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Categoria: ambiente

ecologia e uso consapevole delle risorse limitate

Contro l’isteria CO2

Nel suo piccolo il contadino la pensa uguale da un bel po’ e quindi sottoscrive il discorso di John R. Christy – uno fra le migliaia di scienziati che hanno partecipato all’IPCC – scritto giovedì scorso sul Wall Street Journal:

“Madre Natura opera ad un livello di complessità che, per il momento, va oltre le possibilità di comprensione dei comuni mortali (come gli scienziati)”

Per lo studioso dell’Università dell’Alabama, i climatologi odierni hanno perso una dote fondamentale per ogni scienziato: l’umiltà. Invece di parlare ricordando i limiti della scienza, i climatologi di oggi si pongono come se avessero la verità in tasca e saltano subito alle conclusioni.

“La mia esperienza come insegnante missionario in Africa mi ha aperto gli occhi a questo semplice fatto: senza accesso all’energia, la vita può essere brutale e corta. L’impatto incerto del riscaldamento globale in un distante futuro deve essere confrontato con i disastri che abbiamo davanti oggi. Il Copenhagen Consensus del 2004 di Bjorn Lomborg, un’analisi costi benefici delle questioni sanitarie operata da economisti di chiara fama (inclusi tre premi Nobel), ha calcolato che spendere in sanità per cose come i micronutrienti per i bambini, l’HIV/AIDS e la purificazione dell’acqua porta benefici da 50 a 200 volte maggiori di quelli diretti a cercare di limitare marginalmente il “riscaldamento globale”. Data l’incertezza scientifica e la nostra relativa impotenza riguardo al cambiamento climatico, l’imperativo morale qui mi sembra chiaro.”

Forse anche qui la verità sta nel mezzo: Siamo responsabile del cambiamento climatico in atto, ma le misure che stiamo per prendere peggiorano forse solo la situazione (esempio biodiesel) e guardando solo il CO2 perdiamo d’occhio altre cose. Per esempio: Una grande opera come la diga delle Tre Gole in Cina non produce CO2 ma cambia tutto la distribuzione dell’acqua sul pianeta. Effetto climatico garantito.

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Acqua, troppa

L’inondazione quotidiana oggi tocca al Messico:

Piogge torrenziali e inondazioni senza precedenti stanno sconvolgendo il Messico meridionale, in particolare il Chiapas e soprattutto lo Stato di Tabasco. Qui mezzo milione di abitanti è rimasto senza tetto, le città sono sommerse da una massa d’acqua che in alcuni casi arriva a coprire gli alberi e i tetti delle case. Gli abitanti cercano di mettersi in salvo nuotando nella melma. Il 70 per cento del territorio è allagato, la quasi totalità della produzione agricola è distrutta

[stasera il contadino cercherà cosa aveva detto Ecevit sulle inondazione, forze vitali e le ingustizie sociale-economiche]

aggiornamento: Il contadino non ha trovato il riferimento per ora, ma all’incirca questo spirito dell’acqua diceva che le inondazioni avvengano se in una zona regna un sistema socialmente ingiusto per più di sette anni; nel caso parlava delle alluvioni dell’Elbe nella Ex-Germania dell’est del 2002. Le forze vitali del posto così vengano indebolite è la acqua che e vita deve riequilibrare. Una spiegazione da essere elementare del vecchio credo che “Dio ci punisce per i nostri peccati con disastri.”

La situazione pare pazzesca:

Il ricco stato petrolifero, grande quanto il Belgio, e’ per l’80 per cento sotto il livello dell’acqua, e si prevede che nei prossimi giorni Noel, che viaggia a 30 chilometri l’ora, perdera’ definitivamente lo status di tempesta tropicale per scalare i gradi della scala degli uragani. Villahermosa, la capitale del Tabasco, e’ ormai praticamente coperta dall’acqua e nel caos totale per la mancanza di cibo, acqua potabile, gas, medicinali e servizi ospedalieri

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La vita è mortale

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Questa moda di scrivere sulle cose che fanno male non ha mai piaciuto tanto al contadino.

Una volta gli è capitato di vedere una bottiglia di vino per l’esportazione in America.

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Rendersi conto

Distributori di carta WWF

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Liberté, egalité, ambienté

Greenpeace esulta e la chiama “Revoluzione verde“, se Sarkozy mette in pratica le sue parole di ieri. Il contadino è d’accordissimo in tema di OGM bannati dai campi, ma ‘sto divieto del bulbo l’ha mai piaciuto. Questa misura si presta benissimo per tingere un governo di verde e per questo lo faranno tutti: costa nulla, tutti devono spendere e un piccolo effetto ci sarà pure. Invece di ridurre tutte quest’inquinamento luminoso senza senso fuori si costringe i cittadini di mettersi un generato di elettrosmog sulla scrivania. In cambio vuole anche aumentare gli treni ultraveloci che consumano non poco. Nessun accenno ad una riduzione del nucleare.

