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Due parole

sono forse anche troppe adesso. Più che altro non sono neanche parole sue, ma perle trovate tra le macerie, citati a memoria:

“Quando sento il terremoto mi prende una estrema freddezza e chiarezza: prendo lo stretto necessario (…) e se poi dopo sarà necessario da farsi una nuova vita – pace.”
donna alla radio

“Non è il terremoto che uccide, sono le case”
Archtitetto, radio3

Poi c’era questa storia intorno Gioacchino Giampaolo Giuliani, se sono prevedibili o meno. Nel calendario delle semine di M. Thun ci sono sempre due o tre giorni ogni mese con “tendenza a terremoto” e lunedì era uno. Per curiosità il contadino ha confrontato la lista dei terremoti con i calendari vecchi dal 1992 fino adesso. Tutti tranne due erano nei giorni critici o uno, due o tre giorni spostati. Ma come hanno detto: non servono a nulla, le previsioni generiche, ma forse qualche subappalto meno e un cemento migliore faranno miracoli.

calendario.jpeg

2 commenti

  1. dimitri 9 aprile 2009

    Le case andrebbero fatte di legno, e invece il mio Comune NON ME L’HA CONCESSO!
    Così adesso vivo, come tutti voi, anche io in una BARA DI CEMENTO.

  2. meeme 10 aprile 2009

    “Non è il terremoto che uccide, sono le case.
    Soprattutto le librerie, che nessuno fissa mai ai muri”
    Questo l’architetto aveva detto in televisione la sera del 6 aprile e mi si è marcato a fuoco nella memoria.
    E so già che la mia libreria pesantissima di legno massello rimarrà così, appunto non fissata al muro.
    Giornalista n°1
    “Purtroppo non ci sono più dispersi”

    Giornalista n°2
    “Speriamo di potervi annunciare di aver trovato altre persone e non corpi”

Commenti chiusi.

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