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Game over per Vista?

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Due esperti di sicurezza hanno dimostrato una grave falle di sicurezza in Windows Vista. Se venisse confermato sarebbe un colpo duro se non letale a quel sistema che nessuno ama.

Se Bruce Schneier dice che il pericolo sarebbe serio è serio davvero.

Dettagli in italiano qui.

ste

agosto 18th, 2008 at 2:02 pm


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    6 commenti

    Premessa: Almeno la /home dovrebbe essere su partizione separata, perché in caso di guasti irrimediabili basta reinstallare il sistema senza dover toccare i dati e impostazioni. Si può creare con gparted da un CD live (Ubuntu, Knoppix o direttamente gparted live) e spostarci il contenuto (cartelle “nomeutente/i), modificando /etc/fstab. Cercando in rete si trovano molte guide, una è qui.

    1) Questo file – salvato con nome “backup” in /home/utente/bin e reso eseguibile in “proprietà” – crea una copia sincronizzata della /home/utente su un disco USB (ma anche su una cartella di rete, su un altro disco ecc)

    #–exclude=espressione da escludere
    rsync -auv –exclude=.local – -exclude=.thumbnails v – -delete – -stats /home/UTENTE/ /media/NOME_DISCO/backup_UTENTE

    NOTA: si vede male ma per le opzioni estese ci vogliono due trattini – -
    Altre opzioni:

    man rsync

    Da ora in poi basta scrivere “backup” nel terminale per aggiornare il backup: verranno copiati solo i file nuovi, quelli modificati e cancellati anche nel backup quelli non più esistenti.

    2) In K/X/Ubuntu in un momento di perfetto funzionamento dare

    dpkg –get-selections > ~/pacchetti_installati.txt

    Se dovrebbe essere necessario una reinstallazione (anche su PC diverso) basta il comando

    sudo bash
    dpkg –set-selections < ./pacchetti_installati.txt && apt-get dselect-upgrade

    per reinstallare tutti i programmi.

    3) Se si sono fatte modifiche in /etc (xorg.conf, alsa-base) vanno copiati anche questi file modificati nel backup

    4) Infine si può fare un immagine della partizione del sistema: Avviare da CD live, e dare

    dd if=/dev/sdaX of=/media/NOME_DISCO/immagine-sdaX

    con X il numero della partizione (sudo fisk -l per vedere tutti)

    Il ripristino si fa con

    dd if=/media/NOME_DISCO/immagine-sdaX of=/dev/sdaX

    La medaglia d’oro però va a rsnapshot. Elimina un grosso difetto della soluzione con rsync: cancellando un file o cartella per sbaglio e facendo di seguito un backup con rsync si cancellano anche sul backup, a meno di non usare l’opzione –delete, sconsigliato.

    Praticamente abbiamo più versioni della nostra home sul backup mentre i file identici esistono solo una volta grazie ai hardlink di ext3, quindi un enorme risparmio di spazio, nel esempio sotto tutto il backup ammonta a 88gb mentre una cartella monthly* o weekly* a 44gb, cioè la dimensione della mia home:

    La configurazione è un po’ ostile e va fatto nel file /etc/rsnapshot.conf, riporto le cose essenziali:

    #################################################
    # rsnapshot.conf – rsnapshot configuration file #
    #################################################
    #
    # OSSERVARE QUESTE REGOLE:
    #
    # Questo file richiede TAB per spaziare tra gli elementi
    #
    # Percorsi devono finire con /:
    # corretto: /home/
    # sbagliato: /home
    #
    ###########################
    # SNAPSHOT ROOT DIRECTORY #
    ###########################

    # Tutti backup verranno salvati in questo percorso
    # Dare una etichetta con gparted a un eventuale disco USB
    # per assicurarsi che viene sempre montato nello stesso percorso in /media
    # Esempio:
    snapshot_root /media/nome_etichetta/backup/

    # If no_create_root is enabled, rsnapshot will not automatically create the
    # snapshot_root directory. This is particularly useful if you are backing
    # up to removable media, such as a FireWire or USB drive.
    #
    no_create_root 1

