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Genuino e clandestino

genuino clandestino

Pane e prodotti da forno, vino, conserve, farine e granaglie, pasta fresca, uova, miele e prodotti da erboristeria: alcuni di questi beni venduti presso i mercati dei produttori biologici di Bologna sono illegali secondo gli attuali regolamenti sanitari nazionali. La legge italiana, infatti, impone a chiunque si occupa della trasformazione di prodotti alimentari di dotarsi di laboratori che rispettino determinati standard di dimensioni e materiali. Standard stabiliti tenendo in considerazione le grandi aziende agroalimentari, che però ignorano e dunque penalizzano le realtà contadine come quelle di Campi Aperti, legate a piccole produzioni biologiche, sane e di alta qualità, ma in difficoltà al momento di affrontare la spesa della messa a norma di un laboratorio.

Ecco, ci voleva una campagna come questa.

13 commenti

  1. Claudio 12 novembre 2009

    Allora io ho un orticello piccolo medio non so! 1000 m2
    ho di tutto,non vendo e per me al massimo regalo amici
    famigliari,sono pure io clandestino?

  2. ste 12 novembre 2009

    No, finché non vendi no. Ma prova a spendere migliaia e migliaia di euro e riprenderli poi con la vendita di confettura o altro se sei un piccolo contadino.

  3. ilfoto 12 novembre 2009

    oppure se sei un pastore in alpeggio, prova a dover rivestire la baita perchè sia lavabile

    poi l’anno dopo, togliere quello messo e rivestire in un altro modo perchè quello dell’anno prima non va bene

    e poi dover usare un elicottero per portar giù i prodotti, perchè caricati nei basti non si può

    giusto qualche esempio 🙂
    poi però ci mangiamo i formaggi industriali ottenuti dal riciclo degli scarti e dei topi. ottimo!

  4. Massimo 12 novembre 2009

    Un altro paradosso. Qui dove vivo hanno aperto un negozio di formaggi biologici. Vado per sapere se hanno del myseost norvegese, un formaggio che si ricava dalla lenta cottura del siero e che è pure protetto da Slow food. No, non ce l’hanno. E perché? Perché vendono solo formaggi biologici e questi formaggi prodotti da piccoli caseifici non hanno i soldi per ottenere la certificazione riconosciuta dallo stato!

  5. valverde 12 novembre 2009

    … ma che bello…e pensare che anch’io sono in procinto di diventare una contadina clandestina…
    vabbè non venderò nulla e continuerò a fare marmellate e conserve in casa che regalerò ad amici…ma dite che anche lo
    scambio viene considerato clandestino? Comunque i miei pomodori tutti bio di quest’anno hanno rimepito la pancia della mia famiglia ( allargata a parenti e amici) per 3 mesi!
    Il primo risultato di cui vado fiera, visto che non ho mai fatto la contadina prima e sto imparando leggendo di te Ste e di altri come te, grazie!
    un abbraccio dalla romagna ,
    valverde

  6. gnavi 14 novembre 2009

    Già da tempo, grazie alle normative europee sulla sicurezza alimentare recepite dall’Italia, se volete fare una torta per festeggiare il compleanno di vostro figlio all’asilo, non potete più, ma dovete comperarla in un negozio, che a sua volta si prende la responsabilità di garantire e certificare gli ingredienti… e presentare alla maestra lo scontrino di acquisto…

    Idem si può dire, quotando ilfoto, per un formaggio spettacolare come il bitto, fatto da sempre in alpeggio, all’aperto, tra quattro sassi e un telone…

    Ste, a me questa europa che ci dice anche come devono essere curve le banane per chiamrsi banane, non la sopporto più… sembra sempre di più uno stato poliziesco di stampo sovietico…

  7. Claudio 14 novembre 2009

    “sembra sempre di più uno stato poliziesco di stampo sovietico”

    Perche sovietico???????!!!!

  8. Geppetto 14 novembre 2009

    Curioso, proprio oggi ho scoperto alcune cose sulla nostra cancelliera e sui suoi amici che anche la mia amata Germania, per come ne stanno distruggendo tutto cio’ di giusto che c’era, mi viene a noia.

    Ste, in Svizzera c’e’ ancora il culto della liberta’, il rispetto per il cittadino, e piu’ democrazia?

    O anche li’ sei per lo Stato ed il Capitale, ovvero per quei mille che comandano, una nullita’ da spremere e schiacciare?

  9. ste 14 novembre 2009

    E’ lo Zeitgeist all’opera ovunque, sembra finché non è fatto a pezzi tutto non smettiamo. All’origine è spesso il pensiero economico che invade campi non suoi.

    Esempio: oggi a Prima Pagine rai3 hanno parlato del “controllo di qualità” del “prodotto sentenza”… e così in campo scuola, medicina ecc ecc.

  10. Geppetto 15 novembre 2009

    Svizzera o forse i paesi scandinavi: mi guardero’ intorno.

    Ad ogni modo credo che la Svizzera sia un paese molto civile e democratico.

  11. sorgentedelvino 17 novembre 2009

    beh… mi pare che il problema sia abbastanza tanto sentito da parte dei produttori, ma anche la gente che mangia e beve sta alzando le orecchie…
    avevano già iniziato a parlarne con Agricolturacontadina
    io personalmente lo sento, eccome se lo sento: mia zia ai tempi dell’aviaria ha sterminato tutte le galline perché non ne poteva più di fare della carta!

  12. cosimo 20 maggio 2012

    domandina,ma dove si possono trovare i prodotti di genuino clandestino???

  13. ste 20 maggio 2012

    Da quanto so è (o era) un mercato nel Bolognese.

Commenti chiusi.

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