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Mese: luglio 2011

Lucciole elettroniche

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Altro che Moody, Standard & Poor e Fitch

Nella monocultura americana delle agenzie di rating fa bene sapere che c’è una voce alternativa – cinese:

Dagong Global Credit Rating Co., Ltd. (hereinafter referred to as “Dagong”) initially assigned the United States sovereign credit a rating of AA in July 2010. On November 3, 2010, the U.S. Federal Reserve announced the QE2 monetary policy, which aimed at stimulating the U.S. economy through issuing an excessive amount of U.S. dollars. Dagong saw this action as a sign of the collapse of the U.S. government’s ability to repay its debt and the drastic decline of its intention to repay, and therefore downgraded the U.S.’ credit rating to A+/negative on November 9, 2010. This surveillance research confirmed the opinion that the U.S. government’s actual ability to repay its debt would tend to continuously decline, as Dagong stated in the last rating report. Therefore, Dagong puts both local and foreign currency sovereign credit rating of the United States on the Negative Watch List for the following reasons…

Gli altri danno tutto ancora AAA al debito USA, minacciando solo un declassamento nel caso che vanno avanti così in politica (non c’è un parlamento sano di mente nel mondo). I cinesi tengono 1.1 bilione del debito USA di 14.3 bilioni mentre i tedeschi si tengono quello greco e gli italiano tengono il loro da sé: La gran massa del debito che l’Italia trascina avanti è in mani italiane.

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Le mani nei capelli

Tasse, tagli, altri tagli, privatizzazioni finché rimane niente di sanità, di scuola, di pensioni pubbliche: si prova davvero e sul serio a curare la malattia con i veleni (neoliberali) che l’ha causata. La Grecia faceva da apripista, adesso tocca ai prossimi. Non è una crisi economica, è una crisi sociale e spirituale – abbiamo semplicemente perso la bussola nella sbornia economica – e sembra che bisogna incenerire tutto per bene prima che si cambia, sperando di essere fenice.

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Z come zoro R come ragno

Viene da chiedersi a cosa serve questo disegno del ragno tigre o ragno vespa (Argiope bruennichi) – chi ne sa qualcosa è pregato di illuminarci!

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Di quanti panelli ha bisogno l’uomo?

Nel suo piccolo i problemi energici sono gli stessi come a tutti: consumi e bisogni crescenti. Questi sulla sinistra sono i primi quattro panello fotovoltaici messi più di venti anni fa (importato dalla Germania con la dogana che voleva sapere di cosa sono fatti, mentre adesso si trovano anche semi-nuovi su ebay), di dubbia qualità perché da parecchi anni producono neanche un 30% di una volta. Qualche anno ha trovato altri quattro panelli usati da esposizione che sono sempre al massimo a a parte uno che qualche settimane fa è morto stecchito – zero ampère. Poi ha comprati altri due e un altro ancora.

Senza corrente niente acqua in casa. Il problema era la pompa Fluxinos nel pozzo giù nelle valle: con il regolatore tirava su solo 5qt al giorno e sopratutto solo con cielo limpido, mentre il pozzo farebbe anche 8 quintali o più. Uno serve per gli animali, uno o due per la casa e rimane poco per l’orto. Quindi altri panelli (quelli da ebay, in cima sulla foto), la pompa adesso frulla a 50V a 300lt/ora volendo anche di notte. Infatti adesso il contadino dispone di due sistemi a 24V che può mettere in fila per avere 48V (si dovrebbe poter anche saldare direttamente, farà una prova) e uno “normale” a 12V, appena gli arriva l’altro regolatore. E il groviglio di file nella stanza aumenta ancora.

Poi sarà il paradiso qui, milioni di mosche a parte.

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Ancora non ha capito bene a cosa serve (probabilmente a raccogliere più dati e ottimizzare i servizi di ricerca – e la pubblicità) ma intanto il contadino ha messo ‘sto pulsantino. E ci sta bene che sparisce dopo un po’.

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A fermare il nucleare ci pensano le meduse

Un classico da manuale di sistemi autoregolanti: tre centrali nucleari spente per colpa delle meduse.

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Paesaggi sotto cenere

Impressionante

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Come mi chiamano?