    #################################
    # DIPENDENZE DA PROGRAMMI ESTERNI #
    #################################

    cmd_cp /bin/cp

    cmd_rm /bin/rm

    cmd_rsync /usr/bin/rsync

    # Scommenta per attivare remote ssh backup.
    #
    #cmd_ssh /usr/bin/ssh

    # Commenta per disabilitare log.
    #
    cmd_logger /usr/bin/logger

    cmd_du /bin/du

    #########################################
    # INTERVALLI DEL BACKUP
    # Univoci e in ordine ascendente
    # i.e. hourly, daily, weekly, etc.
    # Esempio: 5 versione backup da tenere del weekly, 3 dal monthly
    #########################################

    #interval hourly 6
    #interval daily 3
    interval weekly 5
    interval monthly 3

    ############################################
    # GLOBAL OPTIONS #
    # All are optional, with sensible defaults #
    ############################################

    # Verbose level, 1 through 5.
    # 1 Quiet Print fatal errors only
    #2 Default Print errors and warnings only
    #3 Verbose Show equivalent shell commands being executed
    # 4 Extra Verbose Show extra verbose information
    # 5 Debug mode Everything
    #
    verbose 3

    # Same as “verbose” above, but controls the amount of data sent to the
    # logfile, if one is being used. The default is 3.
    #
    loglevel 3

    # If you enable this, data will be written to the file you specify. The
    # amount of data written is controlled by the “loglevel” parameter.
    #
    logfile /var/log/rsnapshot

    # Il file di lock, per non avere due volte rsnapshot in esecuzione.
    # Per evitare errori di permessi scegliere la home
    lockfile /home/nomelogin/rsnapshot.pid

    # Argomenti corti e lunghi passati a rsync. Per dettagli: rsync –help

    rsync_short_args -auvp
    rsync_long_args –stats

    # ssh has no args passed by default, but you can specify some here.

    #ssh_args -p 22

    # Default arguments for the “du” program (for disk space reporting).
    # The GNU version of “du” is preferred. See the man page for more details.
    # If your version of “du” doesn’t support the -h flag, try -k flag instead.
    #
    du_args -csh

    # If this is enabled, rsync won’t span filesystem partitions within a
    # backup point. This essentially passes the -x option to rsync.
    # The default is 0 (off).
    #
    #one_fs 0

    # I parmetri include e exclude [pattern] passati a rsync.
    #Multipli argomenti su righe singole
    # Dettagli nella rsync man page
    #Esempi: nessun backup del cestino e dei dischi di virtualbox
    #include XXXX
    exclude .local
    exclude .vdi

    # The include_file and exclude_file parameters, if enabled, simply get
    # passed directly to rsync. Please look up the –include-from and
    # –exclude-from options in the rsync man page for more details.
    #
    #include_file /path/to/include/file
    #exclude_file /percorso/al/file

    # If your version of rsync supports –link-dest, consider enable this.
    # This is the best way to support special files (FIFOs, etc) cross-platform.
    # The default is 0 (off).
    #
    link_dest 1

    # The default is 0 (off).
    #
    #sync_first 0

    #The default is 0 (off).
    #
    #use_lazy_deletes 0

    # Number of rsync re-tries. If you experience any network problems or
    # network card issues that tend to cause ssh to crap-out with
    # “Corrupted MAC on input” errors, for example, set this to a non-zero
    # value to have the rsync operation re-tried
    #
    #rsync_numtries 0

    ###############################
    ### BACKUP / SCRIPTS ###
    ###############################

    # LOCALHOST
    #backup /home/arch/.mozilla mozilla/
    backup /etc/ etc/
    backup /home/nome_utente/ nome_utente/
    #backup /usr/local/ localhost/
    #backup /var/log/rsnapshot localhost/
    #backup /etc/passwd localhost/
    #backup /home/foo/My Documents/ localhost/
    #backup /foo/bar/ localhost/ one_fs=1, rsync_short_args=-urltvpog
    #backup_script /usr/local/bin/backup_pgsql.sh localhost/postgres/

    # EXAMPLE.COM
    #backup_script /bin/date “+ backup of example.com started at %c” unused1
    #backup root@example.com:/home/ example.com/ +rsync_long_args=–bwlimit=16,exclude=core
    #backup root@example.com:/etc/ example.com/ exclude=mtab,exclude=core
    #backup_script ssh root@example.com “mysqldump -A > /var/db/dump/mysql.sql” unused2
    #backup root@example.com:/var/db/dump/ example.com/
    #backup_script /bin/date “+ backup of example.com ended at %c” unused9

