Archive for the ‘riga di comando’ Category
Spostare il sistema da una partizione a un altra
Il comando cp fa tutto, non bisogna reinstallare.
- Fare un backup su un disco diverso.
- Preparare le partizioni da cd live con gparted (o dal sistema stesso se possiamo lavorare su partizioni smontate), assegnando etichette tipo “sistema”, “ubuntu”, “home” ecc a tutte le partizioni, che ci fa comodo dopo.
- Avviare da sistema live (cd live, penna usb), nel esempio usiamo un CD di ubuntu.
- Cliccare la partizione nuova per il sistema e quella esistente dal menu “places” per montarle in /media.
- Aprire da >accessori > terminale una finestra di terminale e diventare root:
sudo -s
cp -apv /media/etichetta_partizione_vecchia/* /media/etichetta_partizione_nuova
gedit /media/etichetta_partizione_nuova/etc/fstab & blkidRimettiamo a posto fstab, correggando gli UUID confrontandogli con il risultato di blkid e salviamo, ma se vogliamo possiamo anche montare le partizioni in quel modo:
LABEL=home /home ext4 defaults,noatime 0 2
LABEL=var /var ext4 defaults,noatime 0 2
LABEL=sistema / ext3 defaults 0 1 - Sistemare grub:
Se abbiamo grub legacy (grub vecchio con il menu.lst) facciamo lo stesso anche con questo file, correggendo i parametri
(hdX,Y)
X=numero del disco, partenza da 0, Y=numero della partizione, partenza da 0
e tutte le voci UUID nel menu in fondo al file. Un ripristino di grub e siamo a posto.Volendo si può anche aggiungere un menu con i valori corretti nel file menu.lst del vecchio sistema per testare prima il nuovo sistema e rimandare il ripristino (raccomandato)
Per grub2: Riavviare e con il sistema vecchio dare
sudo update-grub
per inserire la voce per il sistema clonato nel menu. Una volta controllato il suo funzionamento eseguire il ripristino di grub prima di formattare il vecchio sistema. Probabilmente si può dare
grub-install /dev/sda
update-grubanche direttamente dal sistema nuovo, ma non ho testato.
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Monitor esterno portatile
Comprato su ebay monitor esterno per vedere i film un po’ meglio. Come cambiare da monitor interno (1280×80) a quello esterno senza cliccare e selezionare 7-8 volte qualche cosa? (in KDE: Impostazioni > monitor > selezionare l’esterno > abilita | conferma > cliccare interno > disabilita | conferma)
Nel file ~.bashrc (o se abilitato in ~/.bash_aliases inserire:
alias film=”xrandr –output VGA –auto –output LVDS –off”
alias nofilm=”xrandr –output LVDS –auto && xrandr –output VGA –off”
(sono sempre due i trattini – -, si vede male)
Con
film
nofilm
si cambia da uno all’altro, uno si spegne uno si accende. Ovviamente il comando puoi chiamarlo come vuoi
o creare un lanciatore.
Il comando
xrandr -q
xrandr -h
vale cento schede di configurazione.
Se una vuole una grafica rudimentale che fa lo stesso si può installare il pacchetto lxrandr.
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Disabilitare click touchpad mentre si scrive
Per caso mi sono imbattuto in questo comando oggi:
syndaemon -i 2 &
Disabilita il click sinistro del touchpad appena si tocca la tastiera. Nel file di configurazione /etc/hal/fdi/policy/11-x11-synaptics.fdi deve essere abilitato la voce in grassetto:
<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″?>
<deviceinfo version=”0.2″>
<device>
<match key=”info.product” contains=”Synaptics TouchPad”>
<merge key=”input.x11_driver” type=”string”>synaptics</merge><merge key=”input.x11_options.AlwaysCore” type=”string”>true</merge>
<merge key=”input.x11_options.VertEdgeScroll” type=”string”>true</merge>
<merge key=”input.x11_options.HorizEdgeScroll” type=”string”>true</merge>
<merge key=”input.x11_options.TapButton1″ type=”string”>1</merge><merge key=”input.x11_options.TapButton2″ type=”string”>2</merge>
<merge key=”input.x11_options.TapButton3″ type=”string”>3</merge>
<merge key=”input.x11_options.protocol” type=”string”>event</merge>
<merge key=”input.x11_options.touchpadoff” type=”string”>0</merge><merge key=”input.x11_options.shmconfig” type=”string”>on</merge>
</match>
</device>
</deviceinfo>
Anche se viene abbandonato si può inserirlo anche nella xorg.conf:
Option “SHMConfig” “on”
Per più dettagli rimando qui:
wiki.archlinux.org/index.php/Touchpad_Synaptics
Il comando syndaemon -i 2 & può essere inserito nei vari file o configurazioni dell avvio automatico all’inizio sessione.
