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Mese: settembre 2010

Il trasloco finto

Da tempo il contadino ha questa voglia di un trasloco: per prendere in mano ogni cosa e liberarsi del inutile, del non-utilizzato, del non-necessario.

Purtroppo non trasloca da un quarto di secolo. Ma da qualche giorno è in atto un trasloco finto, camera per camera si tira fuori tutto, si spolverano e sfoltiscono i libri (sono difficili da buttar via e si cestinava pure una delle 5 bibbie). Tutto grazie all’intonaco sotto il tetto che si sgretola da qualche anno.

Ma non voleva dire questo, nel retro di uno dei libri ritrovati c’è questo testo:

Il corso dello sviluppo va nella direzione di un lavoro completamente libero. Questo corso non nega e non può cambiare nessuno. Come il lavoratore greco sotto la costrizione del padrone faceva il suo lavoro, come il lavoratore di adesso per costrizione fa il suo lavoro per il salario così sarà nel futuro solo libertà nel lavoro. Lavoro e salario saranno completamente divisi. Questo sarà la salute della sfera sociale nel futuro…

Il denaro nel futuro non devo mai essere un equivalente per la forza lavoro umana, ma solo per i beni materiali…

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Vaccino da sonno?

Si avvicina il periodo delle vaccinazioni e ci sono ancora da smaltire le scorte immense non scadute del vaccino contro la suina in tutti paesi, sicché conviene di mescolarle con il vaccino antiinfluenzale normale.

Sembra però che il Pandemrix abbia avuto dei effetti collaterali:

L’Agenzia Europea per i Medicinali (Aem) ha detto di essere stata invitata dalla Commissione Europea a svolgere un’ulteriore analisi dopo una serie di casi di narcolessia, per lo più in Svezia e in Finlandia.

Il Pandemrix è stato usato dal settembre 2009 come vaccinazione contro l’influenza H1N1, conosciuta anche come influenza suina, ed è stato dato a circa 30,8 milioni di europei.

La narcolessia è un raro disturbo del sonno che induce le persone affette ad addormentarsi improvvisamente e inaspettatamente. La causa precisa non è nota ma si pensa che sia dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali, tra cui anche le infezioni.

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Ricordiamo i bei tempi vecchi…

… quando tutti eravamo amici e Reagan dedicava il lancio della Columbia ai Talebani.

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I veri nomi dei insetti

Le pecchie sono le api e il ronzone giallo il calabrone mentre a S. Maria a Monte vengono chiamate bifonchi. A voi per completare l’elenco.

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Smaltire il nucleare

Il contadino ha ancora molte tab aperti con vari articolo sull’energia nucleare perché volevo farne un post, adesso sarà anche ora di liberarsene, ma l’argomento è così chiaro che ogni parola troppo è sprecata. Il riassunto:

  • Le centrali fantasma. Sono stati costruiti più di cento centrali nucleari (più che altro nei anni ’70-’80) che hanno quasi mai prodotto corrente. Costi stimati: 360 miliardi, senza contare quelli correnti per messa in sicurezza, smantellamento ecc.
  • Fusti molto più radioattivi che stimato prima (16’100 contro 1300 contenenti materiale media-radioattivo) nella vecchia miniera di Asse in Germania, quella con l’acqua radioattiva in giro che deve essere bonificata.
  • Allungano il tempo di vita e in compenso abbassano gli standard di sicurezza. In Germania.
  • I preventivi rosei: In Bulgaria il ministro dell’Economia Traicho Traikov ha annunciato che il costo della centrale nucleare prevista a Belene raggiungerebbe i 9,8 miliardi di euro, più del doppio di quanto inizialmente previsto.
  • Le centrali svizzere Gösgen e Beznau usano l’uranio riciclato. Energia pulita, bello! Riciclata a Mayak (non guardare le foto), Russia, il peggio luogo che esiste sulla terra. Il commercio mondiale di uranio è completamente all’oscuro, non deve essere dichiarata la provenienza. Produzione mondiale: 40’000 tonnellate. Consumo: 70’000 tonnellate. La differenza di 30’000 tonnellate proviene da “fonti secondarie”, elementi esausti di reattori o bombe smantellate. Va separato il Plutonio e milioni di litri di acqua contaminata viene rilasciata nell’ambiente, come a Mayak.

Tralasciamo notizie sull’uso militare, che non si separa dall’uso civile. O si usa o non si usa questa tecnologia. Ci vuole un altro Cernobyl nell’Europa centrale con una vasta area non abitabile per farci smettere?

