Vogliaditerra

23 febbraio

Vai a votare!

I partiti promettono un Italia senza stranieri e miliardi di qui miliardi di là, uno promette che fa meglio ti tutti perché non ha esperienza, tipo il muratore apprendista che ti costruisce un grattacielo ma è onesto.

Il contadino promette nespole, quest’anno, gli ha visti sull’albero e promette anche un gran freddo i prossimi giorni.

Ma vai a votare, altrimenti…

19 febbraio

Se non conosci il capibara ti sei perso qualcosa

E un grande amico di tutti.

14 febbraio

C’era una volta il West

29 gennaio

Questionario

Ci scrivono al contadino e lui quando gli chiede una cosa spesso non riesce dire di no:

….sarebbe possibile postare un questionario sull’innovazione nell’agricoltura sul tuo blog? Siamo un gruppo di ragazzi che stanno lavorando ad un progetto per quanto riguarda l’innovazione agricola.
Il questionario è questo:
https://goo.gl/forms/y8g7vMxPHDHu5mYI3

Il pensiero del contadino al riguardo è che oggigiorno sono pochi gli appassionati che si legano alla terra, perché è questo: sei legato alla terra per la quale ti prendi la responsabilità e adesso tutti vogliono essere nomadi. E la terra la vuole nessuno – anche per il fatto che vi vuole un reddito extra per dedicarsi alla terra.

Il secondo pensiero gli viene quando legge cosa Alphabet (google) ti dice quando clicchi il link:

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e fanno ridere i polli: questi algoritmi sanno molto su di te, conoscono i siti che visiti e leggono pure le tue mail se usi gmail altro che “identità anonima”. Manca anche un po’ la cultura digitale, tipo pagarsi un servizio email, usare telegram al posto di whatsapp, wire al posto di skype e così via.

26 gennaio

Trilemma

Non si possono avere tutte tre insieme in pieno. La globalizzazione, uno stato nazionale e la democrazia.

I primi due al pieno e viene mancare la democrazia, esempio Cina
Una democrazia funzionante in uno stato nazionale va a discapito della globalizzazione.
E infine una democrazia a livello globale distruggerebbe lo stato nazionale (ecco uno dei problemi della EU).

L’unica cosa fattibile e pesare e ponderare: un po’ meno di uno un po’ più dell’altra ma avendo sempre ben chiaro che sono collegati insieme in questo trilemma.

Ovviamente questa saggia osservazione non è cresciuta sulla letamaia del contadino ma è uno dei frutti di lavoro di Dani Rodrik

19 gennaio

Pubblicità

[Visto l’andazzo il contadino ha venduto il blog a una startup di Hongkong che sviluppa blockchain-based target advertising]

Stanco e depresso? Giornate grigie, pioviggine e freddo umido? Nessun calore vero attorno a te?

Per te adesso c’è CANDELA®, disponibile sia in vera cera nei migliori negozi sia come app nella store per tuo smartphone!

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31 dicembre

L’anno che verrà

Se ne va l’anno del lupo, l’anno della frutta, quella della siccità, di ascesa di personaggi improponibili al potere e di mille altre cose molto terrestre e poco divine. Ma se siamo qui vuol dire che l’abbiamo superato in qualche modo e questo non è mica poco.

Buon salto coraggioso nel incognito quindi!

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18 dicembre

L’albero rosso

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E’ sempre lui – questo susino arrivato da sé – ma adesso il suo colore è un ultima testimonianza di quest’annata difficile: dopo essere quasi seccato d’autunno ha rifiorito e messo anche delle foglie nuove che nonostante i venti forti e le brinate frequenti stentano a cadere. Speriamo bene…

13 dicembre

Ragazzi irragiungibili

“Il vostro bambino è al momento irraggiungibile, potrebbe aver spento il cellulare o si trova scuola”, magari sentiranno questo nell’anno prossimo i genitori in Francia.

Ma il contadino non ha trovato l’altro elemento nelle notizie italiane: il ministro Blanquer vuole anche istituire i cori in tutte le scuole.

Mosse controcorrenti che hanno effetti molti salutari nel futuro.

27 novembre

Democrazia diretta, stupidità collettiva e la perdita del significato delle parole

Volendo ci si potrebbe arrabbiare su molte cose. A chi vede nella democrazia diretta e nelle decisioni prese dalla base il bene per definizione il contadino consiglia una lettura di questa storia qui. Qualcuno ha pure detto che adesso viviamo in vetocrazie, cioè nelle democrazie occidentali molti piccolo gruppo possono impedire ogni progetto, ma nessuno sarebbe più in grado di creare qualcosa.

Poi non ne può più della storia delle fake news: non serve nessun filtro gestito da aziende private, serve (o serviva…) l’educazione, investimenti in cultura e scuola, l’uso del cervello, la conoscenza dei concetti e delle parole e la differenza tra questi due. E la discussione con chi lo pensa diversamente, argomentare le proprie idee (o quelle acquistate).

Invece bisogna leggere che un candidato premier accusa un altro candidato premier di fare “fake news” quando dice una cosa inesatta o falsa. Un politico non emette “news” dalla sua bocca, le notizie – false o semivere o vere in proporzioni variabili – le creano la radio, la tivu, i giornali e siti di informazione varia.

13 novembre

Rossellino o no?

Tra gli ulivi che coltiva il contadino c’è una pianta immensa, vigorosa e con foglie molto grandi che ha resistita bene alla gelata dell’85. In tutta zona ha trovato tre piante sole.

Con il leccino ha in comune la resistenza alla rogna, la quasi assenza di polloni, la resistenza al freddo, con il frantoio il portamento delle olive e l’invaiatura scalata. Si può anche dire che ha un alternanza spiccata, tipo 3 cassette poi l’anno dopo 2 kg. Visto le sue proprietà il contadino l’ha innestato in posti dove il frantoio produceva poco e adesso avrà una trentina di quelli. Quest’anno ha fatto cosa voleva fare da tempo: frangerle da sé: hanno reso il 14,9% verso 13% di una partita di quasi solo leccino. L’olio non pizzica quasi niente ma ha un bel amaro fruttato, adesso va visto nel tempo.

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Al frantoio hanno nominato la varietà “Rossellino”, alcune cose delle descrizioni in rete corrispondono altre no (foglie piccole). Qualcuno lo riconosce?

27 ottobre

Addio glifosfato (ri)arriva dicamba

Dalla serie “L’uomo impara mai niente ma proprio niente di niente”: è in linea d’arrivo l’uso del dicambo, visto che il glifosfato ha prodotto infestanti resistenti e tutti quei migliaia d’ettari di soja transgenica sono sotto pressione. La Monsanto anno scorso vendeva già i semi OGM resistenti mentre il novo formulato “meno volatile” non era nemmeno autorizzato.

Però non sembra meno volatile, visto che più di un milione di ettari sembra rimasto danneggiato.

In un mondo normale semplicemente si vieterebbe il prodotto e si userebbero le energie per cose più intelligenti.


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