Io non so se è la bici la mattina presto, ma stamane Tommy mi fa:
"Ma quando siamo andati da Gesù.."
"Sì"
"Dopo un po' torniamo nella pancia di una mamma?"
"Ehm, no Tommaso. Stiamo tutti insieme con Gesù, con tutti gli amici, i nonni, i papà, le mamme..."
"Ma ci divertiamo?"
[e che gli rispondo io?] "Eh, sì, è una festa senza fine... e non ti stanchi mai".
[credo di averlo quasi-convinto, ma mi sa che domattina torna alla carica]
"Sai papà, ho capito una cosa"
"Dimmi"
"Che quando fai la capriola è come quando fai il giro della morte"
[sarei d'accordo, ma dirlo di mattina presto mentre stai andando in bici... fa un effetto po' strano]
Oggi c'è la consegna delle schede di valutazione, al termine della prima elementare. E io prendo un po' in giro Tommy:
"Ma dici che ti promuovono?"
"Certo!"
"Mah, non lo so mica. Le maestre ti possono anche bocciare.."
"E' impossibile che mi boccino!"
"Perché?"
"Perché si boccerebbero da sole"
[Come a dire: Non possono contraddire se stesse, sarebbe il fallimento del loro metodo educativo. Il ragazzo farà strada, ci scommetto]
Anche se va al centro estivo dalle suore, Tommy prende una bruttissima piega.
Ieri sera, proprio mentre era ospite da noi il nonno, dice:
"Posso raccontare una barzelletta, anche se ha dentro una brutta parola?"
Noi. "Va bene..."
"Allora: ci sono due amici, uno si chiama scemo..."
[N.B.: la parolaccia è quella in grassetto]
Alla tivù c'è una partita degli Europei, e la guardiamo con i commenti dei bimbo, in sottofondo, ovviamente.
Raffaele ogni due minuti chiede "Chi vinceeee?", anche se la gara è inchiodata sullo 0-0. E vabbè.
Tommy a un certo punto fa alla mamma: "Chi è il portiere della Croazia?"
Mamma: "quello con la maglia gialla"
Tommy: "E' bello il portiere?"
Mamma: "Sì, è un bell'uomo"
Silenzio
Tommy: "Ma anche il papà è bello"
[e ci mancherebbe altro!]
Tommaso ha voglia di prendermi in giro:
"Ha haa! Papà è un fifone!"
- "Ah sì?"
"Sìì. Sei tanto fifone che ti fa paura il formaggio!"
[io francamente questa non l'ho capita]
Raffaele prende il suo mazzetto di carte Pokemon e mi fa:
"Papà, giochi con me?"
Io: "No, Raffy, non so giocare a carte Pokemon"
R.: "Ma giooooca!"
Io: "Ma dài, Raffy, non conosco le regole"
R.: "GIO-CA!"
Mi piego alla volontà superiore. Non descrivo qui come si è svolta la gara, con regole che non capivo, carte a casaccio, e Raffy che tanto vinceva lo stesso, pure con l'aiuto del fratello che gli suggeriva. Alla fine:
"Che pollo, papà, hai persoooo!"
E gli occhi gli hanno sorriso per tutta la sera.
[dove si dimostra che a tuo figlio basta che tu stia vicino...]