Vogliaditerra

3 maggio 2012

Lo stato del paese

Il contadino sente che in Spagna ci sarebbero seminate dappertutto le ruine della speculazione edilizia, il segno fisico dei errori economici. Qui dopo l’olivo che ormai di regola è inselvatichito vengono pure abbandonate le vigne adesso, nel empolese ha visto ettari di bianco non potato, e pure il suo vicino le prode di rosso volevo dare a uno in cambio di un paio di damigiane: non l’ha trovato.

C’è qualcosa di profondo che non va. Anche se qualcuno è entusiasta sul “polmone verde che cresce”, è solo abbandono.

Commenti:


  1. Condivido in pieno che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’abbandono dei campi. Dicono che dipende dai costi di produzioni che sono saliti; ma allora quando saliranno ancora di più i costi – a causa del peak oil – allora verranno abbandonati ancora più terreni, il che vuol dire che non ci rimarrà più nessuno sui campi? La verità è che i prodotti agricoli hanno un a remunerazione troppo bassa per chi li produce e troppo alta per chi li commercia


    Arturo Tauro

  2. Ciao,
    triste ma vero.

    Il mio campetto è stato tagliato a fieno per anni, ora il vecchietto non ce la fa più e mi ha lasciato il “problema”.
    Ho comprato una vecchia BCS del ’64 (anzi 2, una come ricambi!), e sto tagliando pian pianino tutto. Ho ancora il problema dell’erba che nessuno vuole (non ho mezzi per raccoglierla, e comunque non saprei cosa farne, oltre al letto per le galline e per l’orto sinergico), quindi sfalcio e lascio lì. Non ho alternative per ora, qui la campagna si sta lentamente disseminando di rotoballe abbandonate lungo i campi…

    In compenso, ho piantato un centinaio di piante, perlopiù autoctone o allocnone, che nel tempo mi daranno legna da ardere, frutta e… un terreno compatto, protetto e pronto per far ripartire la vita.

    Il problema è che la manutenzione del campo mi porta via almeno una giornata alla settimana; ma per me è un dono, non un problema. Godo a sentirmi partecipe di una rinascita che pochi possono comprendere. Ed è anche merito di Ste, di Harlock, di Barba etc… che hanno contribuito a farmi aprire un pochino gli occhietti…

    My2eC

    Saluti
    JS


    joe

  3. io come ti dicevo nel mio microscopico il mio l’ho fatto 🙂
    adottati (in cambio di €€€ 🙂 ) 23 ulivi e 2540 mq di terreno incolto.. gli ulivi erano 5-6 anni che non li potavano, ieri ho bruciato i residui di potatura erano 2 montagne, il fuoco quasi si vedeva da casa tua.. domani dovrebbero venirmi a lavorare un pezzo di terra per fare il granturco.

    gli ulivi abbandonati sono una vergogna punto e basta, ma di vigne però ho l’impressione che se ne siano piantate troppe. pensiamo che sino a fine ‘800 le vigne non esistevano, c’erano solo prode lungo ai campi intervallate da aceri o frassini..


    barbara m.

  4. dimenticavo, scusate.
    qui in pianura i campi sono al 70-80% abbandonati, ma provate a sentire se vendono!
    io sono impazzita per mesi per trovare questo francobollo di terra in vendita, avrei preso anche qualcosa di più grande, ma era impossibile trovarlo, nessuno vende, chi ha voglia di coltivare non trova terreno, almeno questa è la mia esperienza.


    barbara m.

  5. Anche da parte mia ho cercato di fare il mio dovere, 6000 m quadrati bonificati e ripristinati al vecchio servizio 🙂
    Fa piacere che il mio pseudonome è affiancato a quello di ste, per me ste è un’icona!!


    Harlock

  6. Macché icona 😉

    Ci sono tanti fattori che si accumulano e incrociano, gli animali spariti, l’erba superflue da trinciare, gli appezzamenti piccoli, spese grandi e prezzi ridicoli. Ma chiaro è questo: non è il lavoro che ci manca, per niente. Semmai è il lavoro pagato. E penso che in fondo si deve fare la cosa giusta e separare il lavoro dai mezzi di sostegno minimi.


    ste

  7. Anche nel senese gli oliveti abbandonati aumentano di anno in anno, e da due anni la stessa fine la stanno facendo anche i piccoli vigneti: il vecchio pensionato che non ce la fa più, il contadino che lascia tutto perchè l’uva la portava alla cantina sociale e da un pò non gli tornano più i conti… Sentivo che in Piemonte le superfici vitate sono diminuite del 0,4%, ma le aziende del 42%…
    Ogni anno al Podere arriva qualche piccolo proprietario a chiederti la gestione della sua terra in cambio di un pò di vino o di olio… Chi vende chiede ancora prezzi stratosferici, ma durerà poco…
    Chi può potrà comprarsi intere fattorie a pochi €/ha…


    gnavi

  8. purtroppo nelbosco l’ultima volta ci sono stato ieri.
    mi veniva da piangere.sono molti anni che lo dico anche alle gurdie forestali, che non si può lasciare
    queste devastazioni.(perche di devastazionisi tratta)
    putroppo per me ho già qualche anno,sono nato nel bosco,avedere certe cose mi vien da piangere.


    giordano

  9. Ciao,
    oggi al ritorno dal lavoro ho inforcato la BCS, riempito il serbatoio, ingrassato i giunti, controllato l’olio e via. Ho tagliato metà del campetto, quello con i gelsi attorno.

    Avevo già tagliato 3 settimane fa, purtroppo tra brutto tempo e tempo carente mi sono preso tardi. Una 30ina di cm di erba, è il secondo sfalcio serio. Ora l’erba giace nel terreno, e mi piange al cuore che non ho niente per raccoglierla, e nessun uso diretto da fare. Che peccato. Un po’ la userò per l’orto sinergico, un po’ per le galline, ma poca cosa. Il sogno di fare un covone è inpraticabile. Mi stringe veramente il cuore di lasciare lì quell’erba…

    SAluti
    JS


    joe

  10. Dal sito dell’Associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus:

    In dieci anni la Toscana ha perso il 38 per cento delle aziende agricole e 100 mila ettari di superficie coltivata, pari al 12 per cento del totale, ovvero 6 volte più della media nazionale (2 per cento) e superiore a quello dell’Italia Centrale (9 per cento). Sono “dati devastanti” commenta la Cia Toscana sul 6° Censimento generale dell’agricoltura 2010 reso pubblico dalla Regione Toscana.

    (Ma dove va a finire l’agricoltura Toscana?)


    Vittorio B.

  11. Non manca mica il lavoro,manca solo la possibilità di farlo.


    ste

Disclaimer

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore declina inoltre ogni responsabilità per un eventuale cambiamento di vita, anche drastico, come effetto collaterale di una navigazione incontrollata all'interno del sito. Punto. E ci vuole pure una pagina con le norme sulla privacy.


Vogliaditerra funziona con Wordpress - 75 queries in 1,539 secondi | Layout (modificato) da GPS Gazette

Continuando navigare nel sito accetti l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi