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Social network, crisi bancaria e tu

Grazie a Briblo il contadino ha scoperto kiva, uno delle meraviglie di internet in quanto il prestito va (quasi) da persona a persona. Non è stato facile selezionare a chi destinare il suo microcredito e ha anche qualcosa di abbastanza strano selezionare e cancellare con il mouse i richiedenti, chi ha denaro è come un Dio che decide i destini.

Tra gli agricoltori purtroppo molti vogliono usarlo per comprare pesticidi, concime chimico e magari pure del semente Monsanto – un vero dilemma che rende ben chiari i problemi. Alla fine i suoi soldini andranno in Samoa, Cambodia e Azerbaijan.

8 commenti

  1. Bricke 24 agosto 2009

    Sono quelle rare occasioni in cui sono contento di continuare l’avventura del mio blog. Quando posso far conoscere qualcosa di nuovo al contadino (di solito è il contrario), son soddisfazioni, e poi lui ha molti lettori più di me 😛

    Mandiamo a quel paese le banche con i loro supermutui e superinteressi.

  2. am 26 agosto 2009

    non è mia intenzione rompere le uova nel paniere ma (dal sito
    ”To break even on the $500 loan, the MFI would need to collect interest of $50 + 5 + $25 = $80, which represents an annual interest rate of 16%. To break even on the $100 loan, the MFI would need to collect interest of $10 + 1 + $25 = $36, which is an interest rate of 36%”

    ciccio al 36% li so prestare anch’io.
    Mai sentito meglio poveri che indebitati?

  3. ste 26 agosto 2009

    Fai bene a toccare le uova nel paniere. Nel primo entusiasmo per me era chiaro che non ci sono interessi, o magari nella misura dell’inflazione o poco più. Invece sembra di no.

    The global average is about 35 percent, but the average in Mexico is above 60 percent and in Sri Lanka is below 20 percent.

    Ecco un estratto delle condizioni di uno dei partner:

    The maximum term is 12 months and the interest rate is at 3% per month on outstanding balances. Interest is paid monthly and the capital can be repaid at any time during the loan cycle, usually at the end. There is no penalty or fee for partial or full pre-payment of the loan principal.

    Sicche sono 36%/anno. La realtà in loco sembra questa, ma nessuno vieta di cambiarla, e forse con il metodo di Kiva si riesce di abbassare i costi/interessi, spero.

  4. mrm 26 agosto 2009

    quindi mi state dicendo che la signora a cui ho prestato 150 dollari due anni fa ha pagato il 30% di interessi?
    ammetto di non avere indagato molto allora….:-(
    che dire, consolarsi pensando che altrimenti sarebbe andata peggio?
    boh.
    devo dire che quando mi ha restituito il prestito ero tornata sul sito e qualcosa non mi era piaciuto (qualcosa che non ricordo) e non li avevo ri-prestati, posso sperare che magari a quei tempi fosse diverso?
    🙁

  5. mrm 26 agosto 2009

    sono andata a vedere.
    avevo prestato nell’ottobre 2006 e sono tornati nell’ottobre 2007.
    mi sono ricordata che quando sono tornati ero andata sul sito e, siccome la cosa era appena andata in televisione da qualche parte in america, c’era addirittura un eccesso di prestatori e scarsezza di richiedenti….allora mi sono ripresa i miei soldi (vabbè, ci ho rimesso col cambio) e me ne sono andata, che non mi piaceva più.
    questa la mia, diciamo, esperienza.

  6. am 27 agosto 2009

    Ste, Ho paura che il tasso di interesse sia ancora di piu’ (!!!) Se loro dicono interesse annuo del 36% vuol dire TAN=36% ma il tasso di interesse è maggiore; esempio:
    Prendo mille euro al tan36 e restituisco in 2 rate semestrali. rendo 1000+360, se restituissi al tasso del 36% sarebbe :
    500+interessi(36% su 1000 X1/2 anno)=500+180(i) [1 rata]
    500+interesse(36% su 500 x 1/2 anno)=500+90(i) [2 rata]
    quindi al tasso del 36% rendo 1000+270(i) e non 1360
    Il TAN è diverso dal tasso di interesse effettivo .

  7. ste 27 agosto 2009

    Ci sta, ma sembra che la realtà dei microcrediti nel terzo mondo funziona così, e io non ho la competenza pratica per dire a loro come devono fare. Sono imprese bancarie in tutti gli effetti a quanto sembra, solo che danno credito a persone che finora non potevano accedere a nessun prestito.

    La mia idea sarebbe che magari i costi alti della gestione dei crediti vengono pagati con i soldi destinati allo sviluppo per il terzo mondo. In un paesino africano in Namibia con 1000 abitanti danno come esperimento un reddito di base di $9a testa al mese, finanziato con donazioni. Non sarà facile nemmeno questo.

  8. gennaro 28 agosto 2009

    allora meglio le banche, almeno si prendono loro il rischio di insolvenza.
    Questo giochino ora si puo’ fare anche in italia fra italiani; c’e’ un sito dove puoi prestare i tuoi risparmi ad altre persone; non lo nomino in quanto li detesto, mi manda ai pazzi che si pubblicizzano come “social lending” raccontandoti che rappresentano il nuovo modo per prestare soldi direttamente a chi ne ha bisogno. Loro si prendono le loro commissioni come le banche ma il rischio d’insolvenza te lo prendi te.
    Incredibile! che disonesta! queste sono imprese a fine di puro lucro che si spacciano per microcredito…
    E quei cretini di AAM terra nuova, per ignoranza o per soldi, gli han fatto anche una gran pubblicita’.
    Il vero microcredito e’ quello delle MAG… purtroppo non facili da raggiungere…

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