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23 commenti

  1. alex 16 Novembre 2011

    sono sirfidi… simulano le api per non farsi mangiare dagli uccelli ma sono dei ditteri

  2. meeme 16 Novembre 2011

    Dovrebbe essere l’eristalis tenax.
    Ti ricordi quel post vecchio in cui chiedevi il nome di quelle larve che stanno nell’acqua putrida??
    Se non ti ricordi cerca ” eristalis tenax larva ” immagini,
    vedrai che ti torna in mente.
    Ma che ci fa sui fiori?
    A me MI avevano incuriosito perchè non capivo che ci facessero queste belle api sulla melma.

  3. barbara m. 17 Novembre 2011

    Ste, non è un astro ma un chrysanthemum, della stessa famiglia dei crisantemi dei cimiteri, ma più robusto.
    vedi ad es. una foto di un suo parente

  4. ste 17 Novembre 2011

    Grazie a tutti, l’astro è colpa della pastore che lo definiva sempre “astro autunnale” 🙂

    Quello fine simula d’essere vespa però.

  5. meeme 17 Novembre 2011

    Ci vorrebbe una buona parola definitiva di Vittorio.B 🙂
    Ti metto un link convincente

    ” Quello fine ” dovrebbe far parte dei sirphidi come l’eristalis, se ho capito qualcosa!

  6. meeme 17 Novembre 2011

    Evidentemente non ho capito come funzionano i link 😀

  7. ste 17 Novembre 2011

    …e io l’ho sistemato, ma non è quello fine ma quello grosso 🙂

  8. Geppetto 17 Novembre 2011

    meeme: pero’ hai capito come si fa a fare la faccina che ride di piu’ di questa: 🙂
    Forse si fa cosi’ :-)) ?

  9. meeme 18 Novembre 2011

    Sì, lui è quello grosso!
    Ahhhh!!!! Capisco ora, quello dell’ultima foto è “fine” e sembra una vespa. Sulla pagina Sirphidae di Wikipedia c’è uno che sembra lui,valuta te 🙂

    Ciao Geppetto, mi sembra che la faccio con

    : – D

    Proviamo….. 😀

  10. barbara m. 18 Novembre 2011

    astro o non astro, è una bellissima pianta, sta venendo imponente 🙂
    sono piante indistruttibili, ne ho una anch’io, rosa. ne presi un pezzettino una volta a una casa disabitata mentre stavo correndo. lo infilai in terra a caso e.. mi dimenticai di lei.
    dopo un paio d’anni ti vedo in giardino questa pianta e dicevo e che é???? poi quando fiorì mi ricordai, nel frattempo alla casa disabitata le avevano sbarbate tutte, l’avevo salvata in pratica.
    ora ha affrontato il trasloco e poi la siccità senza alcun danno, anzi è cresciuta tanto, spero diventi bella come la tua 🙂

  11. Vittorio B. 19 Novembre 2011

    Ho sentito fischiare le orecchie ed eccomi qua! 😉
    Ma che belle fotine, Ste!
    E sì, Meeme, quello grosso con gli occhi a strisce è proprio un bel dìttero sìrfide, più precisamente un maschio di “mosca tigre”, Eristalinus taeniops.

  12. Geppetto 19 Novembre 2011

    Grazie meeeme 😀

    barbara m. che genere di terreno hai? argilloso, per caso? in inverno hai neve, ghiaccio?

    Mi pare di non avere mai visto chrysanthemum dalle mie parti, pero’ se a Novembre fiorisce come da ste ed e’ robustissimo viene voglia di provarci.

  13. ste 19 Novembre 2011

    Evviva il cittadino 🙂 in inglese è quindi una band-eyed drone fly, sembra che la femmina ha le strisce verticali nei occhi?!? Fatto è che lo vedo per la prima volta.

    Astro o crisantemo che sia: beve come un bue, è incredibile quanto acqua ci vuole per annaffiarlo d’estate. In terra piena non saprei come reggerebbe.

  14. barbara m. 19 Novembre 2011

    Ste, il mio è in terra piena e non mi pare d’averlo mai annaffiato. ma in vaso è diverso e poi la tua pianta è enorme.

    Geppetto, come dice il link che ho messo all’inizio, si può piantare nelle zone climatiche da 5 a 9, se sei in Germania dovresti essere tra 6 e 8 (vedi qui), quindi ok.
    il mio crisantemo è su misto argilla e sabbia, zona climatica 9 (a 10 km in linea d’aria da Ste).

  15. Vittorio B. / pierino 19 Novembre 2011

    Ste, confronta: maschio, femmina.

