Vogliaditerra

29 aprile

Agricolturare nello zoo

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Ormai tra cinghiali, daini, caprioli e lupi (i quali invece di controllare daini e cinghiali controllano pecore) tocca proteggere ogni piantina di frutta messo a dimora – altrimenti fa la stessa fine di quel innesto dell’olivo, completamente sbucciato dai daini.

26 aprile

Alla frutta!

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susine Le speranze per mangiare la frutta qui sono intatte e la ghiandaia sarà contenta anche lei: c’è tanto di tutto, dalle mandorle alle susine, e anche gli ulivi promettono molto bene – la prima soglia è presa, mignolano bene, speriamo che quest’anno la stagione ci assiste un po’ meglio dopo il disastro dell’anno scorso.

Ora sembra che anche le piogge stanno per arrivare, finora era una primavera arida e tardiva, con il vantaggio che il contadino poteva lavorare dritto senza sosta. Si gode molto la salute e le forze riacquistate e cerca di non farsi più stressare dai lavori, con discreto successo finora, poi ha pure una giovane wwoofer che assomiglia moltissimo alla sua figlia, anzi non si vedono alcune differenze.

E in due i lavori pesano meno della metà, questo è la matematica della vita.

13 aprile

Meglio tardi che mai

Quest’anno è parecchio indietro pure lui.

9 aprile

Mezz’ora di ascolto


Nei tempi di attenzione media di neanche tre minuti ci vuole un contrappunto.
Complimenti per chi ci sta.
.

5 aprile

Buona Pasqua

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1 aprile

Togliamo l’ora legale

Finalmente qualcuno ha pensato di lanciare una iniziativa europea per togliere una volta per tutte questo stupido cambiamento di ora che ha mai risparmiato energia e che invece fa solo danni alla salute e anche al economia. La Russia l’ha capito già quattro anni fa e l’ha tolto, sarà facile arrivare al milione di firma necessarie.

[pesce di aprile purtroppo]

26 marzo

Vogliaditerra.asia

Ieri al contadino è arrivato una mail di un servizio cinese che vende domini internet: secondo loro un certo CH****UAN GROUP vuole registrare vogliaditerra.asia, Vogliaditerra.com.cn e Vogliaditerra.cn e pure il Brand.

Hanno chiesto se questi qui sarebbero autorizzati dal contadino (o meglio della sua Company) e se lui vuole proteggere questo nome potrebbe registrargli prima (…if your company consider these names of importance to your company’s business or interest…)
Ma i domini cinesi costano decisamente troppo per salvare un blog vecchino con venti lettori. Si starà a vedere. Risponderà che questo è un blog che si batte per libertà su internet e che magari questo gruppo dovrebbe scegliersi un altro nome.

26 marzo

Indietro siamo

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Il mandorlo l’anno scorso il 14 febbraio e quest’anno il 27 febbraio.
Il susino sotto era così il 24 febbraio l’anno scorso e quest’anno il 18 marzo.
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Meglio tardi con forza.

24 marzo

Ma senti un po’

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il Roundup è cancerogeno.

E’ sempre difficile con questi veleni, nulla da fare.

18 marzo

Il giorno della banca

Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?

si domandò Brecht. Oggi apre la Bce a Francoforte, 100km di filo spinato, 9800 poliziotti, 28 òlanciatori d’acqua o come si chiamano i mezzi di soppressioni di massa… una grande festa.

18 marzo

Le energia solare e l’eclissi

Per dopo domani si stanno preparando i gestori di reti in tutto Europa. Nel caso di beltempo calerà la produzione di 12mila MW solo in Germania (con metà della potenza fotovoltaico installato in Europa) mentre al ritorno del sole salirà di 19mila MW, circa la produzione di 15 centrali.

Il punto è il tempo: più che sarà nuvolo meno saranno i problemi di gestione. In Italia sembra che la strategia sia quella di staccare la spina agli impianti:

In particolare, con una potenza fotovoltaica installata pari a 19.691 MW (dato ENTSOE) al culmine dell’eclissi, la potenza elettrica prodotta potrebbe ridursi di circa 7.000 MW, pari agli impianti FV allacciati in media tensione. Ma il problema più grave, spiegano i tecnici di Terna, sarebbe la velocità con cui la potenza prodotta da fotovoltaico calerà e poi crescerà.

17 marzo

Lo stato, la scienza e la salute (degli ulivi e non)

Per gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:

Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosa”. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.

Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:

Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previste”, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonché anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perché ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.

Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.



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