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Domanda ammissibile ma non finanziabile

chioccia

Dunque, il blog ha detto che ha fame e vuole un post e il contadino obbedisce, anche se c’è poco da raccontare – sono sempre variazioni delle stesse cose che succedono in campagna tutti gli anni. La vigna è quasi legata grazie alla manodopera della wwoofer, gli orti coltrati e pure il campone in Val di tegoli per l’erba medica; le prime patate seminate, sono nati gli zucchini e i pomodori nel tunnel, potati i primi olivi, portato via la seconda massa di letame (quattro viaggi in vigna e il resto agli ulivi giovani) poi c’era la gallina a covare la sera sulle uova e l’ha messo a fare la chioccia. La stalla è piena di agnellini, spesso gemelli e una ha fatto pure tre e da ieri si fa un formaggio e la ricotta ogni giorno.

L’apicoltore ha riempito le sue due postazione con dei sciami sostituendo le arnie morte (7 su 37 in una, non male per come stanno andando le cose con le api) e sono pronte per andare nell’appennino. I peschi fioriscono, la prima grandinata ha picchiato sodo ma a due chilometro di distanza e fa piuttosto freddo ancora e lui pensa che l’annata promette bene perché ha piovuto tanto e il freddo ha fermato la natura, c’era un inverno vero.

E questo è l’ultimo anno di questa aziendina biologica certificata: Domanda ammissibile ma non finanziabile significa niente più contributi (ca € 1800/anno gli ultimi cinque anni) e quindi le spese di 340,00 per la certificazione sono diventati inutili (e chi compra l’olio qui si fida del contadino) – a parte il fatto che sembra proprio che per ogni agricoltore in campo ci sono tre burocrati a Bruxelles, due alla regione e tre nel organismo di controllo. La provincia ha spartiti i pochi soldi arrivatoli da Bruxelles tra i bieticoltori che devono smettono (chiuso il zuccherificio), la piantagione dai pioppeti e misure infrastrutturali e per il biologico è rimasto poco.

15 commenti

  1. Vittorio B. 25 marzo 2009

    E con il Global Green New Deal come la mettiamo allora?

    Saluti da un desolatissimo cittadino 🙁

  2. ste 25 marzo 2009

    Cambia mica nulla per la terra qui, era coltivata bio vent’anni fa come lo sarà i prossimi anni, sparisce solo un azienda dal registro degli operatori biologici, qualche cartaccia e una cartella all’ICEA.

  3. Alberto Fatticcioni 26 marzo 2009

    Ma perchè tutti vogliono lavorare in un ufficio e nessuno nei campi??? Quelli che lavorano in ufficio mangiano perchè c’è qualcuno che lavora la terra per loro… e non viceversa!
    L’integrità di un contadino che ama la terra ed il proprio lavoro vale più di ogni certificazione “bio”…

  4. Geppetto 26 marzo 2009

    Quelli che lavorano in ufficio, ci lavorano, perche’ da piu’ di un secolo ci sono le macchine che lavorano per dieci, cento, mille omuncoli.

    I parassiti del governo magnano perche’ ci sono i contribuenti che danno loro da mangiare.

  5. Joe 26 marzo 2009

    Io lavoro in ufficio ed anche in officina. Il fine settimana, e quando non arrivo a casa troppo tardi, preparo l’orticello che quest’anno sarà grande. E sono arrivate le galline…

    La mia vita è cambiata, 3 mesi a casa senza stipendio, mangiando pane vecchio e scaldandomi con la stufa a legna mi han fatto capire tante ma taaante cose…

  6. Vittorio B. 27 marzo 2009

    @Ste

    Se il cittadino potesse, ma c’è troppa distanza, verrebbe dal contadino a rifornirsi d’olio e di altro. Certo si fiderebbe.

    Accade però che tra il cittadino e la maggior parte degli agricoltori biologici pure c’è troppa distanza. Il cittadino deve andare al mercato e come fa, allora, se vuole bere o mangiare biologico?

    Il cittadino non conosce i produttori e ha bisogno quindi che qualcuno, un soggetto terzo e affidabile, gli garantisca l’origine biologica dei prodotti che vuole mettere in tavola. Questo soggetto terzo è il certificatore. Sul banco del mercato, lo strumento della garanzia al consumatore è la certificazione riportata sull’etichetta.

    Senza la forma della certificazione, sul banco del mercato il prodotto biologico non sarebbe più riconoscibile dal non biologico. Nella prospettiva del cittadino, quindi, nessun prodotto sarebbe biologico anche se lo fosse nella sostanza.

    Se oggi dal registro degli operatori biologici si cancellasse una azienda, domani fossero due e dopodomani 100 e poi mille?

