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messaggio dal form

ciao Savina,

non mi proclamo. Questa pasqua abbiamo pochi agnelli da vendere, meno
male. E noi si mangia forse uno mezzo all'anno. Ma abbiamo pascolo,
pecore che ci danno il letame per gli ulivi e latte per far formaggio. E
il latte si munge quando abbiamo venduto agnelli. E' agricoltura.
L'insalata che tagli nel orto muore anche lui. Se vuoi essere
fondamentalista e non uccidere niente devi mangiare solo frutta, grano
ecc, cose che maturano senza che devi ammazzare piante e animali.

un saluto
ste

SAVINA ha scritto:
> > Messaggio dal form
> > SAVINA (xxxxx@hotmail.it) il Wednesday, April 12, 2006 at 21:17:40
> > ---------------------------------------------------------------------------
> >
> > messaggio: ....e dopo tutto questo bel sito, non mi dite che gli agnellini a Pasqua non ve li pappate vero?
> > Sono inorridita da gente che si proclama naturalista e si ciba di innocenti!
> > Savina

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commenti (15)

emiliano:

E' un buon pensiero, anche il contadino ticinese vive questa realtà. Personalmente credo che il lavoro che facciamo è proprio perchè amiamo gli animali. Lo sfruttamento (carne e latte)è una fonte di sostegno economico... ma non industriale ed è proprio basato sull rispetto reciproco, tra uomo e animale. La nostra piccola agricoltura è fondamentale per la biodiversità, il paesaggio... D'altronde le piante hanno bisogno di concime per crescere. Le capre e le pecore mantengono il territorio pulito e impediscono l'avanzare del bosco. E' idispensabile la loro presenza. Io ritengo di vivere immerso nella natura, di essere quasi in simbiosi. Non penso di essere un assassino e uno sfruttatore senza scrupoli. Comunque è difficile da spiegare tutto...bisognerebbe sedersi a tavolino e discutere. Ne risulterà che non siamo poi tanto crudeli...anzi

In svizzera sembra di essere tornati in inverno. Ma primavera...dove sei???

ste:

Un freddo anche qui. E acqua niente, che farebbe bene ora. Stessa storia per i gattini, quando son troppi, certi commenti aspri da quando ho raccontato la realtà campestre. E' difficile sì, la vita e la morte...

giulia:

il commento aspro viene spontaneo certe volte, e si, sarà difficile la vita e la morte,
qui nessuno dice che non dovete mangiare ne uccidere gli animali di cui vi cibate, si tratta di differenze: uccidi animali adulti che han fatto una vita sana, non uccidi animali di cui non ti cibi e che non mettono a rischio niente e nessuno...
e i commenti aspri non vengono da un attico a milano ma da chi in campagna ci è cresciuto, c'è poco da fare i filosofi e cadere dall alto contadini...

emiliano:

cara giuglia, magari ti piace il formaggio. Per fare il formaggio ci vuole il latte, per fare il latte bisogna partorire una volta l'anno... Io ho 100 capre: tengo 25 femmine da allevamento, 1 me lo mangio. Cosa me ne faccio delle altre 74 caprette e capretti. Se li lascio vivere in dieci anni ho la bellezza di più di 700 capre. Dove le metto?? Chi gli dà da mangiare?? E ti garantisco che 700 capre che pascolano nel tuo giardino o anche solo nel bosco fanno un sacco di danni...
Spero proprio che non mangi formaggio e sei una pura vegetaLiana (vegan) se no il tuo discorso non sta in piedi. E comunque meglio un buon pezzo di agnello o capretto biologico cresciuto come la natura vuole che un po' di salame di soja pieno di conservanti! Porto rispetto ai vegetariani ma anche voi dovreste farlo nei nostri confronti soprattutto per chi crede nel biologico. Ciao

Ma invece dei cuccioli non si potrebbero mangiare gli adulti? io personalmente non ci riesco a mangiare i cuccioli,cioè, penso che sono da proteggere i cuccioli in genere,deve essere collegato in qualche modo col fatto che sono così carini.Però non avevo mai pensato ai problemi tecnici di un allevatore.
In genere mi fa arrabbiare che la gente mangi gli agnelli piuttosto che gli adulti solo perchè il sapore è più buono...mi fa una certa impressione pure scriverlo.

