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26 gennaio

Gattologia applicata, il mistero s’infittisce

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[Ovviamente il contadino fa come tutti gli scienziati e filtra quel che non corrisponde alla sua bella teoria]
Purtroppo domani deve interrompere questi studi importantissimi che porterebbero del bene all’umanità intera perché si reca nel suo paese d’origine per una decina di giorni.

23 gennaio

Gattologia, primi risultati

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(ma secondo il contadino non vale, non c’era altro posto libero sul tavolo)

19 gennaio

Vivere nello zoo

Il contadino aveva in mente una poesia del tipo

Sono finite le ghiande
grande mio dolore è adesso

O pascolo rufolato, dov’è il rimasto tuo verde
o recinzione strappata, dove sono le mie pecore?

Uliveti tutti poggia e buca
chi rispiana mai questa terra?

Prato rovinato, dove nascerà il fieno?
Letamaia disfatta il concio si perde

Ospiti notturni sono padroni ormai del podere
minacciano la figlia al ritorno in casa

Poi oggi ha pure letto che c’erano dei cittadini (cittadini nel senso che hanno un rapporto emotivo, romantico e irreale con la natura) a protestare contro il piano di tentare di rimettere le cose in equilibrio. La natura va gestita e non sono sempre fiori, quel numero spaventoso di cinghiali, daini caprioli è anche frutto dell’abbandono della terra da parte dell’uomo negli ultimi 50 anni.

http://www.restiamoanimali.it/blog/2015/il-prof-lombardi-vallauri-a-enrico-rossi-fermi-linutile-carneficina-di-cinghiali/

Dalla lettera del Prof. Vallauri:

Ma ancor di più del diritto contano per me, devo dirlo, l’empatia per gli animali e l’immagine della Toscana.

L’empatia con le zanzare invece? E quella con chi lavora la terra di questa Toscana?

18 gennaio

Gattologia applicata

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Che cesti, scatole, cassette e contenitori di vari tipi vengono subito occupati per mettersi dentro comodo è noto ai più. Ma le ultime sperimentazioni sembrano confermare l’ipotesi che al gatto basti anche uno spazio solo simbolico.

Domani il contadino farà delle prove con un cerchio disegnato col gesso.

16 gennaio

Veni vidi vai

Il contadino sta tagliando il bosco e non può non pensare alla distopia presentatoci nell’ultimo capitolo di un libro di un certo Casaleggio, respirando, brusciando la frasca e preparando la legna per la stufa:

Petrolio e carbone sono proibiti insieme alla circolazione di macchine private. I mezzi pubblici sono gratuiti. L’emissione di Co2 è punita con la reclusione fino a 30 anni. Taxi, tabaccai, macellerie e librerie sono scomparsi. La più grande impresa del mondo produce biciclette e monopattini. Le spiagge sono libere. I cacciatori fanno solo safari fotografici e ripongono nei nidi i piccoli caduti al suolo.

Finalmente erano passati qui alcune squadre di cacciatori e hanno tolto qualche cinghiale dal giro ma ci sono sempre troppi, devastano pascoli e altro, ma anche qui non ci si salveremo più:

Chi è sorpreso con un fucile è lasciato libero e nudo nei boschi e cacciato da personale specializzato con pallettoni di sale grezzo dall’alba al tramonto

Dalla prefazione:

Ma oggi internet, o come dicono i radical chic “l’internet”, può rappresentare una nuova frontiera anche nell’uso consapevole del nostro bene più prezioso: il tempo. La rete si fa così salvadanaio del tempo, consentendo a chi non si fa “consumare” da tv, centri commerciali, intermediazioni inutili e costose, e ruote del topo varie, di innescare una vera e propria rivoluzione: quella della qualità della vita.

Il contadino ha l’idea, vedendo la gente girare con lo squardo abbassato in questo internet nelle mani che “l’internet” invece sia in primo luogo solo un grande cimitero di tempo, compreso quel libro (che – stranamente – non ha pubblicato in rete ma da amazon).

7 gennaio

Lotta in campo profughi serbo !!

1 gennaio

Non male come inizio

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Ieri più o meno a mezzanotte.

31 dicembre

Ciao e benvenuto

Ciao nebbia, ciao pozzo vuoto e cisterna vuota, ciao api che ronzano e finiscono le loro scorte e ciao a tutto il resto di quel autunno prolungato – un caldo benvenuto invece al freddo, all’acqua e alla neve se viene, anche alla tramontano – insomma benvenuto sia l’inverno che sta per diventare una cosa rara preziosa da stimare.

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Ciao 2015 e benvenuto 2016, che porti salute, forza, fiducia e toglici un po’ di questa paura che tanti amano metterci addosso ultimamente.

20 dicembre

Trovare il posto giusto

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sasso-vite-8 D’inverno si dovrebbe mettere a posto tutto il possibile per avere il podere pronto quando parte la primara; il contadino intanto ha spostato questa scultura che era ancora nel cantiere da mezz’anno.

Tra poco ha finito i posti, ma il problema è che ha anche finito un po’ le idee.

18 dicembre

Non solo profughi…

Qualcuno ricorda questo recinto?

..impigliati nel filo spinato al confine tra la Croazia e l’Ungheria, vicino al Mohacsi e Beli Manastir … . Da Duboševica a Torjanac il confine viene attraversato da cervi in branchi, migliaia al giorno … …hanno trovato questa volta completamente chiuso.

– Ci aspettiamo che questo sarà sempre più spesso, specialmente dove sono campi piatti e quando inizia una grande migrazione. Se non possono passare, viaggeranno verso l’altro lato, e allora potrebbero finire per le strade – ha detto Milan Knezevic, sindaco di Petlovac, che aveva già messo in guardia contro il pericolo di una chiusura dei confini di tale natura.

18 dicembre

Pozzo secco

La Stampa ha battuto per un filino il contadino mettendo la notizia in prima pagina. Fatto è che la cisterna è quasi vuota, le batterie del fotovoltaico pure e se spunta un giorno di sole attacca la pompa ma dopo due ore questa ha già tirati via i 700 litri disponibili.

Per dirlo breve: le falde e vene stanno esattamente come di agosto.

15 dicembre

Rassegna stampa oleosa

Uno:

L’Italia è invasa dall’olio di oliva tunisino: le importazioni sono aumentate del 734 per cento nel 2015, cioè otto volte le quantità del 2014. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano, sulla base dei dati Istat dei primi sette mesi.

Due:

Sequestrate dal Corpo forestale dello Stato settemila tonnellate di prodotto extracomunitario e spacciato come made in Italy…

hanno permesso di accertare che migliaia di tonnellate di olio ottenuto mediante la miscelazione di oli presumibilmente extravergini provenienti anche da Paesi extra Unione europea, come Siria, Turchia, Marocco e Tunisia, venivano poi venduti sul mercato nazionale e internazionale (statunitense e giapponese) con la dicitura facoltativa 100% italiano, configurando così una frode in danno al made in Italy.

Tre:

“L’olio non era extravergine”, indagate sette note aziende nazionali
Il pm Guariniello accusa di frode i rappresentanti legali delle società olearie. Sarebbero coinvolti anche marchi entrati nella storia della pubblicità come Carapelli, Bertolli e Sasso.


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