    Quindi la differenza è che nella femmina gli occhi sono ben separati con una fronte ampia, mentre nel maschio gli occhi sono estesi dorsalmente e si toccano per il lungo; insomma il maschio è tutto occhi. Un entomologo direbbe che il capo della femmina è dicoptico, invece quello del maschio è oloptico (vedi:glossario entomologico).

    Googlando ho trovato un chiaro disegno schematico (figura 10) che illustra la differenza.

  16. Vittorio B. / pierino 19 Novembre 2011

    Avviso al manovratore: n° 1 commento zeppo di link in coda di moderazione

  17. ste 19 Novembre 2011

    Tranquillo, adesso mi rifunziona la notifica per i commenti in coda.

    E grazie, si smette mai di imparare…

  18. ste 19 Novembre 2011

    E’ “quella fine” che finge di essere vespa dovrebbe essere un Marmalade Fly (Episyrphus balteatus) seguendo il link di Vittorio B.

    Scrollando questa pagina si vedono alcuni che fingono di essere un bombo, fatto che non fa senso (per difendersi) in quanto i bombi non pungono, quindi è più un gioco delle natura.

  19. meeme 20 Novembre 2011

    Grazie Vittorio anche da parte mia 🙂
    Avrei una domanda a cui non trovo risposta.
    Mi incuriosisce il passaggio da larva a pupa delle larve a coda di topo. Si trascinano fuori dall’acqua putrida con il loro sifone?

    Geppetto, non c’è di che!

  20. Vittorio B. 21 Novembre 2011

    @Ste

    Qui la materia è davvero complicata. Se guardi bene Episyrphus balteatus ha un disegno particolare, come dei baffetti neri, sulle bande gialle intere dell’addome. “Quella fine” è evidentemente un’altra specie. Potrebbe essere Syrphus vitripennis, ma sottolineo tre volte il *potrebbe*.

    Quanto al fatto poi che i bombi non pungono, lo aveva insegnato anche mio fratello alla sua figliolina. Un bel pomeriggio d’estate la piccina si mise a carezzare con insistenza il dorso peloso di un grosso bombo a strisce nere e gialle, tutto indaffarato sull’infiorescena di un agnocasto. “Non lo toccare, amore di zio, che se il bombo s’arrabbia ti punge e son dolori!”. “No zio, il bombo non punge, non te l’ha detto pap…” BBZZZZZZ ZAC ZAC ZAC “…aaaaaaaaah!”. E in un sol colpo ci furono un bombo assassino, una nipotina piangente da consolare, un padre in crisi di credibilità. Da allora la bimba ebbe un sacro terrore di tutte le bestiole a strisce nere e gialle, la prova dell’efficacia del mimetismo batesiano.

    @Meeme

    Le larve di Eristalis effettivamente escono fuori dall’acqua putrida e si impupano all’asciutto. La pupa respira grazie a due “cornetti”, che si sviluppano dalla parte opposta al sifone respiratorio. Ti rimando alla pagina di un libro di biologia forense (ebbene sì) dove c’è il chiaro raffronto tra la larva e la pupa.

  21. ste 21 Novembre 2011

    Azz. Allora pungono pure loro… Ma sembra ci vuole tanto a provocarli, leggo che prima minacciano alzando la gamba poi emmetteno un forte rumore e si girano sul dorso.

  22. Vittorio B. 21 Novembre 2011

    @Ste

    Nella pagina che hai indicato c’è proprio la fotina del bombo che alza zampina di mezzo! (= “E UNO! TE TU MI DAI NOIA!” :-)) )

    >Nella didascalia si precisa pure (spero di tradurre decentemente):

    è interessante che i maschi di bombo mostrano questo comportamento [difensivo] anche se non hanno alcun pungiglione. Il vantaggio è chiaro: un nemico normale non è in grado di distinguere un’operaia da un fuco. Il fuco copia così il comportamento delle sue sorelle, senza essere in grado di reagire come loro in seguito.

  23. meeme 21 Novembre 2011

    Fantastico Vittorio, grazie! gentilissimo 🙂

    Le larve si trasformano quindi in pupe di un cm mantenendo la coda. Quelle del mio bidone me le ricordo piuttosto più grosse e con code più lunghe, di un rosa carne molto
    tenero, inimmaginabili nell’atto di camminare all’asciutto.
    Saranno state giovani… nel loro caso gioventù non è bellezza 🙂
    Che strano che la natura abbia avuto la necessità di legare la vita iniziale di creature che si nutrono di nettare alla morte. Senza gli adulti ne risentirebbe l’impollinazione, ma senza le larve chi o che cosa ne soffrirebbe un danno?

Commenti chiusi.

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