pensieri agricoli archiviati
Lunedì 21 Agosto

Freak weather can undo everything

Pare che la raccolta di basilico nel Genovese è distrutta al 80% .
Il titolo si tradurrebbe con "E' la stagione che comanda".

Ma ha colpita un po' ovunque, il maltempo. L'agricoltura assomiglia sempre di più a un gioco d'azzardo.

Riso, mais, cereali, foraggio, vigneti, frutteti, ortaggi, uliveti, ed ora anche produzioni di qualità e a denominazione d'origine come il Basilico Genovese Dop e le nocciole piemontesi. I danni causati dal maltempo nelle campagne del Nord Italia sono pesantissimi. Si profila una "ferita" di circa 1,5 miliardi di euro.

Venerdì 4 Agosto

Non venite a dire

...al contadino che sono belline , tenerine e quant'altro. Un ambiente agricolo ne sopporta pochi, evviva la volpe e i cacciatori, siamo mica in una zoo: Uccidere un cerbiatto costa 40 euro

Sono peggio delle capre. Pianti un olivo te lo mangiano...

Giovedì 3 Agosto

Indietro in avanti

Che la scomparsa degli animali da lavoro era l'inizio del degrado del agriColtura il contadino l'aveva già detto (pare che tutto l'ha già detto, solo che non se ne ricorda). In un post su Ecoblog si vede cos'era successo in Cuba quando scarseggiava il petrolio.
Da notare le galline o simile a beccare. Un vecchio vicino raccontava come prima c'erano sempe i polli dietro a coltro, ora invece no perché non c'è più niente da beccare nella terra morta.

Trasformare l’agricoltura convenzionale in una di tipo sostenibile è stata, per Cuba, una scelta dettata dalla grave situazione economica venutasi a creare dal periodo post-sovietico e protrattasi fino ai giorni nostri. La crisi non permette più un elevato utilizzo di combustibili, fertilizzanti e antiparassitari chimici d’importazione. Il popolo cubano ha saputo però fare di "necessità virtù", rispondendo alla necessità di raggiungere l’autosufficienza alimentare sostituendo i prodotti importati con mezzi locali, tramite la lotta biologica e la trazione animale. I risultati non hanno tardato ad arrivare ed ora l’intera politica agricola del paese è volta allo sviluppo di nuove tecnologie, all’organizzazione alternativa del lavoro e alla preservazione dell’ambiente.

[tratto da qui]

Lunedì 24 Luglio

Come far smettere Beppe (storia di legislazione alimentare ordinaria)

Beppe era una minaccia alla salute pubblica. Lui fino qualche anno fa aveva una sessantina di pecore, ammazzava gli agnelli per i suoi clienti, soprattutto di natale e verso pasqua, poi gli mungeva, faceva formaggio e ricotta e lo vendeva a chi lo voleva e con il letame governava i suoi trecento olivi.

Ma ad un certo punto vennero i veterinari dell'Asl e dicevano: "Beppe, ti ci vuole la stanza piastrellata alta, il refrigeratore per il latte, l'acqua comunale, un corso come lavorare gli alimenti, il registro hccp e il lavandino con i pedali. O tu hai solo trenta, massima quaranta pecore e firmi che col latte fai due formette giusto per te."

Beppe vendette la metà delle pecore, continuava di ammazzare agnelli e mungere le pecore.

Venne di moda la tracciabilità, cioè dopo trentadue scandali alimentari pensarono che il consumente dovrebbe poter leggere in etichetta da dove viene quello che compra per mangiarselo (quelli che comprarono gli agnelli, la ricotta e il pecorino da Beppe però erano gia avanti: sapevano a 100% da dove veniva).

E siccome sono dei buoni organizzatori di burocrazia decisero di fare una bella l'anagrafe ovina. Ogni pecora e ogni capra della penisola avrà il suo passaporto, uno o due numeri auricolari la quale perdono in media dopo due anni, si saprà che il tale commerciante con il tale numero di targa munito di tale documento di trasporto ha caricati i tali agnelli per farli ammazzare in quei luoghi con una atmosfera tale di far paura anche a te, chiamati macelli pubblici.

Dopo tale ore. Prima ci mettevano neanche dieci minuti.