Ah dimenticavo...non penso che essere naturalista significhi fare finta di non esserci nella natura, anche noi ci siamo dentro e anche noi siamo innocenti per questo e dobbiamo mangiare.
Bisognerebbe semplicemente rispettare quello che si mangia, non levando il grasso dal prosciutto per esempio, o non buttando via cibo buono.
Mi dispiace se ho fatto 2 commenti ma me lo sono ricordato dopo di fare questo :)

ste:

Va benisimo mangiare gli adulti, ma questo significa di rinunciare al latte/pecorino/ricotta, nel caso delle pecore. O si deve dividere gli agnelli dopo un mese e mezzo, e questo è anche una bella violenza: belano giorno e notte per un po'.

Penso che Giulia si riferisce ancora ai gattini. Anche il gatto ha una sua funzione essenziale nel podere, ha tutti i diritti (e da subire tutte le decisioni che uno prende) come gli altri animali domestici/agricoli. E il prezzo della convivenza con l'uomo: Lui ti conserva la specie, in cambio te dai latte, lana, cuoio, carne uovo ecc.

giulia:

ma io veramente parlavo di ANIMALI ADULTI, di cibarsi di animali ADULTI,se rileggi il mio post questo ho scritto
che si tratti di topi cavalli gatti pecore uomini mucche polli quello che vuoi, ADULTI
e comunque non ho mai detto che sono contro al biologico e appoggio anche il tuo discorso sulle sementi se è per quello...non è che aver rispetto degli animali vuol dire sempre e solo essere vegan o simili

ste:

Che si usa di mangiare vitelli, agnelli, maiali di meno di un anno ecc. è una questione economica. Tenere gli animali un altro anno non aumentano più di tanto di peso, la carne piace meno gusti son gusti) ma mangiano uguale, sicché è un lusso e/o uno spreco di fieno, pascolo e mangime.

Però credo che si farebbe bene di ridurre il consumo ai livelli di 60 anni fa. La domenica, e le feste, e basta. Le nostre mucche mangiano il pane della gente del terzo mondo, e questo è lo scandolo più grosso, penso.

emiliano:

Sei proprio saggio ste...
Guardati il servizio sui capretti che hanno passato questa sera http://rtsi.ch/prog/news/welcome.cfm?fascia=reg#quotidiano
I prezzi fatti dai macellai sono un insulto al nostro lavoro, voi come siete messi? Io comunque vendo direttamente al cliente così nessuno ci fa la cresta...

Oggi bello,molto bello ma alle 5 di mattina siamo ancora vicini allo zero...

ste:

Grazie per l'attribuzione di saggezza (è solo apparenza però). Con realplayer su Linux non funziona l'audio, sicchè ho capito poco del film.
Qui ai privati gli agnelli vanno a € 5-5.5 peso vivo, € 9.00 pulito. Ma arrivano sempre di più dal'est, a prezzi imbattibili. L'unica speranza purtroppo è che aumenta più veloce ancora il prezzo della benzina per favorire finalmente la roba locale...

Laura:

Ho letto nei giorni scorsi, a questo riguardo, il post di Giulia e quelli che ne sono seguiti e pensavo di commentare, ma andavo sempre di fretta, così non ho mai potuto farlo.
Io sono una contadina, come Ste, anche io ho un gregge di pecore e sin da bambina ho assistito spesso all’uccisione degli agnelli, con incoscienza prima, con consapevolezza da adolescente e poi non ce l’ho più fatta ad assistere al primo atto dell’azione. Non mangio carne ovina da moltissimi anni. Noi non facciamo il formaggio, quindi vendiamo agnelloni, dai 25 ai 40 chili. E’ vero, sono sempre i figli delle pecore, che prendono ancora il loro latte anche fino ai 35 chili di peso, sono “vittime innocenti”, se vogliamo definirle così, ma non c’è gioia o spavalderia quando si deve ucciderli o semplicemente venderli, vedendoli andare via, “staccati” dalla mamma, che bela per un giorno o due. E’ il ciclo della natura, dai primordi della storia, dall’uomo cacciatore che uccide per mangiare.
Ci si può anche cibare di soli vegetali, è una scelta di vita; si può anche “commentare aspramente” chi mangia la carne, ma non ci si deve adergersi a giudice della situazione. Io mangio la carne, ma ad esempio odio chi indossa ed acquista, ancora nel 2006, pellicce, essendo ormai a conoscenza di come avviene l’uccisione di foche, di ermellini, di visoni, allevati in gabbie strettissime, di gatti e cani... Quella è la vera strage della natura; ho visto in TV, anzi ho voluto vedere, andando anche contro il mio volere e la mia sensibilità, scene di strage sulle spiagge, ho visto come si stordiscono delle innocenti e dolcissime foche solo per prendergli la pelliccia e lasciare lì il loro corpo, in teoria ancora “vivo” a morire con strazio ed agonia... E’ una vergogna. Ho pianto per giorni, scioccata; ho visto scene di sperimentazione animale (scimmie con elettrodi in testa, cavie di tutte le forme e i colori, a cui si inoculano tumori per sperimentazioni, pecore clonate, morire per vecchiaia precoce) nel sito della LAV (Lega AntiVivisezione) e ci sono stata male; ancora ho dei flash visivi di quelle immagini strazianti. Ho visto sempre in TV scene di animali da combattimento, cani in primis, ne ho visto la sofferenza e la morte, l’elenco sarebbe molto lungo, come la tradizione della corrida in Spagna, cavalli abbattuti dopo corse dei pali, di giostre, per un gioco che porta guadagni alle cittadine, per delle scommesse... persone che distribuiscono nel territorio polpette avvelenate per le volpi, consapevoli che i gatti sono i primi a morirne... Andiamo contro questi comportamenti, contro chi ancora vive di questo, non contro un allevatore che sceglie il metodo meno doloroso per uccidere un pollo o un maiale.
Possiamo sognarlo un mondo senza la morte, con i fiorellini e l’insalatina nell’orto, l’amore per la terra c’è, se si sceglie di fare questo lavoro, ma non esiste purtroppo nella realtà il mondo perfetto delle fiabe, ci sono sempre dei compromessi per il quieto vivere, ci sono e ci saranno sempre delle scelte che si fanno con sacrificio, di cui ci si può pentire, che non ripeteremo mai più, perché ci hanno fatto stare male o che invece tollereremo fino alla fine dei nostri giorni solo perché ci può far comodo o perché pensiamo che anche se non è giusto, al momento è l’unica soluzione...
Anche qui da me c’è l’”usanza” di far tenere alla gatta che ha partorito solo uno o due cuccioli e mi rendo conto che anche io non lo ammetto, non giustifico in toto questo gesto, pur “rispettando” – passatemi questo termine - le ragioni di chi decide di farlo. Si può quindi arrivare a capire il perché di questo gesto, pur non tollerandolo. Stimo il contadino come persona e lo dimostra il fatto che frequento questo blog da due anni.

ilnomechevuoi:

Figliolo tutto è possibile anke DIO sul Web

Andrea:

Mi viene pensato: chi ci dà il diritto di dividere i viventi in chi merita la vita (animali) e chi la morte (vegetali, in questo caso) in funzione della complessità del sistema nervoso? Credo che sia una sorta di preambolo al razzismo.
Io penso che gli animali non debbano convivere con il nostro terrore per la morte, che coltiviamo fin da piccoli, per loro il senso della durata della vita non c'è, esiste soltanto il senso della qualità della vita stessa.
E allora non ha senso non mangiare pollo ma comprare uova prodotte da galline che non hanno mai toccato terra nè visto la luce solare, forzate a produrre in gabbie con un fotoperiodo artificiale... Così come piuttosto che non mangiare agnello o vitello abbia più senso informarsi sulla provenienza di quella carne preferire sistemi produttivi che non prevedano lo scarrozzamento di animali vivi per mezza europa nelle condizioni che sappiamo per arrivare nei nostri mattatoi. Se proprio non ce la facciamo a realizzare un mercato locale e dobbiamo farci guadagnare le compagnie petrolifere, almeno facciamo viaggiare le carcasse direttamente.
Inoltre, concordo nel fatto che si faccia un abuso di carne. E' un sintomo della decadenza della nostra società, oltre allo scarso rispetto che dimostriamo nei confronti di chi deve fare a meno del grano che noi preferiamo dare a delle "bestie" ci fa anche male alla salute.
Infine, devo dire che ogni volta che tiro il collo ad un pollo non mi sento molto in pace con me stesso. Ma ritengo che, se mangio carne, devo avere anche il coraggio di compiere l'atto risolutivo con le mie mani.

Andrea scripsit.

Slim:

Ciao

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