Ma nessun governo può avere il coraggio di fare i divieti che farebbero davvero un effetto: SMUV e televisori a plasma per esempio, in barba alla lobby dell’ industria e ai elettori-consumenti.

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CO2 nel cervello

Che la caccia alla strega CO2 in atto produce effetti più nocivi che sensati è il timore (fondato) del contadino. Un altro esempio è questo:

l ministero dell’Ambiente e delle Politiche Agricole inglese ( Defra) ha diffuso in forma non ufficiale una dei piani che rientrano nella strategia atta a ridurre le emissioni di Co2 in Gran Bretagna: ridurre il latte fresco del 90% per il 2020 […]
Da un punto di vista strettamente burocratico il disegno ha senso. Se il latte fresco, che in Gran Bretagna rappresenta il 93% del mercato, scomparisse a vantaggio del più comodo latte a lunga conservazione diminuirebbero in modo sensibile i consumi dovuti alla refrigerazione, nel trasporto e nella vendita.

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Sostegno ideale

Non si realizzerà mai, ma il contadino sostiene la moratoria:

Secondo Ziegler, questo tipo di combustibile deve essere prodotto a partire da piante non alimentari, rifiuti agricoli e avanzi vegetali, invece che da colture alimentari. Ciò permetterebbe di evitare aumenti massicci del prezzo dei cereali, che aggravano la fame nel mondo, ha ribadito il relatore.

Egli ha sottolineato che per fare il pieno di 50 litri di biocarburante in un’automobile sono necessari circa 200 chili di mais, una quantità che permette di sfamare una persona per un anno intero.

Oltre a Brasile e Stati Uniti – principali paesi produttori – Ziegler ha criticato l’Unione europea che ha fissato al 5,75% la quota di agrocarburanti nell’energia utilizzata per i trasporti fino al 2010 (10% fino al 2020).

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Nobel fuori posto

Così al caldo al contadino sembra che la scelta del comitato di dare il premio Nobel per la pace ad Al Gore poco comprensibile. Un risultato della sua campagna è che siamo quasi entrato in una guerra contro il riscaldamento globale (mentre è diventato pane quotidiano quello contro i terroristi); ora trasformiamo pane e mangime in biodiesel (etanolo) e tagliamo la foresta pluviale per piantare palme da cocco.

Dov’è la pace in tutto questo?

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Africa allagata

Non è detto che un milione e mezzo di persone che hanno perso la casa c’è la fanno ad arrivare nelle prime pagine dei giornali. Lo tsunami in Indonesia aveva un numero uguale di sfollati ma immagini molto migliori per i media.

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Siamo ciò che facciamo

Questo movimento cambia il mondo mentre qui si discute di politica.
(e sì, manca la sezione italiano – chi si fa avanti?)

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Casa solare

In Svizzera fanno cose così:

E’ stata inaugurata a Burgdorf, in Svizzera, la prima casa solare plurifamiliare d’Europa riscaldata completamente a energia solare. Il tetto dell’edificio integra 276 pannelli solari (collettori termici) collegati a un enorme serbatoio per l’acqua sanitaria. Può rifornire di acqua calda e riscaldamento domestico gli otto appartamenti dell’immobile.

Il contadino però non potrebbe mai vivere in una casa che non ti lascia aprire le finestre. Già detesta questa limitazione nei treni moderni. Purtroppo pare che l’impianto d’aerazione con recupero di calore è essenziale (dettagli) per ottenere questi risultati. Ma un bel nome hanno, queste case, bisogna dirlo: Minergie®

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Ambiente condita

Il quadro dei veleni usati in agricoltura disegnato dall’ISTAT:

La coltivazione del melo, come detto, è quella sulla quale viene effettuato il maggior numero di interventi e sono i trattamenti a base di insetticidi quelli più utilizzati per i quali si impiegano 32,6 chilogrammi di sostanze attive distribuite in 3,1 interventi per ettaro.

Che è la coltura del melo che richiede più fitofarmaci non è mica un gran sorpresa. Hai un melo in giardino? Tutte bacate, vero? Ora sarebbe molto facile di imprecare su ‘sti agricoltori spruzzaveleni, ma secondo il contadino è il consumente quello che decide: se vuole frutta grossa, perfetta che costa poca o se cerca la frutta, la pasta e la verdura biologica e se non la trova compra il meno possibile e chiede al venditore di offrirlo in futuro. Tutto lì, non dire che non si può far nulla.

[via sanablog]

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