Fine della storia a scelta:

a) Beppe ha smesso di tenere pecore. La terra sua ritorna macchia e gli olivi gli concima con la roba del consorzio agrario.

b) E diventato criminale. Tiene ancora pecore e compila un registro di carico/scarico con dati fasulli che spera guarderà mai nessuno.

Giovedì 13 Luglio

Quando c'e il raccolto e quando no

patate nuove

Ieri e oggi il contadino ha cavato le patate e ne ha trovato un quintale circa. L'anno precedente non pioveva mai di primavera e ha�trovato quello che ha piantato (si fa per dì,� il doppio era, forse). Visto che comincia di mancare pure il grano lui è contento. Una delle poche cose che vanno bene, ultimamente.

Di questi tempi si usava fare la marmellata di susine, per tanti anni. La collina era piena di queste piante selvatiche e per terra si trovavano quintali, senza scherzi.� Fatto sta che a) le piante stanno morendo tutte b) quelli che sono ancora mezzo vivo son vuote. E pure il pero di San Giovanni. Cascavano e c'era mezzo quintale anche lì sotto.� Ora è�due anni che rimangono attaccati in cima cotti dal sole, quei pochi che ci sono, e l'albero fa paura a vederlo. Troppo caldo di giugno.

Erano le sette di mattina, quando li ha cavati, ed è arrivato un fuoristrada con due cacciatori (che conosce bene) e hanno liberati dei fagiani. Quando le pecore avevano finito di mangiare verso le nove perché loro non riescono a mangiare quando fa caldo sono saliti tutti quanti a casa e sono andati nella stalla, dove l'uno voleva mungere le altre. E davanti c'era un fuoristrada con due cacciatori (che conosce bene) e hanno liberati dei fagiani.

"Noi si buttano qui, così almeno c'hanno l'acqua, per via delle pecore."

Ma hanno anche detto che lo sanno che nessuno di questi sarà ancora vivo quando apre la caccia. Il contadino in fondo gli vuole anche bene, ai cacciatori, hanno passione, sono sempre meno, e sono insieme ai contadini gli unici che vivono la campagna.



Venerdì 19 Maggio

La diretta (del fieno)

Finiamo questa diretta, dunque. Sono rimaste una quarantina di presse sul campo sotto casa, ma solo perché sabato sera all undicesimo viaggo il motocoltivatore forava. Con il cielo sul grigio-nero il contadino andava pure a coprire il fieno ammassato, ma come quando uno esce con l'ombrello non pioveva mica poi.

Domani si rama la vigna poi lotta all'erba dappertutto.

Venerdì mattina: ranghinato sotto casa e anche il prato nel oliveto, si pressa domani. Il contadino si meravigliava quanto è veloce l'ombra di un elicottero. Passava il campetto in un attimo, e pure a vederli volare sembrano lenti. Forse l'ombra è veloce come l'elicottero stesso, sarà la scienza a dare una risposta.

Di pomeriggio portato 140 presse a casa. Altri tre viaggi sono ancora sul campo. Bisogna fare anche una massa fuori, senno non c'è più posto per il terzo taglio nella capanna.

Giovedi pomeriggio: Fatte più di duecento presse. L'unica cosa che non andava bene era il puzzo della biscia (niente foto, c'è un limite a tutto) che finiva tra le lame della BCS. No, anche questi cosi che nevicano dei pioppio insomma si starebbbe meglio senza.

Ecco la pressa e il primo viaggio, 28 presse.

mercoledì sul mezzogiorno, dall'trattore.

Se volete bene al contadino non fate piovere fino domenica.

Domenica 7 Maggio

Pesce pollo pazzo (aviaria reloaded)

Se è vero la ipotesi che anche l'aviaria sarebbe un autogol della industria alimentare i veri pazzi siamo noi (allora sarà anche vero, certamente):

La FAO è in possesso di studi dell'Università di Bangor (Galles) e Giessen (Germania) in cui si sottolinea come le morie causate dall'influenza fra gli uccelli acquatici sono avvenute in Cina, Romania e Croazia in corrispondenza di località dove si concentrano stagni di allevamento di
pesci. In questi impianti si utilizza, come fertilizzante delle acque, la pollina, cioè il guano prodotto dagli allevamenti intensivi di polli[...]

