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pensieri agricoli

Archivio della categoria 'varia' Category

14 febbraio 2018

C’era una volta il West

31 dicembre 2017

L’anno che verrà

Se ne va l’anno del lupo, l’anno della frutta, quella della siccità, di ascesa di personaggi improponibili al potere e di mille altre cose molto terrestre e poco divine. Ma se siamo qui vuol dire che l’abbiamo superato in qualche modo e questo non è mica poco.

Buon salto coraggioso nel incognito quindi!

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30 agosto 2017

Breve trattato sulla speranza

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25 luglio 2017

Terra e ferro

Da un bel po’ senza il ferro non si può fare il contadino, da un po’ meno tempo quel ferro è diventato un filino più complesso e non è solo vanga zappa erpice e aratro ma ha pure un motore. Ed ecco il contadino imbrattato di olio con le chiavi in mano.

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L’estate è un ottimo periodo per mettere a posto le macchine, c’è tempo, ombra e pure abbastanza corrente per trapani flessibili e compressori. Il contadino è passato da cambiare ingranaggi nel moltiplicatore della ventole dell’atomizzatore a pulire a fondo la BCS seguito dal cambio del paraolio del motocoltivatore condito dagli imprevisti della pressa forata sul campo di paglia e tre su quattro bulloni spezzati nel tamburo del freno sempre del motocoltivatore e non è finito lì.

Ormai ha un parco macchina da museo e si devono trattare in un modo adeguato tenerli in uno stato da mostra. E funzionanti.

9 maggio 2017

Strilli nel campo

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Oggi il contadino ha imparato che i giovani daini strillano a bestia anche quando non sono feriti, è un ottimo metodo per spaventare eventuali nemici. Meno optimale è la strategia da parte della mamma di lasciarli (sono sempre gemelli sembra) nel erba alta, perché questo erba alta oggi per la seconda volta era un campo di fieno del contadino, e meno optimale è anche che non si muovono proprio anche se passi a piedi amezzo metro ma solo quando la lama li tocca.

Ai questi due di oggi è andato bene – nessun pezzo di gamba tagliato ma solo uno spavento grande per tutti e quattro (la mamma dalla macchia rispondeva ai strilli con quel abbaio rauco). Non c’è nessun verso di vederli, forse con un drone solo; dopo il primo lo stress con la mano prontissimo a tirare la frizione è micidiale.

[foto di archivio… l’erba era alta il doppio]

22 gennaio 2017

Concorso per entrare in Europa

..in Europa.

Visto che quelli che ci stanno non sanno nemmeno se vogliono starci o se ci stanno bene c’è da domandarsi per quelli che affrontano il concorso per entrare nel nostro mondo. Fatto sta: ci sono centinaia di migliaie e più, ci sta anzi è probabile che hanno idee sbagliate come gli abbiamo noi sul mondo nostro.

Vieni dell’AfrIca? Prima tappa: attraversata del deserto verso la Libia i in pickup con 35 persone, una tanica di acqua a testa niente cibo a parte caramelle. Quattro i morti, se non ci sei tra loro eccoti la Libia nel caos post-Gaddhafi: catturato come nero con altri 900 in un campo prigione privato. C’è qualcuno che dice “facciamo impresa?” Eccolo soddisfatto.
Uno zio paga il riscatto, eccoti per arrivare alle coste e montare un gommone.
Cinque giorni di gommone strapieno nel mediteranneo.

Ti hanno sepolto nelle colline toscana in una struttura religiosa insieme ad altri trenta, lontana da tutto.
Ma te ti muovi, esci al alba e trovi un pastore che ti inserisce e ti dai da fare e pian piano ti danno da fare in tanti, hai gli muscoli e lo spirito di lavoratore instancabile che è scomparso da un un bel po’ qui.

Ora basta che la famosa commissione di da due anni, tre anni, cinque anni.

Benvenuto.

31 dicembre 2016

Un bel lavoro davanti

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Infatti corrono voci che domani dovrebbe arrivare un anno nuovo tutto da gestire,sicuramente è da potare, ci sono da aggiungere paletti, si deve annaffiare, governare, proteggerlo contro venti avversi (e ci sono un bel po’ di venti ostili e salati che tirano forte) e curarlo come si può, sempre nella speranza di cogliere dei frutti sani per tutti più in là.

Buon anno nuovo a tutti e buon lavoro – non viene mica buono da sé.

15 dicembre 2016

La natura là fuori

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Oggi il contadino era dal dentista e visto che lì è tutto chic nella stanza d’attesa ci sono poche riviste di quel tipo lucicante che per metà consistono di pubblicità: sul viaggiare e sull’architettura e design. Questa pubblicità qui al contadino sembra una sintesi emblematica del mondo di oggi (almeno di quello benestante) e del suo rapporto con la natura: tutto bello e fichissimo in stile ma fuori un olivo tenuto malissimo.

E il peggio è che non se ne accorge nemmeno nessuno.

19 luglio 2016

Radio Mattone

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27 giugno 2016

Una frase di Bud

Quando capisco – da adulto – che siamo in un mare di cose più grande di noi io mi devo attaccare a lui, con la speranza che quando mi chiama poi capirò tutto. Perché oggi non ci si capisce niente.

16 giugno 2016

Il fiore del giorno #1

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15 agosto 2015

Nulla è per sempre

Il contadino ha un fascino per questo tipo di cose nei quali tante persone hanno investito tanto del loro tempo, passione e lavoro e finiscono come finisce tutto, così.


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