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Grub Error 22 o come riparare la tabella delle partizioni
A volta basta avviare windows in recovery mode (su un dual boot) e questo riscrive la tabella delle partizioni (l’indice, per dire) nel MBR, ovviamente senza vedere le partizioni in ext3/ext4 con il risultato che grub sputa un error 22:
22 : No such partition
This error is returned if a partition is requested in the device part of a device- or full file name which isn’t on the selected disk.
Neanche il metodo di ripristino classico da cd live funziona:
sudo grub
grub> find /boot/grub/stage1
ritorna invece di (hdX,Y) un error 15 file not found.
(per completezza: se restituisce per esempio hd0,4 -primo disco quinta partizione – si continuerebbe così per reinstallare Grub nel MBR:
grub> (hd0,4)
grub> root (hd0,4)
grub> setup (hd0)
grub> quit
reboot
chiuso virgolettato)
Ma qui hai bisogno di testdisk, il fratello di photorec.
Breve istruzioni di uso dal cd live di Ubuntu o di un altro distro live: Scompattalo il file testdisk-6.11.3.linux26.tar.bz2 (versione attuale mentre scrivo) con il menu del tasto destro. Poi devi spostarti con il terminale (che deve essere bello largo se no testdisk si lamenta) nella cartella creata:
sudo ./testdisk_static
Secondo il Cd live è Desktop e non Scrivania; una volta entrato selezioni con le frecce su/giù create log:
Use arrow keys to select, then press Enter key:
[ Create ]Create a new log file
[ Append ] Append information to log file
[ No Log ] Don’t record anything
Nella prossima schermate selezioni il disco e con invio
“Proceed” e appare questo:
Disk /dev/sda – ecc ecc
Please select the partition table type, press Enter when done.
[Intel ] Intel/PC partition
[EFI GPT] EFI GPT partition map (Mac i386, some x86_64…)
[Mac ] Apple partition map
[None ] Non partitioned media
[Sun ] Sun Solaris partition
[XBox ] XBox partition
[Return ] Return to disk selection
Praticamente basta confermare “intel”, sempre con il tasto enter/invio
[ Analyse ] Analyse current partition structure and search for lost partitions
[ Advanced ] Filesystem Utils
[ Geometry ] Change disk geometry
[ Options ] Modify options
[ MBR Code ] Write TestDisk MBR code to first sector
[ Delete ] Delete all data in the partition table
[ Quit ] Return to disk selection
Selezioni “Analyse”, e qui ti propone la tabella che trova, indicando forse già errori. Dovrebbe essere già selezionato “quick search”, basta dare “invio” nuovamente e chiede se deve cercare su partizioni creati sotto vista:
http://www.cgsecurity.org
Should TestDisk search for partition created under Vista ? [Y/N] (answer Yes if
unsure)
y
Puoi dare n o y secondo il caso e arriva a mostrare le partizioni veramente esistenti. Nel caso che riconosci la tabelle come corretta: Nuovamente invio e selezionando “write” sei a posto.
[ Quit ] [Deeper Search] [ Write ]
Write partition structure to disk
Basta un percorso per i vari [quit] per uscire da testdisk. Ovviamente si può anche installarlo sul disco fisso, comodo per analizzare penne e dischi usb che non si vogliono montare.
il disco sdb > proceed, partition type intel, analyse e quicksearch. Alla fine propone forse una tabella coretta, in quel caso “write”.
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Disco pieno e non sai mica dove sono i file pesanti?
A parte l’ottimo kdirstat esiste una bella riga di comando che elenca i file che superano il gB.
Per vedere lo spazio usato in /home/utente:
du -h ~ | grep ‘[[:digit:]]G\b’|sort -rg
Per vedere lo spazio occupato di tutto il sistema:
sudo du -h / | grep ‘[[:digit:]]G\b’|sort -rg”
Per averlo sempre a portata di mano inserirlo in ~/.bash_aliases o in ~/.bashrc:
alias spazio=”du -h ~ | grep ‘[[:digit:]]G\b’|sort -rg”
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