L'equazione quindi è la seguente: gli allevamenti intensivi di polli, luoghi ideali per la diffusione di massa dell'influenza aviaria a causa del sovraffollamento di individui della stessa specie e della stessa età, producono tonnellate di escrementi infetti che vengono riversati negli stagni di pesca.

Sul "Independent" citato come fonte si trova solo questo articolo, che mette più in dubbio la "colpevolezza" degli uccelli migratori:

The respected medical journal The Lancet, for example, reports that "the geographic spread of the disease does not correlate with migratory routes and seasons. The pattern of outbreaks follows major road and rail routes, not flyways."

We certainly trade a lot of poultry products, both live birds and their "waste" - the fecal matter and feathers processed and sold on as fish farm fertiliser or animal feed, both within and beyond the EU. Much of this trade takes the form of a bizarre great food swap, with millions of live birds passing each other as countries trade back and forth between themselves.

La soluzione è di ritornare al pollo del contadino locale, che costerà 30 euro e di conseguenza si mangia solo qualche volta all'anno. Ma prima ci vuole la pandemia davvero.

Domenica 30 Aprile

LIberati dal dolore

Naturalmente per la festa dei lavoratori ogni blog che si ritiene indispensabile, utile e importante dovrebbe fare un post. Domani è festa, ma dopo domani dovete tornare a zappare certamente, e quindi starete male, perché è da secoli che c'è una congiura in atto contro i contadini dalla parte di chi fabbrica i manici.

Sono troppo corti di 15 cm minimo- ma chi dice che uno deve diventare gobbo per forza a zappare? Poi sono tagliati anche di legno di faggio che non dura nulla, specialmente quando sta nel acqua, e la zappa d'estate deve stare nel secchio d'acqua senno s'allenta sempre.

Quindi alzatevi e combattete, per una vita sana e diritta: Quando piovetta, prendete il pezzo lungo e diritto di aborniello (frassino; ndr) che saggiamente avete messe da parte quando eravate a tagliare il bosco e fatevi i manici da soli. Si dice sempre il progresso della tecnologia, ma in questo campo le cose son ferme dalla prima guerra mondiale.

(se tu che leggi questo sei il padrone della ditta che fabbrica i manici: non c'è brevetto, fai pure)

Venerdì 28 Aprile

Importare un po' di democrazia

..invece di esportarla in paesi vari creando casino. Se il contadino ha capito bene democrazia significa che non viene fatto questo che la maggioranza del popolo non vuole. Invece sono duri e non la smettono mai con questa coesistenza (e con i brevetti software uguale):

La Commissione Europea si affanna sotto le pressioni asfissianti delle Multinazionali e propone le solite soglie di (in)"tolleranza" per la presenza degli ogm, questa volta addirittura sulle sementi per le coltivazioni e addirittura sugli alimenti biologici. Ovviamente, siccome gli ogm contaminerebbero irreversibilmente le altre forme di coltivazione, la Coesistenza di coltivazione con gli ogm presuppone che non ci sarebbero più coltivazioni ogm free…

La tolleranza Zero è l'unica che può garantire la coesistenza sul mercato tra "alimenti" ogm importati ed alimenti biologici e tradizionali Europei ed Italiani, 100% ogm free. Altrimenti tutto diventerà contaminato e nulla sarà più puro... ci saranno solo gli Ogm. E il cibo, forse, a causa dei diritti di brevetto… diventerà un lusso. Oggi siamo a un bivio: biologico o transgenico. I consumatori e i popoli hanno già scelto

Importare un bel diritto di referendum in stile democrazia diretta su livello europeo, questo ci vuole, e non dopo domani che è belle tardi.

Martedì 25 Aprile

Uva, terra e soldi

E' tornato dopo un lungo silenzio Pfaall e parla solo di vino per ora, a quanto pare:

Quello che ho trovato in tanti dei vini che ho degustato a Montalcino: si sente troppo la mano dell’enologo e troppo poco la passione del vignaiolo. Troppa scienza e troppo poco territorio».