    # CVS.SOURCEFORGE.NET
    #backup_script /usr/local/bin/backup_rsnapshot_cvsroot.sh rsnapshot.cvs.sourceforge.net/

    # RSYNC.SAMBA.ORG
    #backup rsync://rsync.samba.org/rsyncftp/ rsync.samba.org/rsyncftp/

    Una volta create le cartelle e messo a posto il file possiamo lanciare rsnapshot con gli argomenti che abbiamo specificato:

    rsnapshot weekly
    o
    rsnapshot monthly

    Se usiamo un disco usb conviene di lanciarlo manualmente in quanto non sarà sempre montato. Se invece facciamo un backup in rete o su un secondo disco fisso possiamo inserire i comandi in /etc/cron.daily salvando in questa directory un semplice script eseguibile:

    !#/bin/bash
    rsnapshot daily

    Stesso procedimento per cron.weekly e eventualmente cron.monthly con script analogici, cioè rsnapshot weekly
    rsnapshot monthly

    Adesso basta installare anacron se la macchina non è sempre accesa per far sì che vengono sempre eseguiti.

    ste

    giugno 8th, 2008 at 4:51 pm

    Postato in sicurezza,trucchi


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    Bruce Schneier dice:

    Microsoft has added the random-number generator Dual_EC-DRBG to Windows Vista, as part of SP1. Yes, this is the same RNG that could have an NSA backdoor.
    It’s not enabled by default, and my advice is to never enable it. Ever.
    EDITED TO ADD (12/18): I should make this clear that the algorithm is available as a program call. It is not something that the user can enable or disable.

    ste

    dicembre 20th, 2007 at 8:15 pm


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  • Cifrare cartelle in automatico

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    I miei due centesimi brutti per avere i dati sensibili protetti e cifrati in automatico al login con truecrypt:

    Prima installare la versione giusto per il kernel. Ci sono due GUI grafici per truecrypt in giro, una (Forcefield) non mi funzionava, l’altra (tcGUI) si installava bene ma mi mancava il Java 6 che sono 32 MB è non aveva voglia di scaricarlo con la connessione dialup, quindi non posso esprimermi sul suo funzionamento. Ma lo script di installazione setta bene i permessi per eseguire truecrypt senza sudo, sembra.

    Come si creano i volumi è descritta benissimo in questo wiki e un altra risorsa è qui. Ho creato un volume nella mia home .data.tc di 6 Gb e l’ho formattato in ext3. Idem ho creato una cartella di nome .data sempre nella home. Il comando

    $truecrypt .data.tc .data

    monta la cartella (se il filesystem è FAT va aggiunto l’opzione -u). Un

    $sudo chown -R [nome_utente] .data

    la rende usabile alla fine . Ora si possono muovere i file che si vogliono criptare sempre in /home/nome_utente/.data; per esempio la cartella “Documents”, la cartella .mozilla-thunderbird e .mozilla. Consiglio: chiudere le app che usano i file (cioè Firefox e Thunderbird) e poi solo copiarci il contenuto, di seguito rinominare le cartelle tipo .mozilla-thunderbird.backup. Alla fine basta marcare il contenuto di .data e trascinarlo nella /home/utente e scegliere “collega qui” dal menu che appare (Kubuntu).

    Ora viene il bello. Per non montare sempre al login il disco virtuale con i nostri dati ho trovato (e modificato) bel script. Salvarlo in ~/bin e renderlo eseguibile. Spostarsi in ~/.kde/Autostart > crea > collegamento ad un applicazione > selezionare mount_data.sh

    selezionarla il mount_data.desktop > proprietà > terza scheda > comando inserire mount_data.sh /home/nome_utente/.data.tc /home/nome_utente/.data/

    Intanto che ci siamo in questa cartella: Trascinare e copiare dentro dal menu avvio le icone Firefox e Thunderbird, e sempre nella terza scheda inserire un “sleep” davanti:
    sleep 10 && kstart –desktop 1 mozilla-thunderbird.
    Il “kstart” si spiega da solo. In questo modo facciamo che Thunderbird si avvia soltanto dopo che abbiamo dato il password nel dialogo.

