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pensieri agricoli

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22 gennaio 2017

Concorso per entrare in Europa

..in Europa.

Visto che quelli che ci stanno non sanno nemmeno se vogliono starci o se ci stanno bene c’è da domandarsi per quelli che affrontano il concorso per entrare nel nostro mondo. Fatto sta: ci sono centinaia di migliaie e più, ci sta anzi è probabile che hanno idee sbagliate come gli abbiamo noi sul mondo nostro.

Vieni dell’AfrIca? Prima tappa: attraversata del deserto verso la Libia i in pickup con 35 persone, una tanica di acqua a testa niente cibo a parte caramelle. Quattro i morti, se non ci sei tra loro eccoti la Libia nel caos post-Gaddhafi: catturato come nero con altri 900 in un campo prigione privato. C’è qualcuno che dice “facciamo impresa?” Eccolo soddisfatto.
Uno zio paga il riscatto, eccoti per arrivare alle coste e montare un gommone.
Cinque giorni di gommone strapieno nel mediteranneo.

Ti hanno sepolto nelle colline toscana in una struttura religiosa insieme ad altri trenta, lontana da tutto.
Ma te ti muovi, esci al alba e trovi un pastore che ti inserisce e ti dai da fare e pian piano ti danno da fare in tanti, hai gli muscoli e lo spirito di lavoratore instancabile che è scomparso da un un bel po’ qui.

Ora basta che la famosa commissione di da due anni, tre anni, cinque anni.

Benvenuto.

31 dicembre 2016

Un bel lavoro davanti

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Infatti corrono voci che domani dovrebbe arrivare un anno nuovo tutto da gestire,sicuramente è da potare, ci sono da aggiungere paletti, si deve annaffiare, governare, proteggerlo contro venti avversi (e ci sono un bel po’ di venti ostili e salati che tirano forte) e curarlo come si può, sempre nella speranza di cogliere dei frutti sani per tutti più in là.

Buon anno nuovo a tutti e buon lavoro – non viene mica buono da sé.

15 dicembre 2016

La natura là fuori

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Oggi il contadino era dal dentista e visto che lì è tutto chic nella stanza d’attesa ci sono poche riviste di quel tipo lucicante che per metà consistono di pubblicità: sul viaggiare e sull’architettura e design. Questa pubblicità qui al contadino sembra una sintesi emblematica del mondo di oggi (almeno di quello benestante) e del suo rapporto con la natura: tutto bello e fichissimo in stile ma fuori un olivo tenuto malissimo.

E il peggio è che non se ne accorge nemmeno nessuno.

19 luglio 2016

Radio Mattone

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27 giugno 2016

Una frase di Bud

Quando capisco – da adulto – che siamo in un mare di cose più grande di noi io mi devo attaccare a lui, con la speranza che quando mi chiama poi capirò tutto. Perché oggi non ci si capisce niente.

16 giugno 2016

Il fiore del giorno #1

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15 agosto 2015

Nulla è per sempre

Il contadino ha un fascino per questo tipo di cose nei quali tante persone hanno investito tanto del loro tempo, passione e lavoro e finiscono come finisce tutto, così.

6 febbraio 2015

Nevetta

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Oggi il contadino s’è ricordato del suo blog. Sarà per mille motivi, ma non ha da scrivere niente di importante (come fosse le altre cose che ha scritto siano importanti…).

A casa da dieci giorni c’è una wwoofer con un bimbo di sei anni vivacissimo e pieno di energia (bisogna trovare sempre il modo di bruciare queste energie in modo utile se possibile, e funziona discretamente).
Quindi la casa è viva, bene. Poi ci sarebbe da dire qualcosa su quest’imbecilli che producano pennati affilati fino su al manico e i contadini che non se ne accorgano subito ma solo quando si feriscono per benino all’indice. Il dito è guarito ma la punta formicola ancora al tocco, ci vorrà qualche mese. Belle guadagnato un altra cicatrice, insomma.

8 gennaio 2015

Cartolina

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Il contadino è ancora in vacanza – in una città nella Germania-ex-est presso il fiume Saale e trova tutto molto molto impressionante.

Sembra che sia entrato nella terza fase della sua vita la quale è stata iniziata di primavera da un asma che l’ha costretto a muoversi. Ma come si sa non tutto il male viene per nuocere e se ha raggiunto il suo scopo può anche ritirarsi da dov’è venuto – come ha fatto il suo asma da qualche settimana ormai.

Settimana prossima rientrerà per occuparsi del podere e anche qui ci sono non pochi cambiamenti in vista. La pastora dopo le ultime aggressioni del montone ha deciso che fosse il momento di disfarsene. Senza montone un gregge diventa zitella e invecchia, e senza animali un podere non è un podere e i prati diventeranno macchia e finalmente bosco e con cosa si concima tutto poi?

Vuol dire che si deve inventare qualcosa o forse meglio dare spazio a quel che vuole manifestarsi; meno male che il contadino è ottimista nato.

Salutoni e a presto.

15 luglio 2014

L’isola più grande della Germania

Ieri doveva piovere, ma nisba, quindi oggi il contadino ha lavorato quasi tutta la terra (fresca) sotto gli ulivi per non trovarsi un erbaio alto un metro al suo ritorno dalla sua vacanza-cura a gusto di Feldenkrais (vedi titolo), che il suo polmone è in un stato mica tanto buono. Poi stasera ha pure zolfato la vigna, quindi adesso dovrebbe essere tranquillo invece ci sta che non dorme, prima di prendere uno di questi aeri low-cost per Berlino, un luogo dal quale porta un bel po’ di materia genetica del suo corpo. Non si sa se ha voglia di raccontare qualcosa qui, essendo troppo concentrato sulla sua salute, vedremo.

Finalmente anche la catasta della potatura ha trovato sua forma quest’anno.
fungo

27 aprile 2014

Si mangia

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Prima volta che i nespoli son davvero carichi e pure il mandorlo non è male.
Se lavorano questi per il resto non ci dovrebbero essere problemi, anche gli ulivi buttano bene la mignola dalla frasca spelacchiata, all’inizio non sembrava un granché ma divento più belli con ogni giorno che passa (Bello per un contadino vuol dire “carico”). Ci sono sempre una ottantina da potare, compresi quelli danneggiati gravamente dai tripidi. Sembrano morti, qualche butto a mezz’altezza per il gambo, non hanno occhi da dove partire.

yogurt-greco
Per caso il contadino ha scoperto il segreto dello yogurt greco: basta colare in frigo un yogurt normale, la consistenza è quella, il sapore non è greco ma italiano e di pecora (ottimo!).

16 marzo 2014

Cose ovvie

A Cernobyl è rovinato anche la decomposizione, la legna non marcisce.

Con gli OGM solo una cosa migliora : gli utili di chi vende seme+erbicida. Le rese sono uguali, il consumo di erbicida è di più.

I soldi dati all’agricoltura producono più danno che altro. Monocolture, mais, erosione, alluvione.


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