Domenica 23 Aprile

Latte e piscio

Visto che si discute ferocemente (come succede sempre nella blogosfera) su blog e aziende (agricole e no) che farebbero bene o meno di averne uno per comunicare con i clienti (comprate, forza!), se possono essere aperti e onesti o sarebbe meglio di non parlare della stagione che ha rovinato l'uva d'annata ecc. il contadino ha deciso di farci un post anche lui.
Chi ha letto la sua autobiografia sa che 24 anni fa lui pascolava le mucche per un estate sulle alpi. Un giorno venne una amica con il suo bambino di 5 o 6 anni per passare un paio di giorni a 1900 metri che questo fa bene alla salute, il latte, l'aria e tutta la natura.

Una parte dello stipendio era il latte di una delle mucche. Quindi il contadino due volte al giorno la mungeva (cosa faceva con 10 litri dilatte al giorno sarebbe un tema per un altro post). Naturalmente il bimbo deve vedere come si munge.

Guarda bene, poi fa: "Mamma, guarda, la mucca piscia!"

La mamma subito: "No, questo è il latte, non è piscia, sai..." e così via. Solo che il bimbetto di seguito non l'ha più toccato, il latte nella brocca, voleva quella in scatola. Poi la mattina c'era anche quello strato strano sopra, giallo e spesso (com'era buona la panna eil burro giallo...). Fa scifo la roba che esce dal animale. Fanno schifo sangue e budelle. La gran parte dei consumatori non vogliono sapere delle mani del africano che hanno colto i loro pomodori o mele, l'idea di uno sconosciuto che suda a zappare il loro cibo li ripugna. Vogliono prodotti anonimi e non vogliono sapere i particolari della produzione, figurati leggere un blog dell'azienda , onesto o meno.

Pensa il contadino, ma forse si sbaglia e appare già all'orizzonte in massa il nuovo consumatore consapevole. Fatto è che qui le pagine sull'ulivo contano circa 45 visitatori al giorno, e finora è arrivata 1 (una) richiesta, che poi quando ha sentito il prezzo non si fatto più vivo.

Mercoledì 12 Aprile

messaggio dal form

ciao Savina,

non mi proclamo. Questa pasqua abbiamo pochi agnelli da vendere, meno
male. E noi si mangia forse uno mezzo all'anno. Ma abbiamo pascolo,
pecore che ci danno il letame per gli ulivi e latte per far formaggio. E
il latte si munge quando abbiamo venduto agnelli. E' agricoltura.
L'insalata che tagli nel orto muore anche lui. Se vuoi essere
fondamentalista e non uccidere niente devi mangiare solo frutta, grano
ecc, cose che maturano senza che devi ammazzare piante e animali.

un saluto
ste

SAVINA ha scritto:
> > Messaggio dal form
> > SAVINA (xxxxx@hotmail.it) il Wednesday, April 12, 2006 at 21:17:40
> > ---------------------------------------------------------------------------
> >
> > messaggio: ....e dopo tutto questo bel sito, non mi dite che gli agnellini a Pasqua non ve li pappate vero?
> > Sono inorridita da gente che si proclama naturalista e si ciba di innocenti!
> > Savina

Martedì 11 Aprile

Cambiarsi semente

...è illegale.

La regolamentazione del movimento dei semi che si applica in Italia, la stessa per tutte le nazioni europee, mette praticamente fuorilegge ogni seme non iscritto ai registri delle varietà ammesse alla vendita istituiti fin dal 1970. Ma con il passare degli anni dalla istituzione di questi registri, le leggi sono gradualmente diventate più restrittive al punto da non permettere nemmeno lo scambio gratuito di semi fra produttori.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 9 maggio 2001 rende in effetti impossibile ogni cessione o movimento di semi non registrati; mentre il trattato UPOV91 intacca il diritto di risemina dell'agricoltore, ovvero il privilegio che l'azienda agricola ha di riseminare traendo seme da una parte dei propri raccolti.

Sul tavolo qui c'è una lettera dei coldiretti per la compilazione della domanda unica per la nuova PAC. Quello che saltava agli occhi del contadino è che tra i documenti da portarsi dietro c'è la copia fattura di acquisto della semente certificata...numero di lotto. Si è chiesto cosa succede se uno magari seminasse una parte del raccolto dell'anno precedente: Perderà i contributi?