    Se non si monta .data.tc né Firefox né Thunderbird si avviano, perché trovano per i loro dati un collegamento a una cartella vuota. Per la perfezione ci vorebbe uno script che smonta la cartella al logout, ma le ricerche finora andavano a vuoto.

    Per testare: fare un logout, un login da shell (Alt+ctrl+F1), smontare con

    $truecrypt -d

    e controllare con

    $truecrypt -vl

    e un login normale. Dovrebbe apparire questo:
    truecrypt1.jpg
    #smontare i dischi criptati
    sleep 10 && truecrypt -d

    truecrypt2.jpg

    L’unica cosa che fa la bizze è il comando

    $truecrypt -d

    che dovrebbe smontare la carte dei dati: a volte non funziona neanche con sudo, dicendo “device occupato”.

    Per smontare tutti i dischi cifrati: Aprire (o creare se non esiste) ~/.bash_logout e aggiungere in fondo :

    #smontare i dischi criptati
    sleep 10 && truecrypt -d

    Un altra opzione è di inserire la chiamata dello script per montarla non in ~/.kde/Autostart ma in fondo nel file .profile

    #per montare i dati sensibili
    mount_data.sh /home/nome_utente/.data.tc /home/nome_utente/.data/

    Facendo così la richiesta del password appare subito dopo quella del login, ma mette tanto a montare.

    ste

    dicembre 11th, 2007 at 9:10 pm


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    …per la Microsoft. Sembra che una chiave di attivazione per Windows Vista può essere generato con “brute force”. Dura ore, ma funzionerebbe.

    It is a simple brute force attack, dumb as a rock that just tries keys. If it gets one, you manually have to check it and try activation. Is is ugly, takes hours, is far from point and click, but it is said to work.

    ste

    marzo 14th, 2007 at 10:41 pm


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  • Un Linux completamente insicuro

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    Dopo (e basato su) Damn Small Linux qualche genio ha fornito Damn vulnerable Linux, una distro live per imparare tutto su code injection, buffer overflow e altre diavolerie:

    Actually, it is a perverted Linux distribution made to be as insecure as possible. It is collection of IT-Security and IT-Anti-Security tools. Additional it includes a fullscaled lesson based environment for Attack & Defense on/for IT systems for self-study or teaching activities during university lectures. It’s a Live Linux Distro, which means it runs from a bootable CD in memory without changing the native operating system of the host computer. As well it can be run within virtual machine environments, such as qemu or vmware. There is no need to install a virtual machine if you use the embedded option. Its sole purpose in life is to put as many security tools at your disposal with as much training options as it can. It contains a huge ammount of lessons including lesson description – and solutions if the level has been solved by a community member at crackmes.de.

    Damn Vulnerable Linux (DVL) is meant to be used by both novice and professional security personnel but is not ideal for the Linux uninitiated. Damn Vulnerable Linux (DVL) assumes you know the basics of Linux as most of your work will be done from the command line. If you are completely new to Linux, it’s best you stop playing with this system.

    Technorati Tags:

    ste

    marzo 3rd, 2007 at 1:50 pm

    Postato in sicurezza


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    Internet a Davos, il punto della situazione

    John Markoff did an effective job of telling us how bad things are. Botnets (infected PCs under the control of bad guys) represent over 10% of the PCs connected to the Internet. Microsoft Vista illegal copies are already for sale in China, in spite of Microsoft’s efforts. According to Microsoft, over a third of illegal copies of their OSs come with trojan infections pre-installed.

    (J. Markoff facevo un riassunto perfetto spegando quanto male stanno le cose . I botnet (Pc infestati di trojan sotto controllo di criminali connessi tra loro) rappresentando più del 10% delle macchine connesse a Internet. Copie illegali di Windows Vista sono già in vendità in Cina, nonostante le fatiche di Microsoft. Secondo l’azienda di Redmont un terzo delle copie illegali di Windows contengano già trojan preinstallati.)

    ste

    gennaio 26th, 2007 at 12:22 am

    Postato in sicurezza


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