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Siamo nominati

Nel consueto plurale che si usa per queste occasioni io, ste e il contadino siamo lieti annunciare e fieri di essere tra i finalisti per il miglior photoblog nel Blog Adwards. Anche quest’anno se non era per un commento (l’anno scorso il contadino non sapeva né del concorso né della sua nomination né della sua vincita) e per un post di Leonardo la faccenda si avrebbe svolto in un universo parallelo.

Il bello è che in questa votazione c’è molta più scelta che nelle votazione politiche, il brutto che i photoblog sono quasi estinti, schiacciati da flickr e affogati da facebook.

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I bruchi e l’uomo

Viene scritto un altro capitolo nel libro “Noi e gli animali”. Niente amore e protezione ma molto fastidio (e veleno) per i bruchi qui vicino, a Castelfranco. Il bruco del nome significativo “bruco americano” è l‘ifantria.

La dannosità dell’ifantria deriva dalla voracità delle sue larve: le
parti verdi della pianta vengono completamente divorate e restano
solamente le nervature principali delle foglie. Le specie attaccate
sono circa 200, tra queste le più colpite sono il gelso e l’acero ne-
gundo, ma vengono danneggiati anche platani, tigli, olmi, pioppi,
salici, frassini come pure alberi da frutta quali meli, peri, peschi,
susini, albicocchi, ciliegi, noci, la vite e colture come quelle di mais,
soia, erba medica, ecc. qualora non fossero disponibili le essenze
preferite.

Oltre ai danni, i bruchi possono arrecare un fastidio non trascura-
bile agli abitanti che si trovano nelle zone infestate, quando, termi-
nata la fase di alimentazione, i bruchi si trasferiscono dalle piante
ospiti verso gli edifici in cerca di riparo per incrisalidarsi.

Ecco cosa cercano nelle case. Al contadino ricorda l’estate 2006 con i bruchi che attaccavano gli olmi, d’estate se vedevi un albero brunastro era un olmo, delle foglie erano rimaste solo le nervature. L’anno dopo c’erano solo pochi bruchi e agli olmi non hanno fatto quasi niente. Quindi niente panico.

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Mobile

Anche se pensa che l’internet mobile sarebbe proprio una delle cose meno necessari per il mondo da vero geek ha installato un plugin che manda una versione adatta del blog per i cellulari, palmari e i-cosi in proliferazione e l’ha testato con una live di Android su Virtualbox.

In che mondo strano viviamo.

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Le Sebright di Ale

Il contadino di recente ha fatto un affarone: un etto di galline Sebright contro un chilo di cipolle.

L’allevatore inglese Sir John Sebright nell’800 si mise al lavoro con l’intenzione di creare una razza di polli nana che avesse due precise caratteristiche: il piumaggio orlato di nero e la struttura delle penne simile tra maschi e femmine. Non è ancora chiaro quali razze abbia usato a tale scopo, ma ha indubbiamente ottenuto il risultato sperato con successo.

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Italia mio amore

Oggi le poste hanno consegnata tutta la posta di agosto.

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Mettere a posto

La vita è tutto un mettere-a-posto. Di pomeriggio al contadino invece di spollonare gli ulivi ha toccato di rimediare questo (uno l’ha buttato giù di luglio, prima era così):

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Oggi in rivolta:

I pastori – da ieri si può sentire la parola pecora nel radiogiornale, insieme di altre parole dei presidenti di Coldiretti e CIA. Domani forse i metalmeccanici, dopo domani i precari nelle scuole, poi operai di un stabilimento FIAT e così via e non ottengano mai niente a parte di promesse e un piccolo cerotto sociale se va bene.

Prima hanno voluto la globalizzazione, la concorrenza e hanno predicato i vantaggi e adesso si lamentano che il formaggio prodotto in altri paesi costa meno (d’accordo, non va bene venderlo come “italiano”, ma in fondo erba è erba, pecora e pecora e formaggio formaggio in tutto il mondo).

Il problema di fondo è sempre il solito: il modello di pagare le ore di lavoro o tramite il prezzo (fissato su scala globale) dei prodotti gli agricoltori non funziona più. Non viviamo di soldi, ma di beni e i beni essenziali ci sono per tutti qui mentre i soldi sempre di meno, quindi una politica intelligente deve cercare di ripensare tutto il modello del nostro reddito che siamo in grado di acquistare i beni essenziali. Non si va avanti toppando di qui e di qua, salvando industrie obsolete per qualche mese, incentivando la vendita di auto o qualcos’altro, secondo chi grida più forte o chi ha più potere. Sono tutti soldi buttati, bisogna darle alle persone direttamente e il resto farebbe veramente il mercato, e chi tiene le pecore può tenerle, e chi fa il fabbro può farlo.

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