Calandro (Anthus campestris; Ordine:Passeriformes;Famiglia: Motacillidae) (grazie Su) e questo è lo stesso nello stesso posto, sulla strada acanto l’Orlo. In alternativa è una motacilla ma forse non alba…

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Siamo alla frutta

Gli ultimi dieci giorni erano segnati dalle susine, quelle lunghe. Una caratteristica di questo podere erano molti boschetti di queste susine, con le pecore che rufolavano sotto tra i rovi e l’erba per mangiarli. Più di dieci anni fa cominciarono a seccare, anche le piante giovane avevano da subito la punta e dei rami secchi e c’erano delle annate senza questa marmellata favolosa che si fa scuotendo le piante per avere i soli frutti veramente maturi che finiscono subito in pentola, con tre etti di zucchero su un chilo di frutta.

Quest’anno sono tornati alla grande, le piante da qualche anno venivano su sane di nuovo e c’erano e ci sono quintali sopra – anche l’istrice ringrazia che ci campa di queste adesso ancora per un po’.

Il contadino è un gran fruttivoro da sempre, ma quando ha appreso che esistono dei fruttariani e l’ehretismo è rimasto stupito:

Nessuno sa quando e perché abbia iniziato a cuocere i cibi; non esistono Darwin o Sitchin che abbiano mai dato una risposta soddisfacente al quesito ma ciò che è certo, è che il sistema digerente dell’uomo è progettato per cibarsi di cibi crudi come qualsiasi altro essere vivente: gli animali che vivono allo stato brado non cucinano né alterano in alcun modo il proprio cibo.

A parte che gli animali non usano neanche vestiti, case riscaldate e teorie di alimentazione: il processo di digestione comincia nella bocca, macinando e insalivando il cibo, dopo è un processo anche di calore nello stomaco. Macinando grano e cucinandolo si porta fuori dal corpo alcuni dei processi, liberandolo un pochino del lavoro duro di digerire e avere della forza per fare altro.

Il frutto per eccellenza è il grano, creato dal erba nel epoca culturale persiana con un processo sacrale che oggi non riusciamo a ripetere. Di positivo nel fruttarismo c’è questa idea di mangiare senza uccidere, non ponendo la vita degli animali su un livello maggiore della vite delle piante. Ma non c’è motivo di escludere il pane o la pasta.

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I veri problemi della rete italiana

Altro che problemi di copyright: L’attacco alle 18 università italiane ha messo al nudo la capacità tecnica di chi gestisce siti e server e diffuso passwd, email, telefono e altro dei poveri utenti di quei sistemi.

Ecco un estratto random che dimostra la coltura del passwd dei docenti:

Nome = Nadia
Password = elio

Nome = Paolo
Password = docente

Nome = Alessandra
Password = docente

Nome = Giovanni
Password = DAFTTFAD

Nome = Armando
Password = aciancio

Nome = Santa
Password = docente

Nome = Paola
Password = tuttodago

Nome = Angela
Password = docente

Nome = Dario
Password = docente

Nome = Giuseppe
Password = dattilag

Nome = Paolo
Password = 123456

++++++++++++++++++++++++fine docenti inizio studenti
Nome = Dario
Password = 120786

Nome = GIULIA
Password = 402983

Nome = ludovico
Password = aaaaaa

Nome = ANTONELLA
Password = sponge

Nome = Nazareno
Password = ernarpoltio

Nome = Valeria
Password = 070487

Nome = chiara
Password = kiuzzissima13

Nome = Samanta
Password = università

Nome = SHARON
Password = LIGABUE

Nome = Giusepe
Password = peppuzzo

Nome = Francesco
Password = giovanna

Tutti ora subito a cambiare la loro passwd ma finché non hanno messo a posto questi buchi enormi serve a poco. E cambiarlo se si usa su altri siti, e magari smettere di usare la data di nascita o il nome del ragazzo/a.

La cosa è seria: Molti usano lo stesso passwd su siti diversi.

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Cerchi nel grano

La stagione non è molto entusiasmante fino adesso (a parte quello italiano a Poirino). Sono spuntati ieri uno incompleto e uno abbastanza interessante.

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