Giusto in tempo per chiarire le cose arriva oggi questa petizione (testo), dove chiedono giustamente:

Perché non ci può essere diritto di scambio di semi e piante fra contadini? Perché i contadini a causa della legislazione che lo proibisce devono scambiarsi tra di loro illegalmente le varietà del loro territorio o della loro tradizione, quelle che loro stessi si tramandano e sanno autoriprodursi, quelle che a volte fanno a meno dei pesticidi e resistono meglio alle avverse condizioni ambientali?

Chiediamo:

1. l'applicazione della direttiva CEE (98/95) finora disattesa dai governi e
la creazione di una lista nazionale che raccolga le varietà locali o dei
territori o contadine;
2. l'iscrizione libera e gratuita su questa lista per le varietà di coloro
che conservano, selezionano e diffondono questa biodiversità;
3. che i criteri di iscrizione siano adattati alle particolarità di queste
varietà locali, spesso non uniformi o stabili come quelle selezionate;
4. uno spazio di libertà totale per scambi liberi di piante e sementi
contadine (in quantità corrispondenti ai bisogni di una piccola fattoria),
nel rispetto delle precauzioni fitosanitarie essenziali.

Forse sarebbe il caso di prenderti 2 minuti e di firmarla.

Venerdì 7 Aprile

Problemi

Il nipote, il pollo, la soia e la foresta tropicale:

LorenzoC : E' un mondo difficile

Lunedì 20 Marzo

Il presidente in galera

No, non quello del consiglio, aspettiamo un po'. Piccoli sucessi legali contro la deforestazione selvaggia:

Il latifondista considerato responsabile del maggior disboscamento in Amazzonia, latitante da mesi, e' stato arrestato ieri. Jose' Donizetti Pires, presidente dell'associazione dei produttori agroindustriali di Santarem, e' accusato formalmente per la devastazione di oltre centomila ettari di foresta protetta e sfruttamento illegale del legname.

Secodo questi imprenditori invece lì di alberi dovrebbe crescere la soia, meglio se transgenica, per la nostra ciccia industriale:

La deforestazione ha subito un'impennata da quando, tre anni fa, la multinazionale statunitense Cargill ha annunciato che la regione di Santarém è in grado di produrre fino a un milione di tonnellate di soia, mettendo a coltura 300.000 ettari di terra. Da allora la perdita di biodiversita' ed i conflitti sociali per il controllo della terra sono all'ordine del giorno.

Negli ultimi tre anni più di 7 milioni di ettari di foresta amazzonica sono stati trasformati in pascoli e campi di soia.

[www.greenpeace.org]

Martedì 14 Marzo

Commercio libero

La storia si ripete:

Un centinaio di contadini si sono barricati questa mattina nella cattedrale della capitale ecuadoriana, Quito, in quella che loro stessi hanno chiamato una “manifestazione pacifica”. Contro il trattato di libero commercio tra Ecuador e Stati Uniti, la loro produzione destinata al mercato locale non può competere con l’arrivo di prodotti stranieri sussidiati [...]
Si tratta principalmente di produttori di patate, cipolle, mais, orzo e grano, un vasto settore agricolo che ritiene di non essere pronto a competere con l’arrivo di prodotti stranieri, a differenza dell’imprenditoria tessile e industriale che invece spinge per la firma del trattato.

Andranno a lavorare nelle fabbriche tessile. E la terra abbandonata. Come in Toscana anni '50.

Giovedì 9 Marzo

Innestare, è ora

Qualche giorno fa il contadino ha innestato due peschi, che sono i primi da fare. Importante è di procurarsi le marze un paio di settimane prima, devono essere ancora ferme. Questo vale per tutti i frutti, a parte l'ulivo per il quale si prende la marza direttamente dalla pianta. La tecnica d'innesto che si adopera più facilmente per pesco, susino, albicocco, ciliego, pero, melo e ulivo è l'innesto a corona. Ora però è troppo freddo, ci vorebbe un bel caldo nebbioso. Il tempo perfetto per innestare è quando si sbuccia bene il portinnesto. A proposito: Il pero cotogno prende sul biancospino, tant'anni fa il contadino l'ha provato. Purtroppo era troppo basso per gli asini, l'hanno rovinato.

