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Nota al margine (nucleare)

In Germania mettevano dal 1967 al 1978 126.000 fusti con rifiuti nucleari (per il 70% provenienti dall’industria nucleare secondo Greenpeace) in una vecchia miniera di sale, Asse. Adesso entra acqua dappertutto, tanti fusti si sono corrosi, si forma una poltiglia radioattiva e la miniera rischia pure anche di franare. I costi sono di 2,5 miliardi o più.

Indovinate chi paga e chi non vuole pagare.

Aggiornamento: A “Prima Pagina” Radio3 stamattina parlavano molto della faccenda (o come buttare gli ultimi quattrini italiani al vento) e si usava molto la parola “Asse” ma non la miniera di sale tedesca una volta ritenuta sito ideale per le scorie ma quella Italia-Francia. Uno dei “esperti” diceva in un giornale che ormai è facile: si fondano le scorie in vetro col piombo (il piombo è salito da €900 a €3000 negli ultimi anni) e si mettano in vecchie miniere di sale: “Il sale indica che lì l’acqua non è mai passata, unico rischio di spargere la radioattività.”

Peccato il mondo non segue gli esperti come insegna il caso tedesco. L’unica speranza è una bella bella inflazione e lo stato in bancarotta?

2 commenti

  1. francesca 1 marzo 2009

    Forse finirà come il ponte di Messina: non metteranno mai giù neanche un mattone per le centrali (magari) ma tanti soldi saranno devoluti agli amici degli amici degli amici che devono progettare, pianificare, calcolare etc. etc. Molto alla Berlusconì.

  2. […] che stimato prima (16′100 contro 1300 contenenti materiale media-radioattivo) nella vecchia miniera di Asse in Germania, quella con l’acqua radioattiva in giro che deve essere […]

Commenti chiusi.

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