Vogliaditerra

26 marzo

Vogliaditerra.asia

Ieri al contadino è arrivato una mail di un servizio cinese che vende domini internet: secondo loro un certo CH****UAN GROUP vuole registrare vogliaditerra.asia, Vogliaditerra.com.cn e Vogliaditerra.cn e pure il Brand.

Hanno chiesto se questi qui sarebbero autorizzati dal contadino (o meglio della sua Company) e se lui vuole proteggere questo nome potrebbe registrargli prima (…if your company consider these names of importance to your company’s business or interest…)
Ma i domini cinesi costano decisamente troppo per salvare un blog vecchino con venti lettori. Si starà a vedere. Risponderà che questo è un blog che si batte per libertà su internet e che magari questo gruppo dovrebbe scegliersi un altro nome.

26 marzo

Indietro siamo

mandorlo1mandorlo2

Il mandorlo l’anno scorso il 14 febbraio e quest’anno il 27 febbraio.
Il susino sotto era così il 24 febbraio l’anno scorso e quest’anno il 18 marzo.
susino1a susino1

Meglio tardi con forza.

24 marzo

Ma senti un po’

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il Roundup è cancerogeno.

E’ sempre difficile con questi veleni, nulla da fare.

18 marzo

Il giorno della banca

Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?

si domandò Brecht. Oggi apre la Bce a Francoforte, 100km di filo spinato, 9800 poliziotti, 28 òlanciatori d’acqua o come si chiamano i mezzi di soppressioni di massa… una grande festa.

18 marzo

Le energia solare e l’eclissi

Per dopo domani si stanno preparando i gestori di reti in tutto Europa. Nel caso di beltempo calerà la produzione di 12mila MW solo in Germania (con metà della potenza fotovoltaico installato in Europa) mentre al ritorno del sole salirà di 19mila MW, circa la produzione di 15 centrali.

Il punto è il tempo: più che sarà nuvolo meno saranno i problemi di gestione. In Italia sembra che la strategia sia quella di staccare la spina agli impianti:

In particolare, con una potenza fotovoltaica installata pari a 19.691 MW (dato ENTSOE) al culmine dell’eclissi, la potenza elettrica prodotta potrebbe ridursi di circa 7.000 MW, pari agli impianti FV allacciati in media tensione. Ma il problema più grave, spiegano i tecnici di Terna, sarebbe la velocità con cui la potenza prodotta da fotovoltaico calerà e poi crescerà.

17 marzo

Lo stato, la scienza e la salute (degli ulivi e non)

Per gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:

Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosa”. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.

Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:

Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previste”, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonché anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perché ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.

Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.

16 marzo

Quattro giorni all’eclissi

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A Firenze secondo Stellarium sarà così. Info.
[grazie Stefano]

EDIT: al contadino è sfuggito che cade pure il giorno di equinozio, con undici ore di differenza.

2 marzo

Morto il re viva il re

Si fa per dire perchè nella società delle pecore, delle capre e non solo comanda sempre la femmina più esperta e più sana – il maschio serve solo per una certa cosa indispensabile per la sopravvivenza della specie.

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beco1becco

Alcune settimane fa Freddy (famoso per il suo canto di amore) se n’è andato nell’ età avanzato di quindici anni, ieri il vuoto è stato colmato da questo fighettone di nome azzeccato Fonzy che ha dieci mesi.

18 febbraio

Venere e Marte s’incontrano

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Il maschile e il femminile s’incontrano per bene dopo il tramonto nella costellazione dei Pesci. La luce di Venere è molto più forte, perché Marte sta dietro il sole, vicino alla sua distanza massima. Tra un anno sarà sulla stessa parte del sole e cinque volte più luminoso.

Sinistra oggi, destra il 21.2, accompagnati dalla falce sottile della luna nuova.

17 febbraio

Se la Grecia fosse una banca…

…verrebbe salvato anche subito. Dov’è la solidarietà? E’ in atto una specie dì guerra tra i poveri in crisi che tolgono lo sguardo?

77% dei quasi 207 miliardi erogati fino metà 2013 sono andati al settore finanziario.

E perché l’eurogruppo adesso fa il muso duro? Perché le banche sono molto meno esposti in Grecia di allora (quando erano 272 miliardi), adesso sono solo circa 34 miliardi.

Dal libro in uscito di Yanis Varoufakis “Una modesta proposta per uscire dalla crisi dell’euro”.

6 febbraio

Nevetta

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Oggi il contadino s’è ricordato del suo blog. Sarà per mille motivi, ma non ha da scrivere niente di importante (come fosse le altre cose che ha scritto siano importanti…).

A casa da dieci giorni c’è una wwoofer con un bimbo di sei anni vivacissimo e pieno di energia (bisogna trovare sempre il modo di bruciare queste energie in modo utile se possibile, e funziona discretamente).
Quindi la casa è viva, bene. Poi ci sarebbe da dire qualcosa su quest’imbecilli che producano pennati affilati fino su al manico e i contadini che non se ne accorgano subito ma solo quando si feriscono per benino all’indice. Il dito è guarito ma la punta formicola ancora al tocco, ci vorrà qualche mese. Belle guadagnato un altra cicatrice, insomma.

20 gennaio

Pizza e pesto come patrimonio UNESCO?

Nel ufficio dei coldiretti gli hanno proposto di firmare la petizione per una “pizza italiana patrimonio dell’umanità fatto con solo ingredienti italiani”. Il contadino ha preso un colpo. Di questo passo presto ogni cibo nazionale di ogni paese potrebbe diventarlo, poi il suo secondo ragionamento fu che la poca mozzarella e il grano duro nostrale non basterebbe mai mai per le 50mila pizzerie, a parte il fatto che secondo lui un grano duro estero non è per forza di natura peggiore che quello “coltivano” i contoterzisti sui campi sotto di lui (un disastro ambientale tra concime, diserbo, trattori pesanti e erosione).

Ieri poi ha visto che già il secondo candidato è in arrivo: il pesto genovese. Allora subito il Wurstel viennese e l’amburger americano, perché no?

La pizza e il pesto si troverebbero in compagnia buona dell’Opera dei Pupi (Sicilia):

L’Opera dei Pupi è un tipo di teatro delle marionette, i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini emerso agli inizi del XIX secolo prima a Napoli e seccessivamente in Sicilia.

e il Canto a tenore:

È uno stile di canto corale sardo di grande importanza nella tradizione locale

le uniche due voci italiane presenti nel “Patrimoni orale e immateriale dell’umanità“.

Forse hanno capito male il riferimento al “orale”.

Ora è giusto che si difende un prodotto, ed esistono già i mezzi.

Ma interessante è che anche con il cibo c’è l’effetto placebo: importa un sacco chi lo propone, cosa ne pensiamo, la fama che ha, se lo riteniamo sano o meno e molto altro. Ed è giusto che sia così, è sempre stato così e già solo l’aggettivo “italiano” rende il cibo migliore a prescindere, e questo è un bel regalo che il paese ha fatto al mondo. Il contadino non sa bene sé sia giusto o meno se ora vuole soldi per il regalo, sì, c’è crisi ma non crede proprio che un solo olivo toscano abbandonato viene ripreso in coltivazione con questo tipo di battaglio del “made in Italy” alimentare.



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