacca da terra e si può ranghinare e pressare in un giorno come ho fatto io. Il peggio sono le decisioni da prendere…

  10. LUX 26 maggio 2013

    Il profumo dell’erba tagliata e del fieno nelle notti estive e’parte dei miei ricordi di bambino, i piu’ intensi. Il gracidare delle rane, i pipistrelli nell’ultima luce, le lucciole e i maggiolini intontiti…e la via lattea senza inquinamento ottico, persino il rumore sordo di acqua che scorre ( canalizzazioni consorziali ).Che meraviglia, ho avuto un infanzia felice nelle notti estive, non lo nego. Da molti anni ormai solo rumore di traffico,luci,vociare insulso e tv, e odori di barbecue, uno schifo.

  11. Joe 27 maggio 2013

    @Ste: grazie per gli auguri. Speriamo ben, sono ormai 3 mesi bloccato… Oggi, saltellando e zampettando, ho cambiato con moglie e figlia la lama della bcs. Proprio in previsione della mia agognata guarigione, e per poter tagliare l’erba bassa. Dovrei essere a posto, tranne che… Il contadino non si è più visto. 1/2 ettaro di fieno. Glielo taglio io. In cambio non voglio soldi, ma una concimatina autunnale ed una balla di paglia (piccola, per l’orto sinergico). Mi pareva abbastanza equo… Bah aspettiamo ancora…

    Ciao
    Joe

  12. Antonio 9 giugno 2013

    Uno dei profumi più belli della campagna, anche se quest’ anno ho rischiato di non poterlo gustare: con la pioggia che è venuta giù anche in Sardegna per tutto maggio, ho falciato con quasi un mese di ritardo, leguminose completamente dissolte e un buon 30% di produzione in meno.
    però quando sei lì a falciare sul Delfino che balla, pensi che quel profumo sarà sempre uno dei punti fermi della tua vita.
    Un saluto e complimenti per forma e contenuti

  13. ste 10 giugno 2013

    Il “delfino che balla”? Illuminami magari…
    Il fieno di questo taglio qui ha perso presto il profumo, tra pressato troppo umido e il bagno di pioggia, la maggior parte farà da paglia nella stalla. In compenso a buco il taglio dell’altro prato è andato bene, e adesso che fa? Piove.

  14. Antonio 10 giugno 2013

    @ste, il Delfino è il SAME 35 che ha quasi la mia età e che ancora svolge egregiamente questo genere di lavori. Oggi purtroppo ha piovuto ancora a tradimento e mi ha fatto svanire 2 ha di “profumo”…. annata a dir poco stramba, ciao

    • ste 10 giugno 2013

      Ah ecco, ho usato anni fa la sirenetta di un amico per ranghinare 🙂
      Quest’anno l’unico modo di fare il primo taglio decente era falciare, aspettare che piove, ranghinare e pressare.

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