Vogliaditerra

13 novembre 2017

Rossellino o no?

Tra gli ulivi che coltiva il contadino c’è una pianta immensa, vigorosa e con foglie molto grandi che ha resistita bene alla gelata dell’85. In tutta zona ha trovato tre piante sole.

Con il leccino ha in comune la resistenza alla rogna, la quasi assenza di polloni, la resistenza al freddo, con il frantoio il portamento delle olive e l’invaiatura scalata. Si può anche dire che ha un alternanza spiccata, tipo 3 cassette poi l’anno dopo 2 kg. Visto le sue proprietà il contadino l’ha innestato in posti dove il frantoio produceva poco e adesso avrà una trentina di quelli. Quest’anno ha fatto cosa voleva fare da tempo: frangerle da sé: hanno reso il 14,9% verso 13% di una partita di quasi solo leccino. L’olio non pizzica quasi niente ma ha un bel amaro fruttato, adesso va visto nel tempo.

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Al frantoio hanno nominato la varietà “Rossellino”, alcune cose delle descrizioni in rete corrispondono altre no (foglie piccole). Qualcuno lo riconosce?

Commenti:


  1. Con quelle caratteristiche e’ una bella varieta’ ma non e’ facile classificarla specialmente se e’antica e poco diffusa…potrebbe essere in effetti il Rosellino Cerretano ma come dicevi non torna la foglia…In rete c’e’ un documento in pdf dell’ARSIA che non sono riuscito ad allegare ma che puoi trovare cercando “germoplasma olivo toscana” molto interessante …tantissime varieta’ quasi sconosciute molto legate al territorio originario di provenienza..Fammi sapere se l’hai scoperta


    fabio

  2. Grazie della segnalazione, penso che il pdf sarebbe questo http://www.ivalsa.cnr.it/filea.....iccolo.pdf

    il candidato più probabile rimane il rossellino cerretano; ho visto che molti nomi usati qui non tornano, probabilmente già i nomi cambiano ogni 5km… qui ho sentito uisare come sinonimo “morchaie” per il leccino e il frantoio lo chiamano “grossaie” e nel pdf sarebbero due varietà distinte, il mignolo poi è diverso ancora, sarebbe più il mignolo cerretano del pdf. Sembra anche che ho delle piante di “americano”, nato da seme però.

    Una cosa che ho verificato trapiantando un frantoio (grossaio) da una zone ad un altro che il terreno, il luogo, ilmicroclima e quant’altro incide parecchio sull’aspetto dei frutti e a della pianta: il grossaio in questione nel primo posto non produceva mai grossaie degno del loro nome (grosse) mentre nell’altra zone sì.


    ste

  3. Si Ste il pdf e’ quello…Come hai visto ci sono moltissime varieta’ ma che prendono localmente sinonimi rendendo il riconoscimento ancor piu’ difficile.Hai un oliveto ben differenziato con olivi particolari, caratteristica positiva anche per i risultati in olio. Da me solo le varita’ piu’ comuni Leccino,Frantoio,Moraiolo ,Pendolino e Razzo.Solo una decina esistevano gia’ prima che iniziassi a piantare dopo la gelata dell’85… presi cio’ che i vivai proponevano…ancora non esisteva la cultura del recupero delle varieta’ minori


    fabio

  4. Quando ho tempo e voglio farò un elenco delle varietà, oggi mi è capitato un altro olivo che anni fa ho innestato su altri due perché ce n’era solo uno: olive tonde, ha dei colori rosa bellissimi ma non è per niente adatto a una olivicoltura razionale… cresce a modo del moraiolo, tutto dritto, poco vigoroso e difficile da potare. Poi solo delle mignole ci sono sei o sette diversi.


    ste

  5. Ho visto che innesti a corona, pensi sia possibile innestare a scudo olivi adulti senza intervenire con capitozzature sulle branche principali al momento dell’innesto? Sto pensando di innestare dei Frantoio che fanno poco ma sono piante bellissime e hanno trent’anni…


    fabio

  6. Ho provato solo una volta senza successo, anch’io avrei delle piante da innestare che hanno già la corteccia ruvida adulta e non so bene come fare. Ma credo che anche quest’innesto ha bisogno di scapitozzature altrimenti non butta l”occhio.


    ste

  7. Cercando un po’ ho trovato questo video credo girato in Puglia https://www.youtube.com/watch?v=fiRMjQZftn8


    fabio

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