I portinnesti per i peschi gli trova spesso nel orto. Nascono i noccioli sputati, l'anno scorso ne ha trovato due. D'inverno gli mette in un vaso, dove gli tiene un piao d'anni. Poi fa una bella buca profonda 70-80cm e larga uguale o di più, ci butta dentro mezza carriola di letame (stagionato un anno) e tra un paio d'anni si vede che frutti fanno. Di regola sono buoni ma salvatici, vuol dire picini, allora vedi sopra. Ma ognitanto son anche perfetti così, una volta uno veniva fuori pescanosce.

Tra una decina di giorni si dovrebbero vedere spuntare le gemme. Sembra sempre un miracolo.

Sabato 4 Marzo

Non ci sono

AVIARIA, CIAMPI RINVIA IL DECRETO ALLE CAMERE :

Rinviato alle Camere dal capo dello Stato, per mancanza di copertura finanziaria, il decreto legge che contiene aiuti per prevenire l'epidemia da influenza aviaria.

E il veterinario che cura la ferite dell'asina va insieme ad 2700 altri veterinari a Roma per participare ad un concorso la prossima settimana. Sessanta posti per sorvegliare l'aviaria. Non hanno soldi, diceva anche lui, "che sono 60 veterinari per tutta l'Italia?"

Domenica 26 Febbraio

Sesso e violenza, malattie e morte

Questi sono gli ingredienti per attirare i lettori sui media, blog inclusi. E siccome a uno che ha un blog tutto che gli capita sotto gli occhi sembra motivo buono per farci un post bisogna stare attento a non prostituire troppo i fatti della propria vita. Perché quasi tutto che viene scritto nelle cosidette home pages compresi i blog ha sempre anche un aspetto di prostituzione. Tutti questi siti stanno sul grande marciapiede del web dove il primo che passa li può denudare fino nell'ultima pagina dell'archivio, e Google fa da grande protettore.

Detto questo, il contadino per una specie di pudore fino ad oggi non voleva parlare dell'asina Luisa, che dopo la battglia con l'istrice tre domeniche fa sta ancora male, la gamba inferiore infiammata, tutt'aperta senza pelle ormai, piena di antibiotici. Ma mangia, poco, ma mangia. La sua cura, i pensieri, sensi di colpa e le speranze per la guarigione però erano la cosa principale della sua vita nelle ultime settimane, l'ombra che copriva le cose quotidiane. E non parlarne qui gli sembra di nascondere qualcosa. Un dilemma irrisolvibile dunque.

Per vederla quando stava bene si può navigare partendo da qui.

In compenso girano i gattini neonati gia d'avanti casa, la capra pregna per scoppiare salta la rete una volta il giorno in compagnia del becco in un punto ancora da scoprire e anche le galline scappano per qualche buco introvabile. La primavera è vicina.

Giovedì 23 Febbraio

Speranza Asia

Il contadino legge sul blog di un giornalista tedesco che si occupa di gastronomia che alla Anteprima Chianti (vino, vino, vino) di quest'anno sarebbero presenti molto più giornalisti di paesi come Polonia, Rep. Ceca, Russia, Corea e della Cina.

Mentre nei anni passati c'erano solo cinque o sei Giapponesi ora sono in più di quindici di tutta l'Asia.

Mercati emergenti, si dice. Prezzi in salita per vini pregiati italiani quindi.

(Ma il 2003 era un annattaccia lo stesso)

Domenica 19 Febbraio

Cigni e salci

Mentre potava un salce vecchio dal tronco semivuoto che sta accanto ad uno piccolo godzo (?) (stagno), i pensieri agricoli che sfioravano la mente del contadino erano due. Il primo girava intorno il chiasso dei uccellini dentro un cipresso e diceva più o meno che un mondo dove gli uccelli sono diventati public enemy n°1 è un mondo strano.

