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Il libro del giorno

I quaranta giorni del Mussa Dagh, uno dei libri che il contadino non dimenticherà mai.

Il 24 aprile è il giorno della Memoria del genocidio armeno. Nel lontano 1915, in quella data ebbe inizio lo sterminio degli armeni operato dei Turchi. All’improvviso intellettuali, banchieri, grandi artisti, preti furono prelevati di notte dalle loro case e deportati, infine massacrati. Si partì da Costantinopoli e poi dalle altre zone dove risiedevano gli armeni: confisca dei beni, deportazione e morte. Oltre 1.500.000 furono le vittime.

6 commenti

  1. Geppetto 24 aprile 2010

    Va benissimo conoscere il passato per capire il futuro.

    Il probabile futuro nel documentario del giorno, con partecipazione di una vecchia conoscenza di Vogliaditerra: John Perkins.

  2. Geppetto 24 aprile 2010

    Di contrappeso agli eventi tristi e ad un altrettanto triste futuro (mea culpa), perche’ non ci tiri un po’ su il morale con qualche immagine o video dei lavori che state facendo nei campi?

  3. ste 25 aprile 2010

    Nessun tempo per video; sarebbe anche noioso che ci sono io sugli ulivi tutto il giorno e magari mezz’oretta nell’orto e basta. Gli immagini trovi qui accanto: gli anni sono tutti uguali e tutti diversi nello stesso tempo, i lavori gli stessi.

  4. Geppetto 25 aprile 2010

    Grazie Ste, ho guardato le foto, poi i tuoi video su youtube, e abbiamo passato una bella serata.
    Webcam sul podere e’ il nostro preferito.

    Ho anche trovato altri video, sull’orto sinergetico, su fukutoka e questo.

    Mi e’ venuto da pensare: Ma che cavolo di vita sta vivendo l’uomo “moderno”?

  5. PAP 26 aprile 2010

    grazie, raramente i blog si ricordano del 24 aprile.

  6. guglielmo 11 maggio 2010

    grazie per avermi ricordato questo splendido libro letto in occasione di un viaggio in Turchia nel 1981, durante il quale andai alla ricerca di alcuni luoghi descritti da Werfel (forse manca una h?).
    Di recente, sul medesimo tema del genocidio, ho letto “La strada di Smirne” di Antonia Arslan. Non ha il resiro dell’altro ma vale la pena di leggerlo.

Commenti chiusi.

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