    Fosse questa la tendenza, in breve potrebbe non esserci più un registro degli operatori biologici.

    Con quale strumento, allora, il cittadino curioso potrebbe sapere chi produce biologico e dove, quanto e cosa produce?

    Come potrebbe saperlo la politica?

    Senza registri, senza certificazioni, senza più riconoscibilità sul mercato, si potrebbe ancora considerare la bontà del biologico in termini di sostenibilità economica e ambientale?

    Si potrebbe, quindi, e avrebbe senso ragionare di un Global Green New Deal?

  7. ste 27 marzo 2009

    E’ verissimo e va bene per i grandi produttori. Ed è strano che chi produce biologico deve pagare a compilare montagne di cartacce mentre chi avvelena meno.

    Ma dal punto di vista dell’aziendina che non etichetta e vende direttamente gli oneri sono troppi: dalle 10 euro/lt d’olio quasi uno va alla certificazione che non si usa…

  8. Geppetto 27 marzo 2009

    Sono 40 anni che vengono sistematicamente realizzate cazzate di dimensioni colossali sulla pelle del contribuente e quello sono 40 anni che dorme.

    Pensare che gli bastava il cervello per capire.

    Ma evidentemente il contribuente deve vivere sulla propria pelle il dolore cocente della sua stupidita’, prima di agire.

    Col senno di poi, vedo che e’ stato cosi’ anche nei secoli passati, quindi ho solo riscoperto l’acqua calda. Il mio problema e’ che stento a crederci.

  9. Geppetto 28 marzo 2009

    Ste: i tuoi 1800,- sono per esempio qui
    http://www.aspoitalia.it/blog/.....es-avanza/
    e qui
    http://www.kitegen.com/index_it.html
    entrambi finaziati dall’UE.

    Joe: il tuo sussidio di disoccupazione se li sono mangiati gli interessi del debito pubblico, cioe’ sono finiti in tasca al mondo finaziario e te, dopo essersi svenato di tasse, mangiavi pane e cipolla. Fra un po’ nemmeno la cipolla perche’ si deve progettare il ponte sullo stretto, per unire due tra le aree economicamente piu’ depresse in Europa.

  10. Geppetto 29 marzo 2009

    In effetti se penso agli incentivi alla rottamazione auto, moto etc. (ora anche in Germania – ladroni parassiti anche li’, ve lo assicuro), tanto per citare un esempio, i due esempi di spreco citati sopra spariscono.

    Certo che abbiamo messo su un bel sistema politico se mancano 1800,- per i contadini bio, ci fottono le nostre pensioni, c’e’ il precariato, quando (non se, quando) ti ammali devi pagare per essere curato e se non hai i soldi, crepa!, ed il nostro lavoro, i nostri soldi, vanno ad ingrassare le oligarchie, i parassiti statali, i prepensionati, le rendite dei politici e delle multinazionali, e servono a finanziare guerre ignominose. Ah! e ladri e stupratori sono a piede libero perche’ non ci sono soldi per carceri modello.
    Questo solo per citarne qualcuna.

    Mi chiedevo: in Svizzera c’e’ tutta questo letame anche li’?

  11. dimitri 31 marzo 2009

    io sono impiegato, ma MI PIACEREBBE LAVORARE LA TERRA E CAMPARCI!CE L’HO NEL SANGUE!
    la fatica fisica non mi spaventa.
    ho una casetta, un ettaro di olivi e uno di bosco, ma sono TUTTI GRAVATI DA MUTUO!
    il problema? è che se non faccio l’impiegato, col cavolo che me lE PAGO LE RATE DEL MUTUO!
    come faccio a fare il contadino se di mio non ho neanche 1 metro quadro di terra?
    solo i possidenti possono fare i contadini?
    facile parlare, quando si ha una terra…
    se non si posside una terra, l’unica cosa da fare è l’impiegato.
    ma ditemi se sbaglio!

    L’impiegato

  12. ste 31 marzo 2009

    Hai ragione, la terra dovrebbe essere comunale e data in gestione, in un mondo ideale. Ma sai che dall’altra parte qui ci sono ettari e ettari che nessuno vuole lavorare (perché perderebbe soldi), oliveti che verranno o sono già mezz’abbandonati?

  13. dimitri 31 marzo 2009

    e dove sono? e credo che anche quelli non siano gratis…

  14. ste 31 marzo 2009

    Dipende dai padroni, adesso abbiamo un ettaro o più per il fieno, se decidono di vendere addio, senno per anni, non si sa. Se te la danno la danno gratis, contenti se tu tieni pulito, ma da anno a anno, se cambiano idea te vai.

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