Il secondo era rivolto al fatto che spesso chi ha terra non ha una gran voglia (e tempo) per curarla e lei diventa un peso, e chi non ne possiede ha spesso una vogliaditerra grossa. Il terreno dove cresce questo salce è la metà di un podere di tempo fa, due ettari e rotti, 80 ulivi, qualche proda d'uva e fighi, mele, pere, ciliegi, un gelso più qualche campettini in fondo valle. La casa pure divisa in due, con appartamenti, e la terra chi la vuole, era abbandonato già per cinque anni.

Nella vità uno ha dei temi principali. Uno del contadino pare che è il restauro. Restaurava mobili per quattro anni, e dopo restaurava ulivi, una casa e terreni. E vent'anni fa i salci in campagna erano tre volte di più, con questo colore bellissimo. Ma le ceste le fanno oggi nel terzo mondo, e le vigne o non si legano più o con quella roba di plastica.

Martedì 14 Febbraio

Raccolta buona

Seminare soldi:

La Syngenta ha continuato a mantenere i guadagni più alti: 5.4 miliardi di dollari grazie alla vendita di sementi e pesticidi.[...] Gli erbicidi della Aventis hanno aumentato le vendite dell'8%, gli insetticidi del 7.5%, mentre i funghicidi sono rimasti ai livelli del 2002 [...] La Monsanto ha subito le perdite maggiori: i guadagni sono diminuiti del 3.3%, mentre la vendita del suo famoso erbicida RoundUp Ready (glifosato) è scesa dell'8% (le vendite hanno totalizzato 2.4 miliardi di dollari). Le vendite del RoundUp sono diminuite soprattutto in America Latina e Asia. Il RoundUp e' usato nelle piantagioni geneticamente modificate resistenti a questo erbicida.

[fonte]

Mercoledì 8 Febbraio

Assolti

Un lettore segnala questo articolo:

Il tribunale di Orleans giustifica l'azione di alcuni militanti contro gli ogm: "Gli imputati hanno attentato a beni di terzi per rispondere ad uno stato di emergenza"

Tutti assolti i 49 ambientalisti francesi che nel 2004 avevano mietuto, devastandolo, un campo di mais geneticamente modificato dell'americana Monsanto nel dipartimento del Loiret.

Il contadino vede sempre male le risposte violente nello stile Casarini, anche se l'azione di piantare il mais OGM all'aperto era già la violenza iniziale. Ma c'è chi ama fare il combattente e rivoluzionario, sempre. Son scelte personali e a volte la storia gli da anche ragione.

Martedì 7 Febbraio

Film da vedere

We feed the world:

«We feed the World» fa rivoltare lo stomaco e risveglia la coscienza in varie maniere: per i polli sterminati industrialmente, per le tonnellate di pane buttato via, per le condizioni in cui vivono i raccoglitori di pomodori magrebini in Spagna, meno igieniche di quelle dei volatili da macello[...]

A causa delle sovvenzioni all'agricoltura in Europa e negli Stati Uniti, nei mercati in Senegal - un paese che vive di agricoltura - si trova frutta e verdura europea ad un terzo del prezzo di quella coltivata dai contadini locali.

Polli dentro

...di nuovo, solo in Germania, da marzo, perché ritornano gli uccelli migratori. In Svizzera e Austria sono immuni all'aviaria pare, quindi possono stare fuori. Dicono che di 800 analisi effetuate nessuna era positiva, ma chi lo dice ai ministri.

Martedì 24 Gennaio

Abbonarsi all'orto

Non questo qui, ma questo di là.

[via simplicissimus]

Venerdì 6 Gennaio

Cose fatte al tavolino

Dopo una nevicata forte conviene sempre avere la motosega sul rimorchio quando si va per i boschi, le piante qui sono mica abituato al peso della neve. Sopra della sorgente dove il contadino va sempre a prendere l'acqua c'è una di queste pinete piantati trent'anni fa. Deve essere stato un idea politica all'inizio, e con il prezioso l'aiuto di dottori laureati in agronomia hanno prodotto un aborto ambientale colossale. L'idea di fondo era anche condivisibile: Piantare un qualcosa sulla terra che sta per essere abbandonata o lo è già.

Berto raccontava che all'inizio davano pure dei pini grechi che seccarono tutti quanti dopo un inverno un po' rigido. Anche i agronomi imparano e quindi dopo davano due tipi di pini canadesi per riempire gli oliveti che rendevano meno. Spesso erano sacchetti con tre piante e tre ci son rimaste, perché figurati che la gente curava i pini piantati quando mancava il tempo e la voglia di curare la terra già prima. Venivano su storti e troppo fitti, ma pian piano la campagna s'abituava alla presenza dei forestieri e ci nascevano pure i pinaioli sotto.

Qualche hanno fa il forestale dava i permessi per diradarli (15 anni troppo tardi, secondo il contadino). Il problema era che non li voleva nessuno, perché son piene di resina, nel fuoco schizzano e in falegnameria incollano le macchine e chi vuole un mobile in massello che sgronda. Se facevano piantare cipressi o querce invece, ma no: pini resinosi canadesi.

Alla fine uno ditta che gli prendeva per macero si trovava, e questa tagliava ogni seconda fila e in quella rimasta una pianta sì e una no. L'estate prossimo ci fu una strage tra i pini sparpagliati che avevano lasciati in piedi. Forse la causa era il sole che arrivava in terra con piena forza.

Oggi il contadino ne ha visti cinque, spezzati in mezzo dalla neve, solo nella pineta alla fonte. Poi il pino non ributta, come tutte le conifere, e quello che cresce ora sono rovi, rosa canina, sanguinella, olmi e con qualche fortuna una quercia o un leccio in qua e là. E anche gli ulivi hanno sopravissuto il rimboscimento, naturalmente. Un bel macchione insomma, contenti gli ucellini.

Prossima misura argoambientale, avanti prego.

Mercoledì 21 Dicembre

Bere acqua pura, meglio

Interrompiamo le trasmissioni per un ultim'ora: Da ora in poi troverete in commercio europeo finalmente il vino famoso americano con l'acqua (fino 35%, ci vuole meno uva, che scoperta), struccioli di quercia, aromi e quant'altro si riesce fare in laboratorio nel food-design moderno. Ancora non si sa se lo devono scriverlo sull'etticchetta, ci saranno altre trattative.

fonte (in tedesco, che non si trova un link in italiano per ora)

Venerdì 16 Dicembre

Luna piena chiara

Come forse qualcuno ha notato ieri era luna piena. Ma mica una luna piena qualsiasi. Quello di dicembre da le notti più luminose in assoluto, mentre quello di giugno è il contrario, non si nota neanche che è luna piena. Ora il contadino sa che sulle labre dei lettori brucia la domanda "perché?" e cerca di spiegare il fenomeno.

E colpa della luna siderale, uno dei 5 ritmi della luna: è di 27,32 giorni o 27d7h43m, 13 mesi all'anno, mentre quello che conoscono tutti si chiama luna sinodica ed è di 29,53 giorni, 12 mesi all'anno. Il ritmo della luna siderale è quello del ritorno alle stesse stelle dello zodiaco. Ogni giorni la luna "abbassa" il suo arco che percorre nel cielo, uguale come lo fa il sole dal solstizio d'estate fino ora. Arrivato al sagittario ritorna insù e dopo 13 gorni è nei gemelli, al punto più alto. E questo coincide con la luna piena di natale con il sole nel segno opposto dei scorpioni, quasi già nel sagittario; mentre di giugno quando è nei gemelli è luna nuova.

Nella agricultura biodinamica lavori come interrare letame e terriccio, le piantagioni, la potatura, tagli del legname si eseguono preferibilmente durante la luna discendente (non calante), mentre per esempio un innesto o la raccolta della frutto per il magazzino si cerca di fare nel periodo quando la luna trascina la linfa insù, con la luna ascendente. Fine lezioncina.

Giovedì 15 Dicembre

Finalmente liberi gli ostaggi

Dopo quasi due mesi rinchiusi dentro da domani i polli antatre galline tedesche/svizzere/austriaci tornano in libertà. Se l'avevano prima. Il sequestro alla fine non era necessario, ma viviamo ormai nell'era delle guerre preventive.

Circa ottocento volatili selvatici sono stati esaminati in Svizzera e altre migliaia nei Paesi vicini, ma in nessun caso è stata rilevata la variante H5N1 del virus dell'influenza aviaria.